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Lo sviluppo di Brindisi ed il polemico intervento dell’on.le Vitali
  
di Michele DI SCHIENA

IL POLEMICO INTERVENTO DELL’ ON

In un suo recente intervento l’on.le Luigi Vitali deputato di Forza Italia esprime disappunto perché «Sindaci e Presidenti provinciali e regionali assumono decisioni importantissime il più delle volte senza essersi confrontati … coi parlamentari» ed aggiunge, facendo preciso riferimento ai problemi di Brindisi, che quando si parla dello sviluppo della nostra provincia «non possono decidere due sole persone, sia pure autorevoli». Di fronte a tale sortita si ha l’impressione che la vis polemica abbia in qualche modo forzato la penna all’on.le Vitali.

Come può, invero, egli non considerare che le Istituzioni locali, a qualsiasi livello e da qualunque maggioranza guidate, sono la casa comune delle rispettive collettività civili e sono perciò dall’ordinamento dotate (il tanto osannato federalismo ne è significativa espressione) della necessaria “autonomia” ovviamente anche nei confronti delle opinioni dei parlamentari del luogo? E come si fa a dire che «due sole persone» (cioè Mennitti ed Errico) decidono il futuro di Brindisi quando in favore di un nuovo modello di sviluppo economico durante tutta la campagna elettorale amministrativa si sono espresse, sia pure con contenuti ed accenti diversi, tutte le forze politiche locali e su questo indirizzo hanno ricevuto un chiaro mandato amministrativo? E perché parlare di «due sole persone» quando la scelta per un cammino, indubbiamente graduale, verso assetti diversi dell’economia locale è stata oggetto di delibere dei Consigli comunale e provinciale approvate all’unanimità (o quasi) dai componenti di tali consessi?

Ed ancora: perché mai l’on.le Vitali dice in sostanza che non vi è stato un confronto col coinvolgimento dei partiti, delle loro coalizioni e dei “protagonisti politici, sindacali, culturali, associativi e sociali” quando queste realtà si sono tutte espresse sul tema dello sviluppo facendo registrare, col voto amministrativo e con ripetuti interventi pubblici nonché con significative mobilitazioni popolari, un orientamento nettamente favorevole alle decisioni che hanno preso e stanno confermando le due maggiori istituzioni locali? Ci sono forse decisioni prese da pochi in ambiti ristretti e riservati che contano di più delle scelte operate pubblicamente da molti col voto e con gli altri strumenti di partecipazione democratica? E quale valore democratico può mai assumere nella situazione di Brindisi lo scambio di lettere fra Tony Blair e Berlusconi sul problema del rigassificatore? E non è forse legittima la preoccupazione che questa strana corrispondenza tra il primo ministro inglese e quello italiano segnali il pericolo che davvero «due sole persone» si possano arrogare il diritto di decidere il futuro del nostro territorio?

Si possono avere ovviamente tutte le opinioni sugli atti del Presidente della Provincia ma le parole ed i toni dell’attacco che gli ha sferrato l’on.le Vitali segnalano intolleranza ed avversione viscerale. Si è trattato di attacchi che dovrebbero essere lasciati fuori dall’esercizio della critica politica, che tentano di accreditare arbitrarie dissociazioni tra il notaio Errico e la sua maggioranza, che risultano oggettivamente funzionali all’arroventamento dell’ambiente e puntano il dito – fatto questo rivelatore di debolezza politica – sulle modalità dei suoi interventi che sui contenuti e gli obiettivi del suo operato, considerati positivi non solo da chi scrive (sarebbe povera cosa) ma dalla stragrande maggioranza dei cittadini. Al di là dei toni, mi sembrano poi abbastanza ingenerosi anche i rilievi rivolti dal parlamentare forzista al Sindaco Mennitti accusato di «schiacciarsi» sulle posizioni del Presidente della Provincia. Sia al riguardo consentito di rilevare che può accadere, e per fortuna pare stia questa volta da noi accadendo, che le forze politiche ed i responsabili delle istituzioni locali, pur nella diversità anche radicale delle posizioni partitiche, si scoprano nell’interesse generale concordanti su scelte d’importanza cruciale per la vita delle loro comunità. Evenienza questa che dovrebbe essere apprezzata da tutti coloro che considerano dannosi ad ogni esperienza democratica gli steccati, le contrapposizioni pregiudiziali e le separazioni provocate, come scrive l’on.le Vitali, da un «abisso culturale, ideologico e politico incolmabile». Le distanze abissali dovrebbero invero fare a tutti paura.

Il fatto è che dopo le pronunce delle maggiori istituzioni locali in favore di un nuovo sviluppo e contro progetti che lo vanificherebbero, come appunto la realizzazione del rigassificatore e l’impiego oltre ogni limite del carbone nelle centrali, si sta oggi giocando una partita decisiva per Brindisi tra chi vuole che le cose vadano avanti come sono andate finora con l’aggravamento della già tragica situazione occupazionale e ambientale e chi chiede un cambiamento di indirizzo che, razionalizzando e rendendo compatibili gli insediamenti industriali esistenti, punti a favorire la creazione di fonti nuove di produzione e di lavoro. Questa, come più volte si è detto, è oggi localmente la “madre” di tutte le battaglie politiche. Si tratta di fare una scelta strategica tra l’«eterno ritorno» della vecchia politica ed un cambiamento che richiede chiarezza, coraggio e senso di responsabilità.

 

 


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