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Termovalorizzatore e compost |
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Termovalorizzatore,
termodistruttore o inceneritore: comunque lo si chiami fa sempre discutere. I
politici ed i tecnici se ne guardano bene dall’accettarlo tout court o dal liquidarlo definitivamente. Un caso di quelli di
difficile soluzione. Un caso giunto fino alle aule parlamentari: il Presidente
della Regione Puglia Raffaele Fitto
ha espresso il suo parere dinanzi alla Commissione Ambiente del Senato, ovvero
che nella scelta tra termovalorizzazione e Cdr sarà determinante
un’indicazione, una sorta di linea guida, tracciata dalla commissione
tecnico-scientifica che vaglierà le diverse proposte e la loro attuabilità nel
rispetto dell’ecosistema. Quindi vi è la reale possibilità di impiantare una
centrale di compostaggio invece del tanto odiato termovalorizzatore. Una
soluzione alternativa che sarebbe accettata dalle amministrazioni e dai
comitati di protesta attivati in tutti i comuni del Nord Salento. Quindi solo
le valutazioni tecniche saranno decisive per la scelta più idonea. È chiaro il pensiero di Fitto:
vanno evitate tutte le forme di esasperazione della protesta e del dialogo,
creano solo confusione e caos, intralciando perdippiù una serena opera di
valutazione e di scelta. Fa discutere altresì la scelta del Comune di Lecce di
realizzare una centrale eolica a ridosso delle stesse aree interessate dagli
impianti in progettazione. Presto, infatti, si opererà per eseguire i lavori di
impianto per una nuova struttura di produzione energetica a mulino, scelta che
le associazioni ambientaliste rifiutano in modo categorico vista la breve
distanza che vi sarebbe tra la futura centrale eolica e l’esistente polo
energetico di Brindisi.
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