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Il tesoro di Priamo

  
di Carlo RICCHIUTO

Il tesoro di Priamo

Il tesoro di Re Priamo, conosciuto anche come l'oro troiano, scoperto nel 1873 dall'archeologo Schliemann e dallo stesso inviato a Berlino, sarebbe stato trafugato o meglio sequestrato, secondo quanto dichiarato nei mesi scorsi da uno dei  massimi ufficiali dello stato russo, dalle truppe sovietiche a Berlino nel 1945 alla fine del secondo conflitto mondiale.

Una collezione leggendaria di oggetti d'oro dell'antica Troia, si era convinti infatti in quel tempo che fosse appartenuta a Priamo, Re della città descritta nell'epica di Omero, l'Iliade; in effetti il tesoro, rinvenuto nella zona che è l'attuale Turchia nord occidentale è stato in seguito datato con tecniche avanzate intorno al 2500 a.C. in piena età del bronzo e  quindi molto tempo prima di Omero.

La fantastica collezione d'oro, la quale prende il nome dall'archeologo tedesco che la riportò alla luce, Hermann Schliemann, diventerà proprietà federale russa, secondo quanto dichiarato sul quotidiano Moskovsky Komsomolets a nome del vice direttore dell'agenzia russa per il patrimonio culturale ed artistico Vilkov e la stessa, successivamente ad essere inventariata,  potrà forse essere esposta in Germania in quanto lo stesso ha escluso con risolutezza che tali oggetti possano essere

restituiti se non a particolari condizioni .... uno scambio.

Secondo la legge russa di trasferimento dei valori, ogni cosa che l'Unione Sovietica abbia prelevato per compensazione, come ad esempio la collezione Schliemann, ha dichiarato Vilkov, non verrà restituita, tutti gli oggetti detenuti di valore artistico, storico o archeologico diventeranno proprietà federale o potranno essere ceduti dietro una controparte o scambio accettabile, cosa che la Germania fino ad ora non ha fatto in quanto considera di fatto questi oggetti come detenuti illegalmente. Germania e Russia hanno lungamente discusso sulla detenzione illegale di tale collezione e di migliaia di altri oggetti di grande valore prelevati dalla Germania verso la fine della seconda guerra mondiale; basti pensare che per stessa ammissione  di Vilkov, lo stesso ha dichiarato pochi mesi fa che la Russia detiene circa 250.000 oggetti d'arte e quasi 1,5 milioni tra libri e pubblicazioni antiche di notevole interesse storico-artistico.

La legge russa emanata nel 2000 circa, a questo proposito, fa una distinzione tra trofei illegali di guerra, senza quindi la autorizzazione di un comandante militare e quelli che invece sono stati considerati come risarcimento per i milioni di morti perduti, i quasi 100 musei andati distrutti, così come la rovina delle città nel corso del conflitto che prese il nome di Grande Guerra dei Patrioti … è probabile che le celebrazioni di quest'anno della vittoria degli Alleati contro l'oppressione nazista

tedesca possa riaccendere il dibattito internazionale sul destino dei bottini di guerra, gran parte dei quali è stato nascosto all'occhio pubblico per quasi più di 60 anni nelle sale di conservazione di qualche museo.

 

 


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