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Infrastrutture e trasporti in Puglia: Verso un nuovo potenziamento
  
di Elio RICCHIUTO

Intervista a Pietro Franoso, assessore Regionale ai Trasporti

Ferrovie del Sud-Est, una risorsa da esaltare e potenziare

Le vie dello sviluppo: porti, aeroporti e percorsi stradali. La realtà ionico-salentina

 

 

Infrastrutture. Tema ricorrente nei discorsi sul “divenire”. Oggetto di discussioni, critiche, proposte. In particolare, “infrastrutture” intese nel settore viario e dei trasporti, ferroviario, aereo, aeroportuale. Ne ha parlato il Presidente degli Industriali di Brindisi nel recente convegno sullo “Sviluppo del Mezzogiorno” cui ha partecipato Luca Cordero di Montezemolo. Bene ha detto Massimo Ferrarese: non vi è corrispondenza tra sviluppo e infrastrutture. La Puglia ne è esempio, con il suo pur notevole sistema infrastrutturale (basti pensare alla provincia di Brindisi) ed il non relativo e proporzionato indice di sviluppo. 

Il Piano Regionale dei Trasporti oggi esiste di fatto: l’urgenza è di approvarne il disegno di legge. Primo interlocutore di queste tematiche, l’Assessore Regionale ai Trasporti Pietro Franzoso, il cui impegno è volto a portare a definizione i vari settori del complesso sistema pugliese.

<Avendo già definito le linee guida del Piano Regionale dei Trasporti, la nostra attenzione è tesa a definire i problemi specifici dei settori ferroviari, aero-portuali, viari> sottolinea Franzoso, evidenziando, in riferimento al problema dei collegamenti stradali <la grande attenzione posta alla realizzazione della Maglie-Leuca, per forte volontà del Presidente Fitto, oltre ad una serie di altre strade tra le quali la 106 Reggio Calabria>.

Assessore Franzoso, qual è oggi il rapporto della Regione Puglia con l’Anas?

Nel triennio 1999/2001, l’Anas non riusciva a spendere i soldi destinati alla Puglia: in quel triennio non fu in grado di investire ben 280miliardi di vecchie lire. Fondi andati così a beneficio delle regioni del Nord. Noi abbiamo invertito la rotta. Oggi c’è un rapporto di piena collaborazione con l’Anas e stiamo realizzando tutti i progetti predisposti dal piano triennale dello stesso ente.

Un indiscutibile successo è l’aver portato la Elenia a Grottaglie.

È una grande soddisfazione. L’insediamento di una azienda ad alta tecnologia nel nostro territorio porterà nel futuro un indotto notevole, generatore di crescita e di creazione delle piccole e medie imprese. Con l’ultima giunta abbiamo approvato la modifica all’accordo quadro Stato-Regione per accelerare i processi di infrastrutturazione che permetteranno alla linea di diventare operativa a partire dal 2006, nel rispetto dei termini di contratto con la Boeing. La Regione ha messo a disposizione 130milioni di euro per la realizzazione di alcune infrastrutture, tra cui l’allungamento della pista di Grottaglie, che ovviamente non potrà essere finalizzata al trasporto passeggeri.

Parliamo di aeroporti. Tante polemiche, tanta voglia di “aeroporti condominiali” come li ha definiti Montezemolo. Quale è la sua posizione?

Non posso che essere d’accordo con il Presidente di Confindustria. Stiamo investendo le nostre energie per potenziare gli aeroporti di Bari, come scalo internazionale e Brindisi come scalo nazionale di collegamento, al servizio quindi dell’area ionico-salentina, potendo assolvere perfettamente le esigenze delle tre province di Taranto, Brindisi e Lecce.

Dunque, l’“ipotesi Galatina” è da escludere?

Agli occhi di un qualunque economista risulterebbe ridicola la realizzazione di un aeroporto per provincia, tenendo conto delle non eccessive distanze e degli investimenti che stiamo apportando per colmare le carenze viarie in termini di autostrade e raddoppio di corsie, come per la Taranto-Brindisi. A placare ogni polemica basti un solo dato: gli aeroporti di Bari e Brindisi hanno raggiunto quest’anno i 2milioni di passeggeri, che è il numero minimo che un sistema aeroportuale può sostenere. Le pare che si possa prospettare l’apertura di altri aeroporti?

