|
|
|
|
PRE-GIUDIZI |
|
|
Mesagne, 23 Aprile 2005 Nel 60°
anniversario della Liberazione dalla dittatura fascista e dall’occupazione
nazista, Mesagne – una delle Città più “rosse” d’Italia – sarà teatro, per
circa due mesi, di eventi per ricordarne l’importanza per la democrazia. Otto
assessori su dieci, infatti, appartengono a partiti o movimenti riconducibili
alla sinistra democratica (Democratici di Sinistra, Partito della Rifondazione
Comunista, Socialisti democratici italiani, A Sinistra): essi si sono
raccordati e, unitamente alle proprie segreterie politiche, hanno stilato un
lungo ed operoso calendario di iniziative, tutte meritevoli di partecipazione;
vediamole nel dettaglio. La
mattina del 25 Aprile tutte le scuole di ogni ordine e grado, organizzate dai
Direttori didattici e dai Présidi, presenteranno il Concorso “Resistere, resistere, resistere”, nel quale gli studenti
gareggeranno tra loro, sfidandosi con ricerche
storiografiche, per vincere un viaggio alle Fosse Ardeatine. Nel pomeriggio sarà proiettato il primo di una
serie di documentari e film, gentilmente prestati
dall’Istituto Luce e dai circuiti Arci, su sollecitazione del Direttore della
Biblioteca Urgesi: le proiezioni si esauriranno a metà Giugno e saranno
invitati a partecipare i Partiti, le Associazioni, le Scuole, le Parrocchie.
Aprile, Maggio e Giugno saranno scanditi da concerti a tema (programmate le esibizioni dei cantautori De
Gregori e Dalla, e dei gruppi Skiantos e Modena City Ramblers) e da finissimi interventi intellettuali: Walter Pedullà,
Emilio Gentile e Luciano Canfora affronteranno,
nell’ordine, il problema dell’antifascismo nella letteratura, del regime
totalitario, dei riverberi fascisti nell’Italia contemporanea. (…) Imitando la maggior parte dei giornalisti, che spesso
scrivono il pezzo prima che il fatto sia accaduto, e poggiandolo su pre-giudizi positivi e sull’affetto che
portavamo all’Amministrazione mesagnese, avevamo prefigurato questo quadretto
oleografico, colto e felice: macchè. L’invito alle manifestazioni per la Liberazione fattoci
recapitare parla chiaro e parla una lingua deludente, scialba, demotivata: come
per un qualunque compleanno di un conoscente che non si frequenta più, Mesagne
si limita a mandare solo un telegramma al 25 Aprile; per quel giorno, neanche
uno storico, non uno storico noto, ma proprio neanche uno storico.
L’appuntamento sarà infatti con un docente leccese di Sociologia delle
Migrazioni, che forse ci spiegherà che cos’è quel languore che sentiamo nella
nostra tensione civile e che ci spinge appunto ad emigrare alla ricerca di un
convegno di più alto profilo.
|
|
|
|
|