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Gli antichi Maestri italiani
Da Bellini a Guardi, la collezione Kekko in mostra a Venezia

  
di Michele DE LUCA

GLI ANTICHI MAESTRI ITALIANI

La Schola dell’Arte dei Tiraoro e Battioro a Venezia era la sede dell’antichissima Corporazione dei maestri orafi della Serenissima, esperti nel fabbricare fili e foglie del prezioso metallo. Eretta a fianco della monumentale Chiesa di sant’Eustachio, detta di San Stae, la costruzione fu completata verso la fine del 1711. La Scola, posta sotto la protezione di San Quirico, di Santa Giustina e Santa Lucia, doveva servire a celebrare le “concioni sacre, li capitoli, conservare il mobile et operare a Gloria di Dio… tutto quello che occorre e che praticano quasi tutte le Arti di questa città”. La Corporazione non era certo tra le più potenti e importanti di Venezia e contava solo una cinquantina di membri, che dovevano spesso autotassarsi per far fronte, non senza difficoltà, alle spese per la gestione e le attività dell’organismo; essa aveva tuttavia un’area propria nella vicina chiesa per seppellire i fratelli, la quale era esattamente presso l’altare di Sant’Osvaldo, dove si celebravano anche le varie feste della Schola fino al 1806, quando, con gli editti napoleonici, chiuse i battenti e passò al demanio dello Stato.

In questa sede, che si affaccia sul Canal Grande a pochi passi da Rialto e dalla Ca’ d’Oro, magnificamente restaurata, vengono allestite mostre, utilizzando al meglio i vasti spazi di cui dispone (circa 350 metri quadrati). Attualmente vi è allestita una bella mostra che completa, sia pure in maniera più appartata e meno reclamizzata, in maniera eccellente il ricco panorama espositivo appena inaugurato nella città lagunare, che va da Turner a Baziotes, dai Tiepolo a Dalì. Si tratta di una raccolta di oltre cento opere ad olio, a matita o a carboncino di maestri italiani (in prevalenza veneti) tutte provenienti dalla prestigiosa Galleria Kekko, tra i più preziosi scrigni dei arte antica a livello mondiale. La rassegna, dà la possibilità al pubblico e agli specialisti (collezionisti, critici, direttori di musei) di ammirare dei veri e propri capolavori, come una stupenda “Crocifissione” di Giovanni Bellini su pergamena datata 1479 (il pezzo più antico in esposizione), uno dei tre disegni attribuibili con certezza al maestro, e certamente una delle sue composizioni più complesse, rappresentando più di cento figure.

Altre opere presenti in questa rassegna, curata per quanto riguarda l’organizzazione, l’allestimento e l’allestimento al veneziano Studio Antonio Dal Ponte di Mario Di Martino, sono i rarissimi disegni preparatori per diverse chiese e importanti palazzi realizzati da artisti come Palma il Giovane (sua una bellissima “Assunzione della Vergine”, come il Bassano, autore di un magnifico disegno rappresentante il Doge Ziani con l’imperatore Federico Barbarossa, alcuni disegni di Giambattista Tiepolo e dei figli Giandomenico e Lorenzo (autore del bellissimo “Ritratto di signora e giovane ragazzo” realizzato a pastello su carta bleu tra il 1753 e il 1762), due preziose vedute veneziane di Francesco Guardi e di suo figlio Giacomo, oltre ad un raro studio in gesso rosso di Giovanni Antonio Guardi (“Sant’Antonio con Gesù Bambino”), uno dei dieci attribuibili all’artista.

Si tratta forse dei pezzi più pregiati che la Galleria Kekko ha voluto tirar fuori dalle proprie raccolte in questa importante occasione, e cioè per celebrare i quarant’anni dalla propria fondazione avvenuta a Zurigo appunto nel 1964, e di una fervente attività, che ha visto crescere e consolidare la sua presenza in punti operativi situati nel cuore di città come Lucerna, Toronto, nei pressi di Maastricht in Belgio e a Montecarlo, e nelle esposizioni e fiere antiquarie più importanti del mondo, diventando negli ambienti più accreditati dell’arte e dell’antiquariato un vero e proprio simbolo di qualità e competenza.

Ma tra i tesori esposti non possono essere dimenticate, lungo l’affascinante percorso proposto dalla mostra, opere di Giovanni Battista Piazzetta, Sebastiano Ricci, di Girolamo Francesco Maria Mazzola detto Parmigianino, Domenico Beccafumi, Giulio Romano, Agostino e Ludovico Carracci, Carlo Maratta, Ubaldo e Gaetano Gandolfi, tanto per ricordare i più famosi. E non mancano in questa rassegna dedicata alla grande arte italiana, due “ospiti” stranieri: ma un’eccezione era più che doverosa per due mostri sacri come Peter Paul Rubens e Pieter  Breughel il Giovane.

 

 

 


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