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Infrastrutture e trasporti in Puglia: Verso un nuovo potenziamento |
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Ferrovie del Sud-Est, una
risorsa da esaltare e potenziare Le vie dello sviluppo: porti,
aeroporti e percorsi stradali. La realtà ionico-salentina Infrastrutture. Tema ricorrente
nei discorsi sul “divenire”. Oggetto di discussioni, critiche, proposte. In
particolare, “infrastrutture” intese nel settore viario e dei trasporti,
ferroviario, aereo, aeroportuale. Ne ha parlato il Presidente degli Industriali
di Brindisi nel recente convegno sullo “Sviluppo del Mezzogiorno” cui ha
partecipato Luca Cordero di Montezemolo. Bene ha detto Massimo Ferrarese: non
vi è corrispondenza tra sviluppo e infrastrutture. La Puglia ne è esempio, con
il suo pur notevole sistema infrastrutturale (basti pensare alla provincia di
Brindisi) ed il non relativo e proporzionato indice di sviluppo. Il Piano Regionale dei Trasporti <Avendo già definito le linee
guida del Piano Regionale dei Trasporti, la nostra attenzione è tesa a definire
i problemi specifici dei settori ferroviari, aero-portuali, viari>
sottolinea Franzoso, evidenziando, in riferimento al problema dei collegamenti
stradali <la grande attenzione posta alla realizzazione della Maglie-Leuca, per
forte volontà del Presidente Fitto, oltre ad una serie di altre strade tra le
quali la 106 Reggio Calabria>. Assessore Franzoso, qual è oggi il rapporto della Regione Puglia con
l’Anas? Nel triennio 1999/2001, l’Anas non riusciva a spendere i
soldi destinati alla Puglia: in quel triennio non fu in grado di investire ben
280miliardi di vecchie lire. Fondi andati così a beneficio delle regioni del
Nord. Noi abbiamo invertito la rotta. Oggi c’è un rapporto di piena
collaborazione con l’Anas e stiamo realizzando tutti i progetti predisposti dal
piano triennale dello stesso ente. Un
indiscutibile successo è l’aver portato la Elenia a Grottaglie. È una grande soddisfazione. L’insediamento di una azienda
ad alta tecnologia nel nostro territorio porterà nel futuro un indotto
notevole, generatore di crescita e di creazione delle piccole e medie imprese.
Con l’ultima giunta abbiamo approvato la modifica all’accordo quadro
Stato-Regione per accelerare i processi di infrastrutturazione che
permetteranno alla linea di diventare operativa a partire dal 2006, nel
rispetto dei termini di contratto con la Boeing. La Regione ha messo a
disposizione 130milioni di euro per la realizzazione di alcune infrastrutture,
tra cui l’allungamento della pista di Grottaglie, che ovviamente non potrà
essere finalizzata al trasporto passeggeri. Parliamo
di aeroporti. Tante polemiche, tanta voglia di “aeroporti condominiali” come li
ha definiti Montezemolo. Quale è la sua posizione? Non posso che essere d’accordo con il Presidente di Confindustria.
