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Un’occasione da non perdere/ L’Assindustria presenta il piano degli investimenti industriali
Più di mille milioni di euro e tremila posti di lavoro per Brindisi e provincia   
di Giovanni CONGEDO

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L’Associazione degli Industriali della provincia di Brindisi ha elaborato recentemente un programma di investimenti industriali destinati all’area di Brindisi. Secondo l’Assindustria, “non vi è una località in Italia, nell’attuale difficile congiuntura economica, che possa vantare una simile concentrazione di volontà di investimenti e ciò è il risultato di una costante e puntigliosa azione di marketing territoriale, pur in presenza di difficoltà di vario genere”.

Gli investimenti industriali programmati ammontano alla somma di 1.040 milioni di euro e creeranno circa 2.620 posti di lavoro per l’apertura dei cantieri e altri 1.080 per l’esercizio. “E’ una condizione che nemmeno una città come Milano può vantare – ha sottolineato il presidente di Assindustria Massimo Ferrarese – perché sono stanziamenti pronti e disponibili: sono sufficienti a soddisfare le esigenze del nostro territorio”.

Tra le opere più rilevanti il rigassificatore (390 milioni di euro, 1.000 posti di lavoro per la costruzione e 200 per l’esercizio), l’ambientalizzazione della centrale termoelettrica e l’ampliamento della produzione (270 milioni di euro e 500 posti di lavoro per il cantiere), i miglioramenti ambientali e tecnologici della centrale termoelettrica (50 milioni di euro 200 posti di lavoro per il cantiere), il termovalorizzatore e il ciclo dei rifiuti (75 milioni di euro, 200 posti di lavoro per il cantiere e 150 per l’esercizio), il riutilizzo dei gessi da desolforazione Edipower per pannelli di cartongesso (50 milioni di euro, 150 posti di lavoro per il cantiere e 80 per l’esercizio), gli investimenti per il settore aeronautico (73 milioni di euro, 200 posti di lavoro per i cantieri e 100 per l’esercizio), la Brindisi polimeri (52 milioni di euro, 200 posti di lavoro per il cantiere e 200 per l’esercizio).

Secondo l’Associazione degli industriali, però, “nell’attuale e difficilissima congiuntura economica e sociale, la situazione risulta paradossale: come dire che dopo una lunga semina non si ha la capacità di procedere alla raccolta dei frutti”. Infatti, come ha voluto evidenziare Ferrarese, “tali investimenti non sono dei sogni; tuttavia rischiano di diventare tali se non si permette agli imprenditori di mettere mano alle loro iniziative”.

La posizione degli industriali brindisini risulta, quindi, molto chiara. Nell’indicare precisamente i tempi entro cui i cantieri devono essere avviati, si pone l’attenzione sul fattore tempo, che diventa determinante nei processi di sviluppo economico. Perdendo tempo, infatti, gli investimenti potrebbero essere persi perché ritenuti non più utili o dirottati in aree più accoglienti. Poiché, invece, essi, assieme a quelli derivanti dalla firma dell’accordo di programma quadro, potrebbero risultare determinanti per lo sviluppo industriale brindisino, “è quanto mai urgente – sempre secondo l’Assindustria – un tavolo istituzionale che proceda ad un’analisi dettagliata del quadro di investimenti elaborato” e che sappia determinare i tempi dei procedimenti amministrativi e mettere nelle condizioni gli investitori di assicurarsi le autorizzazioni e aprire i cantieri.

 

 

 


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