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CON L’ACQUA (ROSSA) ALLA GOLA |
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Risolvere il problema
dell’acqua “potabile” rossa quanto prima possibile, indagare se vi siano eventuali legami tra il consumo di acqua “potabile” rossa e i molti casi di
patologie “gravi” che hanno colpito tanti melendugnesi: questi i temi
dell’incontro-dibattito organizzato sabato 19 maggio a Melendugno dal Comitato
no-acquarossa tra i cittadini da una parte e i rappresentanti dell’Acquedotto
Pugliese e le Autorità Comunali dall’altra. Sono
intervenuti il prof. Gino Caroppo, Consigliere Regionale UDC, il Dott. Mario
Fiorella di Legambiente, l’Avv. Nicola Saracino, responsabile provinciale di
Federconsumatori, i dott. Valentini e Abis per l’Acquedotto Pugliese, Rosanna
D’Autilia e Franco Candido per il Comitato no-acquarossa; erano presenti anche
il sindaco di Melendugno, Avv. Roberto Felline e numerosi cittadini. “I
risultati del sondaggio che abbiamo condotto parlano chiaro.” – ha dichiarato
in apertura il prof. Franco Candido, coordinatore del Comitato no-acquarossa. “Delle
quattrocento schede che abbiamo distribuito ai melendugnesi ce ne sono state restituite in totale 353, un
campione abbastanza significativo per ricavarne dei dati attendibili. E’
risultato che su 353 cittadini soltanto 19, cioè il 5% dei melendugnesi,
consumano l’acqua del rubinetto domestico per bere o cucinare, mentre ben 334,
e quindi il 95%, non ne fanno uso. Dei 19 intervistati che utilizzano l’acqua,
soltanto 9 hanno risposto che si fidano del liquido distribuito e 2 che lo
ritengono più sicuro dell’acqua minerale. Al contrario, dei 334 intervistati
che non usano l’acqua di AQP, ben 240 rispondono di non bere acqua di rubinetto
perché è spesso di colore rossastro, mentre 184 denunciano di ritenerla dannosa
per la salute e 38 di bere altro. 276 persone, poi, dichiarano di bere
“costosa” acqua minerale, 28 affermano di bere acqua di pozzo e soltanto 18 di
bere altro. 31 cittadini non rispondono. I risultati del sondaggio, poi, evidenziano
che 266 melendugnesi su 353 ritengono di non essere informati abbastanza sulla
qualità dell’acqua che pagano ad AQP, 44 pensano di esserlo, il resto non
risponde. Infine, 327 melendugnesi
pensano che la lotta intrapresa dal Comitato no-acquarossa sia giusta, mentre
321, ritengono utile che il Comitato faccia effettuare periodicamente e
privatamente le analisi dell’acqua potabile perché non si fida di quelle
ufficiali.” Candido,
poi, riferendosi ai risultati ottenuti dal Comitato, ha messo in rilievo che
dopo la raccolta di firme e la Petizione al Parlamento Europeo, dopo l’appello
a Prodi, il Commissario Delegato all’emergenza ambientale in Puglia ha
obbligato l’AQP, nel settembre del 2006, a rispondere ai cittadini e a
risolvere il problema. In realtà, la soluzione prospettata si è rivelata inefficace
e la cosiddetta “circuitazione ad anelli” ormai in fase di ultimazione, ossia
la soluzione adottata dall’azienda per eliminare il fenomeno, che mette in rete
i tratti ciechi dell’acquedotto cittadino, per evitare i ristagni che colorano
l’acqua, finora non ha funzionato e l’acqua rossa continua ad impensierire i
melendugnesi. “I
risultati del sondaggio obbligano moralmente l’azienda AQP a ridurre le tariffe
del 50 %,” afferma ancora il coordinatore del Comitato, “e in questo caso
applicherebbe il Provvedimento CIP 26/75 mai abrogato, perché a nulla serve
dichiarare che l’acqua è potabile se poi i cittadini la percepiscono come
dannosa per la salute ed evitano di consumarla. Non è forse colpa dell’Acquedotto
Pugliese se da anni a Melendugno ogni residuo di fiducia è scomparso rispetto
all’acqua “potabile” rossa che viene sempre più spesso erogata dai rubinetti
domestici?” Sull’argomento,
massima disponibilità è stata assicurata dal Consigliere Regionale Caroppo che
ha invitato il Sindaco ad affidare ad esperti del settore indagini più
approfondite per dare risposte certe ai cittadini e ad approfittare dei fondi
strutturali che saranno disponibili a breve soprattutto per i comuni che hanno
condutture in cemento amianto. L’Amministrazione Comunale, preso atto delle
vibranti proteste dei cittadini presenti al convegno, ha dichiarato che inviterà
ufficialmente l’azienda ad un incontro, aperto ai rappresentanti del Comitato,
per approfondire le questioni tecniche riguardanti il fenomeno, perché appare
chiaro che il tipo di acqua erogato dall’acquedotto pugliese a Melendugno non è
per nessun motivo accettabile.
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