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Il cane: migliore amico dell’uomo. Ma non viceversa
  
di Simonetta CHEZZI

IL CANE: MIGLIORE AMICO DELL’UOMO

Ovidio, poeta latino, scriveva: “La crudeltà sugli animali è il tirocinio della crudeltà sugli uomini”.

Evidentemente aveva ragione, dal momento che l’uomo, animale sociale, essere evoluto nel pensiero logico, dotato di intelligenza che talvolta, purtroppo, indirizza nella direzione sbagliata, è capace di inaudite crudeltà.

È di qualche giorno fa la notizia del ritrovamento nel lago Salto, in provincia di Rieti, di un cane annegato con un masso legato al collo. I Carabinieri, scartata l’ipotesi del suicidio (ci siamo permessi una sfumatura di gelida ironia) sono ora alla ricerca dell’assassino (perché di questo si tratta!), che rischia la reclusione da 3 a 18 mesi, come prevede la legge in difesa dei diritti degli animali in vigore dallo scorso agosto.

Forse per qualcuno il paragone potrà apparire stridente se si pensa alle tante, troppe ingiustizie che gli uomini subiscono ogni giorno e che rimangono insolute, ma anche sull’uccisione di questo cane si spera venga fatta giustizia; una giustizia che punisca chi ha commesso un atto così crudele e feroce.

Ma la crudeltà umana, gratuita e ingiustificata, non si ferma qui.

Nuovamente pochi giorni fa è stato denunciato il ritrovamento della carcassa di un cane, per la precisione di pastore maremmano, penzolante da un albero a cui era legato da un filo di ferro. Il povero animale presentava inoltre segni di violente torture su tutto il corpo, degne di un film horror, di cui l’assassino deve esserne evidentemente un estimatore. Il colpevole di un gesto così atroce, che non risponde a nessuna logica, va punito.

Tutte le organizzazioni a tutela degli animali e molti cittadini sensibili a questo problema si augurano che in Italia i reati ai danni di animali siano considerati alla stregua di quelli commessi sugli uomini, in modo che quel paragone, fatto in precedenza,  non risulti più stridente e inopportuno.

La vita di un animale non ha meno valore di quella umana. Di questo parere era Leonardo Da Vinci. Si spera non ci sia il bisogno di scomodare nomi illustri per capire l’importanza della tutela dei diritti degli animali, la cui colpa, se una se ne deve trovare, è la troppa vicinanza al pericoloso uomo.

 

 


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