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La Baia dei Turchi non si tocca |
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“La Baia dei Turchi non si tocca!”. Con queste parole il senatore Ds
Alberto Maritati ha chiarito il suo punto di vista sulla faccenda che anima, da
molte settimane, i cuori di molti. Sabato 6 maggio alle 15, infatti, si è
tenuto un sit-in proprio sulla spiaggia in questione, per protestare contro la
privatizzazione della Baia e contro le concessioni selvagge del litorale. Ma
andiamo per ordine, tracciando il quadro generale di ciò che è accaduto in
questi giorni. Subito dopo Pasqua è iniziata a
circolare la voce che la Baia dei Turchi sarebbe stata privatizzata. Un
sopralluogo dei tecnici del Comune di Otranto ha appurato che, sulla spiaggia,
sono stati avviati i lavori per la costruzione di un chiosco-bar, servizi
igienici, una scala e uno scivolo di legno per permettere l’accesso al lido.
Sono state finanche poste delle cisterne sotto la sabbia e, cosa più grave, è
stato deturpato il paesaggio, arrecando danni alla macchia mediterranea. Subito
è scattato il sequestro da parte del Corpo Forestale di Otranto. Due giorni
dopo, però, i lavori sono ripresi. Cominciate le indagini del caso,
si è venuti a conoscenza che la concessione demaniale e la richiesta della
concessione edilizia per le strutture risalgono allo scorso anno. Tuttavia, in
quell’occasione, il Comune di Otranto decise di non approvare la concessione
edilizia e i concessionari si appellarono al Tar, vinsero la causa, ma ormai la
stagione estiva era finita e non se ne fece più niente. Quest’anno, alle soglie
dell’estate, si è dato il via ai lavori per la costruzione appunto di uno
stabilimento balneare in piena regola, suscitando la grande polemica. E da qui la mobilitazione di
tutti. È stato indetto un Consiglio Comunale straordinario venerdì 5 maggio,
nel quale si è proposta una variante all’attuale Piano regolatore che possa
bloccare il programma edilizio per tre anni. Inoltre, si è reso necessario
adottare un atteggiamento che vieti la costruzione di qualsiasi struttura nelle
aree protette da vincoli paesaggistici. Il sindaco di Otranto, Francesco Bruni,
ha fermamente asserito che “le coste
vanno tutelate”, ma allo stesso tempo, si è detto consapevole che “i tempi sono abbastanza lunghi e la Regione
potrebbe continuare con le concessioni annuali”. Bisognerà, pertanto,
chiarire al più presto i rapporti tra Regione e Comuni per il rilascio, o anche
per il rinnovo, delle concessioni costiere. Frattanto, la gente si muove e
non ha nessuna intenzione di fermarsi. Vuole fare sentire il suo grido di
protesta. È proprio questo lo spirito che ha mosso centinaia di persone e le ha
riversate sabato sulla spiaggia della Baia. Amministratori locali, politici,
associazioni, Legambiente, WWF, Forze dell’ordine, giornalisti e televisioni,
si sono tutti incontrati sul lido incriminato. C’è stata anche una raccolta di
firme per la moratoria sulle concessioni. “Noi come Legambiente da anni parliamo di
concertazione e programmazione sul territorio”, ci dice Giorgio Miggiano,
presidente locale di Legambiente. “Chiediamo
alle forze politiche di essere più attente nell’utilizzo non solo della costa,
ma anche dell’entroterra. La Regione, nel rilasciare la valutazione di impatto
ambientale, non dovrebbe farlo consultando le carte d’ufficio così come
arrivano, ma rendendosi conto del sito in cui si va ad intervenire. C’è,
quindi, anche una carenza della Regione in tutta questa storia”. Giorgio
Miggiano ci fa inoltre sapere che Legambiente e WWF organizzeranno una
postazione fissa sulla spiaggia che possa accertare che i lavori non vadano
avanti. Ma il percorso è ancora lungo. Non ci resta che sperare che ci sia un
lieto fine in questa storia perché la Baia dei Turchi è un bene comune che va
protetto. E poi c’è da dire che gli otrantini, e non solo, sono affezionati a
questo lido. La Baia è di tutti e “non si
tocca!”. Ci auguriamo che sarà così.
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