Ritengo anch’io che questa sia una polemica superflua e capziosa. Resta comunque il problema di incentivare la presenza di passeggeri nei nostri aeroporti. Si possono immaginare nuovi interventi in tal senso?

Questo è auspicabile, ma bisogna tener conto delle difficoltà operative delle varie compagnie aeree. Basti pensare alla crisi dell’Alitalia e, più recentemente, di Volare. Sono molte le piccole compagnie per trasporti interni, regionali ed extra regionali scomparse nell’arco di pochi mesi. Il dato certo che possiamo rilevare è la sofferenza del settore ed il costo eccessivo dei biglietti aerei per tratte come Brindisi-Roma o Brindisi-Milano, che certo non aiutano ad attirare la clientela. La speranza è nei voli low-cost, purché si superi questo momento di crisi.

Nell’ambito dei sistemi portuali, come si caratterizza la nostra regione?

Con l’approvazione della Finanziaria dell’anno scorso che ha incluso Manfredonia, la Regione Puglia conta quattro autorità portuali, ognuna con una sua realtà ed il proprio indirizzo di sviluppo. Bari fa riferimento soprattutto al trasporto passeggeri e croceristi, come anche Brindisi con collegamenti alla Grecia ed ai Paesi dell’Oriente. A Taranto, votata soprattutto al trasporto merci, va segnalato l’insediamento di una grande azienda a livello mondiale, che in materia di trasporti è la seconda nel mondo.

Parliamo ora del settore ferroviario. Quello pugliese è particolarmente articolato e certo richiede l’ottimizzazione dei servizi.

L’assetto ferroviario è nelle nostre priorità e verrà affrontato pienamente nel prossimo futuro. La Puglia conta numerosi sistemi ferroviari: le appulo-lucane, le ferrotranviarie, le ferrovie del Gargano e quelle del Sud-Est. Una riprogrammazione articolata deve tener conto delle esigenze dei passeggeri ottimizzando domanda ed offerta. La tratta Martina-Manduria conta appena un passeggero, ad esempio. Dunque dobbiamo migliorare alcune tratte sotto forma di metropolitana leggera e rafforzare il collegamento là dove necessario, avendo il coraggio di apportare modifiche e cambiamenti.

Per le storiche Ferrovie del Sud-Est certo si richiede un potenziamento sostanziale, esaltandone le enormi potenzialità.

Certamente nel futuro delle Sud-Est, che ricordiamo essere una grossa risorsa per l’area ionico-salentina, si prospettano diverse possibilità, quali il potenziamento del trasporto merci, oltre a quello passeggeri naturalmente.

Senza escludere le possibilità turistiche, immaginando dei percorsi guidati nelle “tratte panoramiche”. Un risultato simile esalterebbe quelle zone dell’entroterra poco conosciute ma ricche di storia e cultura: una iniziativa di questo tipo è riscontrabile ad esempio nella progettazione del consorzio Terra degli Imperiali. Coordinare queste realtà con percorsi turistici su tratte ferroviarie, non crede rappresenterebbe un ottimo incentivo allo sviluppo del turismo salentino e pugliese?

Seguo con vivo interesse l’idea della Terra degli Imperiali, che raggruppa diversi comuni delle tre aree ionico-salentine, con il fine appunto di esaltare non più solo le zone costiere, ma anche l’entroterra, ricco di numerosissimi comuni e vera e propria risorsa paesaggistica oltre che culturale. Le Ferrovie del Sud-Est, che già percorrono tali aree, potrebbero senz’altro contribuire a renderle fruibili con eccellenti itinerari turistici. La realizzazione delle tratte panoramiche con fermate strategiche sarebbe affascinante: occorrono però studi approfonditi e la partecipazione di operatori turistici, enti locali e tutte le istituzioni, in un comune concorso di idee e fondate programmazioni.

 

 

 


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