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"Turismo d'argento". Terza età, giramondo del turismo internazionale

  
di Michele TESTA*

\IL TURISMO DELLA TERZA ETA’

Sono già 42 milioni i potenziali turisti europei dai 65 anni in sù

 

La vita media nei Paesi sviluppati sfiora gli ottant’anni e il duemila, si prevede, sarà sempre più dominato dagli anziani. Avremo costumi, beni e servizi soprattutto in vista di una rivoluzione nel concetto e nei modi d’impiego del tempo libero, la maggiore risorsa della terza età.

“Ci vuole tutta un’esistenza per diventare giovani” diceva Goethe. Ma il concetto di giovinezza è stato sempre relativo: una volta la gente non invecchiava, moriva. Duemila anni fa la vita media era di 22 anni. E quando Gesù Cristo fu crocifisso, a 33 anni, non era affatto quel “ragazzo” che saremmo portati a vedere oggi. Ai suoi contemporanei appariva un uomo della terza età. Agli inizi del novecento l’età media era salita ad appena 47 anni. Oggi, grazie ai ritrovati scientifici, l’età media è balzata ai 75 anni. Del resto che la vita cominci o ricominci a cinquant’anni (non a quaranta come si diceva sino a poco tempo fa) è una realtà.

Il segreto è guardare lontano, non perdere il gusto della novità e della scoperta, mantenersi capaci di fare e disfare progetti per il domani. Ed è questo che spiega il crescente successo presso la terza età di tutte le forme di turismo dall'escursione al pellegrinaggio, dal congresso alle cure termali. Viaggio e mobilità sono i primi sintomi di futuro e di giovinezza: rappresentano per antonomasia il divenire ed il mutare della vita, non lo scorrere. L’aria aperta ed i vantaggi pratici dell’autogestione (non ultimo quello economico) aggiungono il fascino corroborante dell’invenzione e della scoperta.

“Il turismo d’argento” sta assumendo i contorni di un travolgente fenomeno di massa, destinato a pesare parecchio sulle decisioni degli esperti.

In un’indagine effettuata dal Centro Studi Turistici “Tempo libero, turismo e terza età, per conto del Comune di Firenze risulta che nelle nuove attività per il tempo libero, i viaggi sono al primo posto alla pari con la bicicletta, le bocce, le camminate, il nuoto e la ginnastica. Le particolari esigenze e la maturità intellettuale degli anziani possono trasformare radicalmente l’attuale offerta di servizi, strutture e infrastrutture.

Possono contribuire in maniera decisiva a far abbattere le barriere fisiche (meglio ancora a non farle costruire); possono orientare il successo di nuove mete e nuovi itinerari. Sono dei consumatori - come nessun altro - di ferie  a tempo determinato e di turismo fuori-stagione. Sono già 42 milioni i potenziali turisti europei di 65 anni ed oltre: nei prossimi dieci anni - si prevede - aumenteranno di circa 20 milioni. Una recente indagine ISTAT stabilisce che il vacanziere che viaggia e si muove di più è quello compreso tra i 60 e i 70 anni.

L’idea di appartenere alla terza età non sempre è bene accetta perché con il significato comune di “terza età” è insito anche il concetto di abbandono di ogni attività e di ritiro dalla vita sociale. Ma da qualche tempo non è più così. L’ingresso nella terza età significa riappropiarsi della propria libertà, senza alcun condizionamento. Insomma vivere finalmente da giovani. Una inestimabile ricchezza che l’uomo viene improvvisamente a trovarsi nelle mani e deve poter sfruttare al meglio.

Il pensionato dopo tanti anni di lavoro si sente finalmente libero di fare quel che vuole, senza dare conto a nessuno. Molti pensionati sono formidabili giramondo; per loro il viaggio è una terapia; serve a lubrificare il cervello, a sentirsi rinnovati e partecipi di una realtà che appare sempre più vasta di quanto hanno immaginato. Viaggi con un interesse preciso; alcune volte senza programmi ed orari, alla ricerca di un mondo diverso che è quello della semplicità, senza scadenze, senza l’incubo di dover rientrare per riprendere la vita convulsa di tutti i giorni.

Una buona percentuale “sverna” nei periodi invernali verso l’Africa, fermandosi sino a quando non farà molto caldo; molti, sulla costa dei fiori a Sanremo e chissà se saremo capaci a far sapere che anche nel nostro Salento si può svernare benissimo. Certo, occorrono servizi appropriati, infrastrutture adeguate ma anche e soprattutto la cultura dell’ospitalità, che è il presupposto indispensabile per la crescita del fenomeno turistico ed in particolare della terza età. Saremo in grado di accogliere degnamente questa categoria di benemeriti lavoratori? Me lo auguro.

 

*Consulente ed esperto turismo sociale

 

 

 


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