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E' nato il primo Laboratorio di Nanotecnologie molecolari |
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Il
Laboratorio Nazionale di Nanotecnologie del CNR-INFM, situato presso
l’Università del Salento e diretto dal Prof. Roberto Cingolani ha inaugurato lo
scorso 3 Aprile il nuovo laboratorio di Nanotecnologie Molecolari, alla
presenza del Ministro per le Riforme e l’Innovazione nella pubblica
amministrazione Luigi Nicolais. Il nuovo
laboratorio è stato sostenuto da un investimento complessivo pari a otto
milioni di euro finanziati sia da enti pubblici: Consiglio Nazionale delle
Ricerche (CNR), Ministero dell´Università e della Ricerca (Mur) e Università
del Salento, sia da privati: Fiamm Spa e Tozzi holding. Ospiterà 25 ricercatori
e un nuovo sistema multicamera per la fabbricazione di LED organici (multichamber
Oled cluster tool) unico per dimensioni e prestazioni. I filoni di ricerca
principali ai quali si dedicheranno i ricercatori del laboratorio di
nanotecnologie molecolari sono i LED, insieme alle celle solari di nuova
generazione basati su polimeri e molecole organiche. Ricerca che nei programmi
ha ricadute industriali sulle sorgenti per l'illuminazione a basso consumo e
sui pannelli fotovoltaici costruiti in materiale plastico che avranno un costo
esponenzialmente inferiore rispetto a quelli attuali. La
divisione Organici del Laboratorio Nazionale di Nanotecnologie è coordinata dal
professor Giuseppe Gigli, che ha sottolineato l'unicità del laboratorio sia a
livello nazionale che europeo affermando che sarà condotta una ricerca
all'avanguardia su nuovi materiali organici di forte interesse per l’industria
nazionale. Grazie alle nuove sofisticatissime strumentazioni a disposizione del
nuovo laboratorio, è possibile, infatti, dare un ulteriore impulso alla ricerca
salentina e italiana, misurandosi con
i centri di ricerca stranieri più all’avanguardia. Il
Laboratorio di Nanotecnologie Molecolari è stato inaugurato in concomitanza con
l’inaugurazione del “DhiTech”, il primo distretto tecnologico high tech della
Puglia per la competitività e l’innovazione nella ricerca scientifica. È una
struttura moderna che dimostra come è possibile trasferire conoscenza da un
mondo che la produce a un mondo che la utilizza. Con l’avvio del “Dhitech”, i
cui soci attuali sono Università del Salento, CNR, Avio, Engineering Ingegneria
Informatica, Fiamm, Leuci e ST Microelettronic, si concretizza l’accordo di
programma per la promozione della ricerca scientifica in Puglia siglato nel
giugno del 2005 dal Ministero dell’Industria e della Ricerca, dal Ministero
dell’Economia e dalla Regione Puglia. L’accordo prevede la creazione di tre
distretti tecnologici: uno sulla meccatronica con sede a Bari, un altro
biotecnologico con sede a Foggia e il “Dhitech”, il primo a partire in Puglia.
Il “Dhitech” ha già in fase di realizzazione progetti di ricerca industriale
con finanziamento agevolato del ministero dell’università e della ricerca per
un valore complessivo di 22 milioni di euro. Compito del distretto è
incrementare e consolidare la ricerca e lo sviluppo nei settori delle nanotecnologie,
dei materiali avanzati, dell’innovazione digitale e delle ICT. *Ingegnere
elettronico
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