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"L'Anas e l'impatto ambientale delle infrastrutture stradali"
Il convegno promosso da Euromediterraneo in collaborazione con l'Università di Lecce   
di Elio RICCHIUTO

Quando si lascia la propria terra d’origine in giovane età, per ragioni prima di studio poi di professione, risulta difficile d

Intervista a Vincenzo Pozzi Presidente ANAS

 

Quando si lascia la propria terra d’origine in giovane età, per ragioni prima di studio poi di professione, risulta difficile dimenticare. Dimenticarli, quei luoghi che ci videro bambini, poi ragazzi implumi, poi giovanotti dai grandi sogni, non è cosa che accada. Quanti di noi conoscono la terra del ritorno, dai profumi intensi, passato che riaffiora e che non muore. Se poi la vita è stata benigna, più dolce ancora è l’intimo approdo alla terra delle nostre radici. Così, questa Lecce, che tanti uomini illustri ha amato e formato, è città riamata, per le sue bellezze ed il suo calore. Quanti di noi lo sanno, tanti di noi partiti per terre lontane, senza mai togliersi dal cuore il Salento. Ritrovarsi è gioia che riaffiora. E diverso è dirsi d’“origini leccesi”. Lui ama definirsi leccese, seppure di madre fiorentina, “cresciuto all’ombra di Santa Croce, mi considero uomo del sud anche nel carattere”. Vincenzo Pozzi, dopo una brillante carriera di ingegnere, è dal 2002 Amministratore poi Presidente dell’Anas. Un incarico importante, che restituisce lustro alla città da cui partì oltre trent’anni fa. E che ora lo attende. Ospite dell’Università di Lecce, insieme all’ISUFI Scuola Superiore d’Eccellenza, giovedì 1 giugno l’ing. Pozzi terrà una relazione su “L’Anas e l’impatto ambientale delle infrastrutture stradali”. È un evento che il nostro giornale con orgoglio ha promosso, per la valenza intellettuale e professionale di un uomo di grande capacità ed in virtù delle delicate tematiche che su più fronti interessano la nostra terra. Il Salento attende la realizzazione di infrastrutture stradali importantissime: su tutte la Maglie-Leuca, e il raddoppio della Tangenziale Ovest.

Proprio sul raddoppio della Ovest “I lavori proseguono in maniera ottima e spedita – ci dice Pozzi raggiunto telefonicamente nei suoi uffici romani – per poter consegnare alla città la Tangenziale Ovest completata: cosa che mi auguro avverrà entro metà del prossimo anno”. Altri impegni: “stiamo per partire con l’appalto della Maglie-Otranto, opera anch’essa molto attesa, sulla quale non vi sono particolari impedimenti”.

Cosa può dirci in merito alla Maglie-Leuca, ing. Pozzi? “C’è stato qualche rallentamento su quell’opera che era stata già prevista e finanziata, finanziamento poi rivelatosi insufficiente; comunque un lungo tratto può già essere oggetto di definizione. Mi auguro che i rapporti con la Regione, che sono ottimi, ed in particolare con gli assessorati competenti, ci portino a completare quanto prima l’iter autorizzativo per poter partire con l’appalto”.

Mezzogiorno, sviluppo, infrastrutture: tre parole che associate insieme, oggi, restituiscono l’idea di una Italia divisa a metà e ancora arretrata. Lei, uomo del sud e presidente dell’ANAS, quale futuribilità intravede?

Sono certamente tre parole chiave: che il Mezzogiorno si debba e si possa sviluppare attraverso infrastrutture non solo stradali, è dato indubbio ed incontrovertibile. Molto è stato fatto, molto di deve fare; ci sono ancora grandi itinerari per il Sud che devono essere completati, sono investimenti molto attesi, accanto a quelli di una viabilità “minore” ma essenziale a collegare tutta una serie di centri.

Pres. Pozzi, le strade italiane sono davvero le ultime in Europa quanto a sicurezza e le prime per vecchiaia?

Assolutamente falso. Noi italiani possediamo un enorme patrimonio di cultura nel costruire strade, tale da portarci ad essere i primi costruttori di autostrade. Poi una legge del ‘75 ci costrinse a non più costruire. Ora abbiamo ricominciato, con il governo precedente e penso che anche il governo attuale sia assolutamente determinato a portare avanti la realizzazione di infrastrutture nel nostro Paese. È vero, l’Italia ha avuto un incremento sia demografico che di veicoli in circolazione che è stato superiore all’incremento delle strade, cosa che oggi causa una certa congestione, ma è malcomune di tutta l’Europa.

Lei ha raggiunto importanti traguardi professionali, ricoprendo incarichi di alto rilievo. Può a giusto titolo essere indicato quale buon esempio ai giovani salentini che sognano di realizzarsi. Data la sua esperienza, quale consiglio sente di poter dare loro?

Non credo di essere persona adatta a dare consigli, non ho la minima presunzione di voler assurgere a modello per nessuno. Quello che posso dire è di aver sempre lavorato nella mia vita, e non è retorica, con professionalità e serietà, cercando di ottenere il meglio. La professionalità è sempre ripagata, in qualsiasi lavoro si operi. Quel che spesso dico ai miei figli è che ognuno di noi comportandosi bene nella vita aggiunge degli Zero accanto al proprio nome, poi arriva il colpo di fortuna che mette l’1 davanti a tutti gli zero che siamo stati capaci di aggiungere. Se sono tanti, diventano migliaia, cifre importanti. Si deve accumulare un enorme credito con la professionalità, lavorando seriamente, senza bruciare troppo le tappe, sapendo attendere, poi tutto arriva.

 

 


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