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Sanità pugliese/ Le future responsabilità di chi oggi governa
  
di Aldo PAOLILLO*

Mai come oggi sulla sanità si possono giocare le sorti di governi nazionali e locali

Mai come oggi sulla sanità si possono giocare le sorti di governi nazionali e locali. Infatti l’accresciuta aspettativa di vita e di salute e l’imponente progresso tecnologico conferiscono alla sanità, oggi più di ieri, una posizione preminente in ambito sociale. Inoltre, in un settore dove la spesa è chiaramente elevatissima, non possono non far capolino e anche imporsi le tante lobbyes imprenditoriali, necessariamente legate al profitto e tese ad “accaparrarsi” la gestione diretta sia dei processi sanitari, sia dei tanti appalti per servizi vari, talora con possibili “disastri” amministrativo-giudiziari, come quelli che stiamo al momento vivendo.

In Puglia, poi, si sono sovrapposti altri peculiari elementi. Da una parte, infatti, c’è stato il varo di un Piano di Riordino Ospedaliero, tenacemente avversato da molte comunità locali al limite della rivolta sociale, dall’altra si è svolta di recente una pesante campagna elettorale, durante la quale sono stati adombrati da alcuni addirittura propositi di azzeramento del Piano.

Ebbene, è proprio in questa complessa situazione che dovrà svilupparsi l’azione, non facile, dei prossimi responsabili della sanità, ai quali il sindacato medico ritiene dover proporre alcune considerazioni. Innanzitutto in merito alla necessità di ritrovare il metodo di lavoro partecipato, che coinvolga i cittadini e le componenti della sanità, con lo scopo di apportare in tempi adeguati le necessarie correzioni ed integrazioni al Piano. Senza, però, prefigurare stravolgimenti o azzeramenti, che certamente non pagherebbero in termini di avvio di una “rimodulazione” del sistema, né tanto meno in termini di una più efficace funzionalità degli apparati. E senza, altresì, prevedere un radicale annullamento di un lavoro riorganizzativo laddove è stato ben condotto. Atteggiamento che, parafrasando il titolo di un celebre film di Troisi, consentirebbe almeno di “ricominciare da tre”.

E il nuovo metodo di approccio alle problematiche dovrebbe portare l’azione di governo verso direzioni diversificate per realizzare un servizio all’avanguardia, rispettoso dell’utenza e puntuale nelle risposte. Stimolando innanzitutto ad una più consona “umanizzazione” del rapporto tra personale sanitario e pazienti e di conseguenza annullando quella sfiducia e soprattutto quella diffusa spersonalizzazione, che certo non contribuiscono ad accelerare il recupero fisico e psicologico del malato. Favorendo il miglioramento dei servizi e la stessa crescita professionale degli operatori attraverso l’individuazione, soprattutto al livello medico, di professionalità di provata qualificazione e non di derivazione clientelare. Non disdegnando, peraltro, di attivare opportune convenzioni (quelle sì indispensabili!) con professionalità mediche esterne in grado di fornire prestazioni qualificate e contestualmente di far crescere “sul campo” gli operatori interni attraverso un’attività concreta, che non ha niente in comune con quanto è in grado di offrire l’Agenzia Formativa Aziendale.

Si impone, inoltre, una competizione pubblico/privato alla pari, con un sistema pubblico dotato delle necessarie infrastrutture e tecnologie oggi purtroppo diffusamente carenti e con il ripristino nel pubblico di quelle attività che sono state assegnate al privato, in molti casi in esclusiva, realizzando un regime di monopolio consolidato.

La garanzia, poi, dell’attività libero professionale dei medici deve comportarne lo svolgimento secondo i principi di correttezza e ovviamente legalità, tenendo inoltre ben presente che questo tipo di attività potrebbe costituire lo strumento decisivo per la soluzione dell’annoso problema della liste d’attesa.

Le problematiche succintamente descritte, insieme ad altre, quali lo sviluppo delle attività sul territorio e il raccordo territorio/ospedale, costituiscono comunque solo alcuni dei tanti temi da affrontare nel vasto “mosaico” di una sanità da rivisitare con oculatezza. Certi che dal leale confronto deriveranno contributi di idee, che la politica dovrà saper portare a sintesi positiva. Anche perché proprio su questi temi ci sarà a tempo debito la verifica e, così come il recente impietoso giudizio elettorale, ci saranno altri giudizi che promuoveranno o sanzioneranno metodi e sistemi di gestione del potere. In questo contesto il sindacato medico è pronto a fare la sua parte con la consueta serietà e competenza, che ritiene poter e dover offrire alla politica per il costante miglioramento del sistema.

 

*Medico e Dirigente Nazionale ANAAO ASSOMED

 

 


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