|
|
|
|
Lo sviluppo di Brindisi ed il polemico intervento dell’on.le Vitali |
|
|
In un suo recente intervento
l’on.le Luigi Vitali deputato di Forza Italia esprime disappunto perché «Sindaci e Presidenti provinciali e regionali
assumono decisioni importantissime il più delle volte senza essersi confrontati
… coi parlamentari» ed aggiunge, facendo preciso riferimento ai problemi di
Brindisi, che quando si parla dello sviluppo della nostra provincia «non possono decidere due sole persone, sia
pure autorevoli». Di fronte a tale sortita si ha l’impressione che la vis polemica abbia in qualche modo forzato
la penna all’on.le Vitali. Come può, invero, egli non
considerare che le Istituzioni locali, a qualsiasi livello e da qualunque
maggioranza guidate, sono la casa comune delle rispettive collettività civili e
sono perciò dall’ordinamento dotate (il tanto osannato federalismo ne è
significativa espressione) della necessaria “autonomia” ovviamente anche nei
confronti delle opinioni dei parlamentari del luogo? E come si fa a dire che «due sole persone» (cioè Mennitti ed
Errico) decidono il futuro di Brindisi quando in favore di un nuovo modello di
sviluppo economico durante tutta la campagna elettorale amministrativa si sono
espresse, sia pure con contenuti ed accenti diversi, tutte le forze politiche
locali e su questo indirizzo hanno ricevuto un chiaro mandato amministrativo? E
perché parlare di «due sole persone»
quando la scelta per un cammino, indubbiamente graduale, verso assetti diversi
dell’economia locale è stata oggetto di delibere dei Consigli comunale e
provinciale approvate all’unanimità (o quasi) dai componenti di tali consessi? Ed ancora: perché mai l’on.le
Vitali dice in sostanza che non vi è stato un confronto col coinvolgimento dei
partiti, delle loro coalizioni e dei “protagonisti
politici, sindacali, culturali, associativi e sociali” quando queste realtà
si sono tutte espresse sul tema dello sviluppo facendo registrare, col voto
amministrativo e con ripetuti interventi pubblici nonché con significative
mobilitazioni popolari, un orientamento nettamente favorevole alle decisioni
che hanno preso e stanno confermando le due maggiori istituzioni locali? Ci
sono forse decisioni prese da pochi in ambiti ristretti e riservati che contano
di più delle scelte operate pubblicamente da molti col voto e con gli altri
strumenti di partecipazione democratica? E quale valore democratico può mai
assumere nella situazione di Brindisi lo scambio di lettere fra Tony Blair e
Berlusconi sul problema del rigassificatore? E non è forse legittima la
preoccupazione che questa strana corrispondenza tra il primo ministro inglese e
quello italiano segnali il pericolo che davvero «due sole persone» si possano arrogare il diritto di decidere il
futuro del nostro territorio? Si possono avere ovviamente
tutte le opinioni sugli atti del Presidente della Provincia ma le parole ed i
toni dell’attacco che gli ha sferrato l’on.le Vitali segnalano intolleranza ed
avversione viscerale. Si è trattato di attacchi che dovrebbero essere lasciati
fuori dall’esercizio della critica politica, che tentano di accreditare
arbitrarie dissociazioni tra il notaio Errico e la sua maggioranza, che
risultano oggettivamente funzionali all’arroventamento dell’ambiente e puntano
il dito – fatto questo rivelatore di debolezza politica – sulle modalità dei
suoi interventi che sui contenuti e gli obiettivi del suo operato, considerati
positivi non solo da chi scrive (sarebbe povera cosa) ma dalla stragrande
maggioranza dei cittadini. Al di là dei toni, mi sembrano poi abbastanza
ingenerosi anche i rilievi rivolti dal parlamentare forzista al Sindaco
Mennitti accusato di «schiacciarsi»
sulle posizioni del Presidente della Provincia. Sia al riguardo consentito di
rilevare che può accadere, e per fortuna pare stia questa volta da noi
accadendo, che le forze politiche ed i responsabili delle istituzioni locali,
pur nella diversità anche radicale delle posizioni partitiche, si scoprano
nell’interesse generale concordanti su scelte d’importanza cruciale per la vita
delle loro comunità. Evenienza questa che dovrebbe essere apprezzata da tutti
coloro che considerano dannosi ad ogni esperienza democratica gli steccati, le
contrapposizioni pregiudiziali e le separazioni provocate, come scrive l’on.le
Vitali, da un «abisso culturale,
ideologico e politico incolmabile». Le distanze abissali dovrebbero invero
fare a tutti paura. Il fatto è che dopo le pronunce
delle maggiori istituzioni locali in favore di un nuovo sviluppo e contro
progetti che lo vanificherebbero, come appunto la realizzazione del
rigassificatore e l’impiego oltre ogni limite del carbone nelle centrali, si
sta oggi giocando una partita decisiva per Brindisi tra chi vuole che le cose
vadano avanti come sono andate finora con l’aggravamento della già tragica situazione
occupazionale e ambientale e chi chiede un cambiamento di indirizzo che,
razionalizzando e rendendo compatibili gli insediamenti industriali esistenti,
punti a favorire la creazione di fonti nuove di produzione e di lavoro. Questa,
come più volte si è detto, è oggi localmente la “madre” di tutte le battaglie
politiche. Si tratta di fare una scelta strategica tra l’«eterno ritorno» della vecchia politica ed un cambiamento che
richiede chiarezza, coraggio e senso di responsabilità.
|
|
|
|
|