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Se i ragazzi smettessero di guardare i reality… |
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È ripresa ormai a pieno ritmo la nuova stagione televisiva
e i palinsesti confermano e rilanciano i successi dello scorso anno. La parola
d’ordine naturalmente è reality show, l’“Isola dei Famosi” prima di tutti; e
poi quiz e ancora quiz, in tutte le salse e in tutti i formati, dai collaudati
giochi a premi di Bonolis e colleghi fino alle rivisitazioni, ai limiti del
feticismo mediatico, dei vecchi successi, come appunto “Il gioco dei nove”. Ma se le programmazioni sembrano
confermare gusti ormai consolidati, con una strizzata decisa d’occhio verso il
pubblico più giovane, le ricerche di settore sembrano contraddire luoghi comuni
sugli imberbi divoratori di tv imbottita di show. I dati raccolti dal dipartimento
di sociologia dell’Università “La Sapienza” di Roma, di recente presentati al
pubblico, dimostrano esattamente il contrario. Non solo gli adolescenti sono
ormai pienamente consapevoli degli elementi di fiction presenti anche nelle
meno farsesche tv-verità alla Maria De Filippi, ma questa stessa consapevolezza
ha portato i giovani a disertare sempre di più gli appuntamenti con le
lacrimevoli Carrambate. A queste sono preferiti infatti film (22,1%), programmi
comici (17,6%) e musicali (11,9%). Certamente la televisione rimane un
indispensabile amico con cui trascorrere molto tempo libero, tanto che oltre un
intervistato su due dispone di un apparecchio nella propria camera, ma fuori di
casa il cinema rimane ancora il media più apprezzato e fruito (90,7%). Un’altra alternativa ai
programmi tv è costituita dalle nuove tecnologie, telefonino e computer prima
di tutto. Se questo sembra confermare le previsioni, molto più interessante
risulta il fatto che il pc è ormai un insostituibile compagno di studi per molti
ragazzi (80,8%), più che un semplice passatempo. Dati allarmanti per i
professionisti della televisione: il vento sta cambiando e nessuno sembra
ancora accorgersene. O meglio: nessuno se ne accorgerà finché l’unico strumento
per tastare il polso del pubblico rimarrà l’ormai contestatissimo auditel.
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