Stiamo investendo le nostre energie per potenziare gli aeroporti di Bari, come
scalo internazionale e Brindisi come scalo nazionale di collegamento, al
servizio quindi dell’area ionico-salentina, potendo assolvere perfettamente le
esigenze delle tre province di Taranto, Brindisi e Lecce. Dunque,
l’“ipotesi Galatina” è da escludere? Agli occhi di un qualunque economista risulterebbe
ridicola la realizzazione di un aeroporto per provincia, tenendo conto delle
non eccessive distanze e degli investimenti che stiamo apportando per colmare
le carenze viarie in termini di autostrade e raddoppio di corsie, come per la
Taranto-Brindisi. A placare ogni polemica basti un solo dato: gli aeroporti di
Bari e Brindisi hanno raggiunto quest’anno i 2milioni di passeggeri, che è il
numero minimo che un sistema aeroportuale può sostenere. Le pare che si possa
prospettare l’apertura di altri aeroporti? Ritengo
anch’io che questa sia una polemica superflua e capziosa. Resta comunque il
problema di incentivare la presenza di passeggeri nei nostri aeroporti. Si
possono immaginare nuovi interventi in tal senso? Questo è auspicabile, ma bisogna tener conto delle
difficoltà operative delle varie compagnie aeree. Basti pensare alla crisi
dell’Alitalia e, più recentemente, di Volare. Sono molte le piccole compagnie
per trasporti interni, regionali ed extra regionali scomparse nell’arco di
pochi mesi. Il dato certo che possiamo rilevare è la sofferenza del settore ed
il costo eccessivo dei biglietti aerei per tratte come Brindisi-Roma o
Brindisi-Milano, che certo non aiutano ad attirare la clientela. La speranza è
nei voli low-cost, purché si superi questo momento di crisi. Nell’ambito
dei sistemi portuali, come si caratterizza la nostra regione? Con l’approvazione della Finanziaria dell’anno scorso che
ha incluso Manfredonia, la Regione Puglia conta quattro autorità portuali,
ognuna con una sua realtà ed il proprio indirizzo di sviluppo. Bari fa
riferimento soprattutto al trasporto passeggeri e croceristi, come anche
Brindisi con collegamenti alla Grecia ed ai Paesi dell’Oriente. A Taranto,
votata soprattutto al trasporto merci, va segnalato l’insediamento di una
grande azienda a livello mondiale, che in materia di trasporti è la seconda nel
mondo. Parliamo
ora del settore ferroviario. Quello pugliese è particolarmente articolato e
certo richiede l’ottimizzazione dei servizi. L’assetto ferroviario è nelle nostre priorità e verrà
affrontato pienamente nel prossimo futuro. La Puglia conta numerosi sistemi
ferroviari: le appulo-lucane, le ferrotranviarie, le ferrovie del Gargano e
quelle del Sud-Est. Una riprogrammazione articolata deve tener conto delle
esigenze dei passeggeri ottimizzando domanda ed offerta. La tratta
Martina-Manduria conta appena un passeggero, ad esempio. Dunque dobbiamo
migliorare alcune tratte sotto forma di metropolitana leggera e rafforzare il
collegamento là dove necessario, avendo il coraggio di apportare modifiche e
cambiamenti. Per le
storiche Ferrovie del Sud-Est certo si richiede un potenziamento sostanziale,
esaltandone le enormi potenzialità. Certamente nel futuro delle Sud-Est, che ricordiamo essere
una grossa risorsa per l’area ionico-salentina, si prospettano diverse
possibilità, quali il potenziamento del trasporto merci, oltre a quello
passeggeri naturalmente. Senza
escludere le possibilità turistiche, immaginando dei percorsi guidati nelle
“tratte panoramiche”. Un risultato simile esalterebbe quelle zone
dell’entroterra poco conosciute ma ricche di storia e cultura: una iniziativa
di questo tipo è riscontrabile ad esempio nella progettazione del consorzio
Terra degli Imperiali. Coordinare queste realtà con percorsi turistici su
tratte ferroviarie, non crede rappresenterebbe un ottimo incentivo allo
sviluppo del turismo salentino e pugliese? Seguo con vivo interesse l’idea della Terra degli
Imperiali, che raggruppa diversi comuni delle tre aree ionico-salentine, con il
fine appunto di esaltare non più solo le zone costiere, ma anche l’entroterra,
ricco di numerosissimi comuni e vera e propria risorsa paesaggistica oltre che
culturale. Le Ferrovie del Sud-Est, che già percorrono tali aree, potrebbero
senz’altro contribuire a renderle fruibili con eccellenti itinerari turistici.
La realizzazione delle tratte panoramiche con fermate strategiche sarebbe affascinante:
occorrono però studi approfonditi e la partecipazione di operatori turistici,
enti locali e tutte le istituzioni, in un comune concorso di idee e fondate
programmazioni.
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