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Una via per Giorgio Almirante. scoppia la polemica
  
di Pierantonio DE MATTEIS

GALATINA / Una via per Giorgio Almirante

La Giunta Comunale di Galatina, guidata dal Sindaco Giuseppe Garrisi, già nei primi di agosto ha fatto propria la proposta avanzata nei mesi passati dal locale Circolo di Alleanza Nazionale ed ha intitolato una strada a Giorgio Almirante. «Era un gesto doveroso nei confronti di un grande italiano – fa sapere il primo cittadino – che ha saputo traghettare una comunità umana, prima ancora che politica, all’interno delle stesse istituzioni democratiche dalle quali era esclusa e nelle quali non si riconosceva. Attraverso anni di semina, come Almirante stesso ricordava, ha preparato il terreno per l’affermazione, in questi anni, della Destra Italiana quale destra di governo, finalmente, con dignità politica pari alle altre forze democratiche».

È un atto simbolico di straordinaria importanza; non solo perché ricorda un uomo che seppe tener fede alle sue idee e, nel contempo, preparare la strada alla generazione successiva, ma anche perché, attraverso il suo ricordo, viene reso omaggio a tutta quella parte di giovani che, anche dopo la guerra civile (perché di guerra civile si trattò, con buona pace di chi ancora crede alla guerra di liberazione) scelse la parte sbagliata. In tal modo si rende omaggio a tutti coloro che restarono fieramente ancorati ai propri ideali, pur attualizzandoli, e che accettarono con dignità il nuovo ruolo che la storia assegnava loro: partito di testimonianza, partito di preparazione dell’avvenire. E se è vero ciò che dice John Clarke, e cioè che “il politico guarda alle prossime elezioni, mentre l’uomo di Stato guarda alle prossime generazioni”, non è una gran fatica inquadrare in questa ristretta cerchia di persone la figura di Giorgio Almirante. Un atto di riconoscimento al valore umano e politico di un uomo, che rappresenta un riferimento ed un esempio da seguire.

E tanto basta per rendere merito a chi ha avuto il coraggio di proporre l’intitolazione di una strada ad Almirante, nonostante la certezza che si sarebbero levate aspre polemiche. Polemiche che, infatti, puntualmente si sono levate. Il 4 settembre, sul Quotidiano di Lecce, la responsabile cittadina dello SDI si chiede: «Quali meriti riconoscono Garrisi e la sua maggioranza a Giorgio Almirante? Le strade generalmente vengono intitolate agli eroi della Patria, ai poeti, agli scrittori, ai martiri, ai nobel, a coloro che si sono distinti per operare in favore della solidarietà, a chi è morto per la nostra libertà». Paradossale a dirsi, ma la risposta è già tutta in queste scontrose e scellerate parole. Almirante ha tenuto nelle istituzioni un gruppo politico che, visto il clima nei suoi confronti, avrebbe potuto prendere derive anti-sistema, come avvenuto a Sinistra, nella indifferenza di “padri della Patria” quali Togliatti e Pertini. Unica voce che, dopo la polemica sorta, ha reso omaggio alla «scelta coraggiosa» della maggioranza è stata quella di Mino Cartelli, vicesegretario vicario del Movimento Idea Sociale con Rauti, che (sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 6 settembre) ha, tra l’altro, evidenziato le «gravissime lacune a livello di conoscenza della storia del XX secolo» della responsabile cittadina dello SDI. Successivamente, sul numero del 10 settembre de il galatino, Zeffirino Rizzelli, già Sindaco di Galatina, ha affermato che «Almirante non ha alcun aggancio con la nostra città e non si capisce in ossequio a che cosa gli viene intestata una strada». Beh, a questo punto non avrebbe senso almeno la metà delle toponomastiche, dal momento che una tale obiezione andrebbe fatta anche per vie quali Gramsci, Turati e De Gasperi. Invece, ha senso ricordare i grandi uomini politici o i grandi statisti che, a prescindere dalle posizioni politiche, hanno dato un importante contributo alla crescita della loro comunità, nazionale o locale che sia.

È fondamentale per la crescita collettiva ricordare persone che con il loro impegno quotidiano hanno posto le fondamenta per quello che oggi appare scontato: un confronto politico possibile senza la violenza che ha caratterizzato buona parte del XX secolo. E questo è un merito che deve essere riconosciuto a tutti i protagonisti di quella stagione politica di cui Almirante fu sicuro esempio. È doveroso riconoscergli almeno questo; come è doveroso riconoscere il merito politico di questa amministrazione comunale che, con un atto coraggioso, ha reso omaggio ad un grande italiano, «leader della generazione che non si arrese».

 

 


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