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Un altro Islam |
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“Non c’è persona più pericolosa di colui che non sa nulla e crede di
sapere tutto” Tahar Ben Jelloun, scrittore di
origine marocchina, è l’autore de ‘L’Islam
spiegato ai nostri figli’, un libricino di poco più di 100 pagine, ma che,
nonostante la sua sinteticità, racchiude in sé una grande lezione di
tolleranza. Quando i contenuti sono indirettamente proporzionali alla
voluminosità. Il libro si sviluppa come una
conversazione tra lo scrittore e sua figlia di 10 anni che, insieme ad altri
bambini, gli rivolgono una serie di domande sull’attuale situazione nel mondo
Arabo, sulla religione Musulmana e sul significato di termini che così
frequentemente si ascoltano in TV, ma che i più piccoli non riescono a
comprendere pienamente. Così l’autore spiega la
differenza tra essere Arabi e Musulmani, sottolineando che non tutti gli Arabi
sono di religione Musulmana: ‘Ci sono
Arabi Cristiani in Egitto, Palestina, Sudan…’ (pag.6). Tahar Ben Jelloun prosegue
spiegando all’immaginario cerchio di bambini che gli si stringe attorno, di
nazionalità, religione ed età diverse, i termini di‘terrorismo’, ‘fanatismo’,
‘integralismo’ e, come passo naturale
nell’evolversi della conversazione, racconta l’Islam, la storia di questa
religione nata più di 15 secoli fa per opera del Profeta Maometto e che oggi è
attaccata dal mondo occidentale, che spesso ne ignora i fondamenti e gli
insegnamenti. Leggendo si comprenderà come
l’Islam, religione monoteista, come il Giudaismo e il Cristianesimo, adori solo
un dio, Allah, e che proprio sulla scia delle due altre religioni, nate prima
di essa, l’Islam impartisca gli stessi precetti: fedeltà alla parola di Dio,
esistenza di un’altra vita dopo la morte, ricompensa dei giusti con il
Paradiso, l’Inferno per i miscredenti. La parola stessa Islam significa pace, quindi ‘L’Islam è la
sottomissione dell’uomo alla pace, la sottomissione a un unico Dio, un Dio a
cui si deve obbedienza, fedeltà e lealtà’ (pag. 23). Ma allora perché gli attentati
terroristici che causano migliaia di morti in nome di Allah che invece proclama
la pace? La risposta che si potrebbe credere complessa e difficile, è invece
semplice. Jelloun afferma con schiettezza, senza mezzi termini, che questi
uomini hanno commesso e commettono atti orribili, ingiustificabili, e che essi
stessi, per primi, ignorano l’Islam e il Corano che condanna il suicidio; essi
stessi, per primi ‘fanno del male alle
loro famiglie, all’Islam e ai Musulmani’ (pag.10). Jelloun riconosce come pure
pazzia, impossibile da comprendere, gli atti di questi uomini che si immolano
per ottenere il Paradiso; uomini che hanno imparato a memoria il Corano ma di
cui ricordano solo alcuni versetti che interpretano in maniera letterale. L’Islam è al contrario una
religione che afferma la tolleranza. Purtroppo è danneggiata dai fanatici e dai
‘semi-istruiti’, come li definisce lo
scrittore: persone che si credono sagge, ma che sono in realtà ignoranti, che
leggono ma che non comprendono il significato di ciò che leggono, che
utilizzano l’Islam per i propri interessi. I ‘semi-istruiti’, quelli della
peggior specie, non solo nel mondo Arabo, ma nelle culture di tutte le
latitudini. Un libro che fa capire, a grandi
e piccoli, con semplicità e chiarezza di scrittura, una materia tortuosa come
la religione, di questi tempi ancora più complessa se si parla di Islam. Lo
scrittore, di fede Musulmana, non risparmia rimproveri alla sua stessa
religione parlando in special modo della condizione femminile e del problema
della divisione tra religione e politica. Un libro che non è ammonimento
né difesa ma che, impugnando l’oggettività e la limpidezza di linguaggio, vuole
raccontare e spiegare la storia di una cultura e di una religione che hanno
arricchito l’umanità, eludendo facili generalizzazioni, ma rimarcando la priorità
della lotta contro l’ignoranza, contro quei ‘semi-istruiti’.
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