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Termovalorizzatore e compost
Al vaglio dei tecnici le diverse possibilità per una definitiva soluzione al problema dei rifiuti   
di Gabriele VERGALLO

Termovalorizzatore e compost

Termovalorizzatore, termodistruttore o inceneritore: comunque lo si chiami fa sempre discutere. I politici ed i tecnici se ne guardano bene dall’accettarlo tout court o dal liquidarlo definitivamente. Un caso di quelli di difficile soluzione. Un caso giunto fino alle aule parlamentari: il Presidente della Regione Puglia Raffaele Fitto ha espresso il suo parere dinanzi alla Commissione Ambiente del Senato, ovvero che nella scelta tra termovalorizzazione e Cdr sarà determinante un’indicazione, una sorta di linea guida, tracciata dalla commissione tecnico-scientifica che vaglierà le diverse proposte e la loro attuabilità nel rispetto dell’ecosistema. Quindi vi è la reale possibilità di impiantare una centrale di compostaggio invece del tanto odiato termovalorizzatore. Una soluzione alternativa che sarebbe accettata dalle amministrazioni e dai comitati di protesta attivati in tutti i comuni del Nord Salento. Quindi solo le valutazioni tecniche saranno decisive per la scelta più idonea.

È chiaro il pensiero di Fitto: vanno evitate tutte le forme di esasperazione della protesta e del dialogo, creano solo confusione e caos, intralciando perdippiù una serena opera di valutazione e di scelta. Fa discutere altresì la scelta del Comune di Lecce di realizzare una centrale eolica a ridosso delle stesse aree interessate dagli impianti in progettazione. Presto, infatti, si opererà per eseguire i lavori di impianto per una nuova struttura di produzione energetica a mulino, scelta che le associazioni ambientaliste rifiutano in modo categorico vista la breve distanza che vi sarebbe tra la futura centrale eolica e l’esistente polo energetico di Brindisi.

 

 

 


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