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"Turismo d'argento". Terza età, giramondo del turismo internazionale |
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già 42 milioni i potenziali turisti europei dai 65 anni in sù La
vita media nei Paesi sviluppati sfiora gli ottant’anni e il duemila, si
prevede, sarà sempre più dominato dagli anziani. Avremo costumi, beni e servizi
soprattutto in vista di una rivoluzione nel concetto e nei modi d’impiego del
tempo libero, la maggiore risorsa della terza età. “Ci
vuole tutta un’esistenza per diventare giovani” diceva Goethe. Ma il concetto
di giovinezza è stato sempre relativo: una volta la gente non invecchiava,
moriva. Duemila anni fa la vita media era di 22 anni. E quando Gesù Cristo fu
crocifisso, a 33 anni, non era affatto quel “ragazzo” che saremmo portati a
vedere oggi. Ai suoi contemporanei appariva un uomo della terza età. Agli inizi
del novecento l’età media era salita ad appena 47 anni. Oggi, grazie ai
ritrovati scientifici, l’età media è balzata ai 75 anni. Del resto che la vita
cominci o ricominci a cinquant’anni (non a quaranta come si diceva sino a poco
tempo fa) è una realtà. Il
segreto è guardare lontano, non perdere il gusto della novità e della scoperta,
mantenersi capaci di fare e disfare progetti per il domani. Ed è questo che
spiega il crescente successo presso la terza età di tutte le forme di turismo
dall'escursione al pellegrinaggio, dal congresso alle cure termali. Viaggio e
mobilità sono i primi sintomi di futuro e di giovinezza: rappresentano per
antonomasia il divenire ed il mutare della vita, non lo scorrere. L’aria aperta
ed i vantaggi pratici dell’autogestione (non ultimo quello economico) aggiungono
il fascino corroborante dell’invenzione e della scoperta. “Il
turismo d’argento” sta assumendo i contorni di un travolgente fenomeno di
massa, destinato a pesare parecchio sulle decisioni degli esperti. In
un’indagine effettuata dal Centro Studi Turistici “Tempo libero, turismo e
terza età, per conto del Comune di Firenze risulta che nelle nuove attività per
il tempo libero, i viaggi sono al primo posto alla pari con la bicicletta, le
bocce, le camminate, il nuoto e la ginnastica. Le particolari esigenze e la
maturità intellettuale degli anziani possono trasformare radicalmente l’attuale
offerta di servizi, strutture e infrastrutture. Possono
contribuire in maniera decisiva a far abbattere le barriere fisiche (meglio
ancora a non farle costruire); possono orientare il successo di nuove mete e
nuovi itinerari. Sono dei consumatori - come nessun altro - di ferie a tempo determinato e di turismo
fuori-stagione. Sono già 42 milioni i potenziali turisti europei di 65 anni ed
oltre: nei prossimi dieci anni - si prevede - aumenteranno di circa 20 milioni.
Una recente indagine ISTAT stabilisce che il vacanziere che viaggia e si muove
di più è quello compreso tra i 60 e i 70 anni. L’idea
di appartenere alla terza età non sempre è bene accetta perché con il
significato comune di “terza età” è insito anche il concetto di abbandono di
ogni attività e di ritiro dalla vita sociale. Ma da qualche tempo non è più
così. L’ingresso nella terza età significa riappropiarsi della propria libertà,
senza alcun condizionamento. Insomma vivere finalmente da giovani. Una
inestimabile ricchezza che l’uomo viene improvvisamente a trovarsi nelle mani e
deve poter sfruttare al meglio. Il
pensionato dopo tanti anni di lavoro si sente finalmente libero di fare quel
che vuole, senza dare conto a nessuno. Molti pensionati sono formidabili
giramondo; per loro il viaggio è una terapia; serve a lubrificare il cervello,
a sentirsi rinnovati e partecipi di una realtà che appare sempre più vasta di
quanto hanno immaginato. Viaggi con un interesse preciso; alcune volte senza
programmi ed orari, alla ricerca di un mondo diverso che è quello della
semplicità, senza scadenze, senza l’incubo di dover rientrare per riprendere la
vita convulsa di tutti i giorni. Una
buona percentuale “sverna” nei periodi invernali verso l’Africa, fermandosi
sino a quando non farà molto caldo; molti, sulla costa dei fiori a Sanremo e
chissà se saremo capaci a far sapere che anche nel nostro Salento si può
svernare benissimo. Certo, occorrono servizi appropriati, infrastrutture
adeguate ma anche e soprattutto la cultura dell’ospitalità, che è il
presupposto indispensabile per la crescita del fenomeno turistico ed in
particolare della terza età. Saremo in grado di accogliere degnamente questa
categoria di benemeriti lavoratori? Me lo auguro. *Consulente
ed esperto turismo sociale
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