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Viva l'Italia
  
di Francesco CACCETTA

Viva l’Italia

Viva l’Italia. Si, viva l’Italia con convinzione, con passione, con grande determinazione, con fierezza e con franchezza. Viva l’Italia come esternazione, come senso di liberazione, come urlata riflessione. Viva l’Italia oggi che le vacanze, la calura e l’afa di Agosto ci spingono al mare, all’ozio, alla celia, al distacco dai fuochi pirotecnici di tutti i giorni, dalle nostre faccende sempre così uniche e complicate, alla ricerca di mangiatoie e di autostrade, di bed and breakfast e di agriturismi, di refrigeranti supermercati e di caserme di pompieri. Viva l’Italia per quanto siamo grandi nelle nostre geniali esplosioni di vitalità, per quello che sappiamo rendere di noi e del nostro mondo: una rappresentazione magica e surreale nel contempo.

Viva l’Italia per i grandi ed incommensurabili protagonisti di questo nostro grande Paese, che ci accompagnano simpaticamente dal momento del nostro mattutino risveglio fino al posarsi serale delle stanche membra. Per i temi, ritmati di continuo dalla stampa e dalle televisioni, che ci offrono con generosa profusione, per gli spunti che costituiscono il lievito del nostro quotidiano contenzioso, sui quali ci dividiamo, ci massacriamo e ci ritroviamo e che danno così in fondo un senso alla nostra vita, rendendola più frizzante e diversa.

Viva l’Italia per la sapienza, la passione ed il senso di grande partecipazione con la quale viviamo tutto ciò, per quella grande capacità che ci caratterizza e ci distingue, di rinnovarci, di risorgere continuamente e di trovare soluzioni alle tante capricciose particolarità che ci circondano e ci condizionano. Viva l’Italia per quel che di straordinario offriamo agli altri di noi stessi come immagine di popolo, come talentuosità, come genialità espressa, come motore di eterna vitalità.

Viva l’Italia allora per questa verifica lunghissima, inarrestabile e inenarrabile, per la crisi di governo taciuta, tentata, invocata, voluta, condizionata; per le parole spese, tante, troppe, inutili, criptiche, nello stupendo ed unico ingorgo dell’italica viabilità politica; per i sorrisi ritrovati e per quelli ormai definitivamente persi, per i sorrisi di circostanza, per i sorrisi di vendetta; per i dialoghi interrotti e poi ripresi, per quelli tentati, per quelli mai nati, per quelli troncati sul nascere, per quelli sognati, per quelli condizionati; per i tavoli di mirabile ingegneria politica sapientemente allestiti alla ricerca continua del cosiddetto punto di equilibrio, una sorta di Santo Graal del terzo millennio; per i tempi lunghissimi, interminabili e snervanti della mediazione, della concertazione, dell’intesa a tutti i costi;  per le recondite paure di ribaltoni, per i tradimenti e per gli ammiccamenti, per i patiti dell’inciucio, per i tarantolati della politica; per le crisi paventate, minacciate, annunciate e poi di fatto mai avvenute ma intensamente vissute, per le crisi articolate; per le parole dette e soprattutto per quelle taciute; per la paura di pronunciare parole desuete a questo nuovo target antipolitico oggi in evidenza; per i timori, per le paure nascoste, per le superstizioni; per il braccio di ferro continuo e snervante; per i guasconi, per i faccendieri, per i pavidi, per i dormienti, per i bugiardi di professione, per i suggeritori, per gli opinion leader; per le fibrillazioni, per le tattiche, per la visibilità, per i tanti interim, per le finanziarie creative, per le finanziarie di sangue, per gli scioperi selvaggi e corporativi. Viva l’Italia.

Ma viva l’Italia e auguri al Senatore con obbligo di rientro domiciliare al calar delle tenebre per le sue diffamanti esternazioni a mezzo stampa. Avrà, almeno lui, una valida scusa per dire no agli inviti agostani di cene ammazza intestini: buon ferragosto! Viva l’Italia e viva l’Europa come augurio al nostro Senatur inviato da poco all’Europarlamento in quota lumbard e ai nostri giornalisti, indipendenti ma non troppo, finalmente anche loro in quota a qualcuno, almeno a Strasburgo. Viva l’Italia agli ammazza sentenze, ai cavillosi del codicillo, ai logorroici teorici della giustizia, agli estensori di sentenze innovative e rivoluzionarie. Viva l’Italia anche ad Aosta dove chi viene condannato non rappresenta più un pericolo, anche se ha trenta anni di reclusione sulle spalle e può logicamente restare a casa, anche perché ha figli piccoli. È giusto, capirai! V

iva l’Italia anche ai nostri calciatori e alle loro speranze, ai loro sogni, agli sputi e alle polemiche, alle coccole e alle difese, ai loro spot pubblicitari ed ai loro amori, alle loro aspettative naufragate in Portogallo, ai calciatori svenduti e a quelli in fase di esportazione estera, a quelli in via di trattative, ai loro conti in banca e a quelli rossi delle società sportive. Viva l’Italia ai tanti azionisti, a quelli fortunati e a quelli bastonati, ai colossi ed agli imperi economici italiani, per lo meno a quelli che restano, al made in Italy e al fai da te. Viva l’Italia agli emergenti, ai rampanti, ai pataccari, ai creativi, ai cavalli di ritorno, a quelli a la page, ai trasformisti e ai sempre verdi.

Signori tutti, italiane ed italiani, settentrionali e meridionali, padroni e badanti, uomini d’affari e clientes, professionisti e dilettanti, ricchi e peones, politici e professori, berluscones e prodiani, girotondini e neocentristi, triciclici e destristi, guerrafondai e pacifisti, ragazze e ragazzi, bambine e bambini: Viva l’estate e Viva l’Italia!

 

 

 


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