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Salento terra di Fede
San Giuseppe da Copertino, San Domenico Savio, Santa Maria Goretti   
di Carlo INFANTE

Salento terra di Fede

L´8 maggio le spoglie mortali di San Giuseppe da Copertino sono tornate nella sua città natale, dopo un´assenza durata quarantuno anni. Vi sosteranno sino al 18 giugno quando transiteranno brevemente per Lequile e saranno ospitate per alcune ore nella Cattedrale di Lecce prima di proseguire per Bari e fare quindi rientro alla sede abituale, Osimo.
Questa storica visita si inserisce nelle celebrazioni del IV centenario della nascita avvenuta il 17 giugno 1603 ed è stata classificata come "Grande Evento" dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha patrocinato l´iniziativa.
Migliaia di fedeli giunti da tutta la regione hanno accolto, nonostante la pioggia, il patrono degli studenti, degli esaminandi e degli aviatori. Autorità civili, militari e religiose, operatori dell’informazione e gente comune.
Un gruppo di donne, incuranti della pioggia fitta e insistente, ha raggiunto a piedi Copertino dal comune di Monteroni, dopo avere già accolto il Santo nel lontano 1963. L´urna con le sacre spoglie è stata collocata nel Santuario della Grottella dove potrà essere visitata dai fedeli. Il 16 giugno farà tappa nella Basilica di Santa Maria ad Nives dove il santo fu battezzato il giorno stesso della nascita.
Non sarebbe sbagliato se le spoglie potessero riposare a Copertino in via permanente, è questo il desiderio covato dai suoi devoti concittadini, desiderio destinato a non avverarsi.
Mentre il 14 maggio la città di Maglie ha potuto custodire, sia pure per un solo giorno, le spoglie mortali del "Santo Bambino", San Domenico Savio, nel cinquantesimo anniversario della canonizzazione (12 giugno 1954), così come la "Santa Bambina" è stata accolta a Trepuzzi, non molto tempo addietro, lasciando uno struggente ricordo fra i numerosissimi devoti. Infatti due anni or sono le spoglie mortali di Santa Maria Goretti furono accolte, per una settimana, dalla comunità di Trepuzzi che tributò a questa straordinaria "martire prima del martirio" (come ha scritto un suo famoso biografo, lo storico Giordano Bruno Guerri) un´accoglienza straordinaria, l´accoglienza che meritava. Una santa che non sarà facilmente dimenticata dai trepuzzini a causa della sua esistenza tanto breve quanto estremamente sofferta, sino all’inverosimile; ma anche grazie alla operosa presenza, in paese, dei Padri Passionisti che con la "Santa Bambina" hanno sempre avuto un legame particolare e grazie ai quali si è potuto realizzare lo storico evento. E proprio i Passionisti hanno presentato il 10 maggio a Salice Salentino il corposo volume "Le Missioni popolari dei Passionisti nel Salento (1875-2000)" che riporta fedelmente i resoconti di circa duemila missioni. Fra le quali va evidenziata quella portata a compimento proprio a Salice nel 1892. Da quella missione nacque la vocazione del passionista salicese Monsignor Eugenio Raffaele Faggiano (1877-1960) che fu Vescovo di Cariati e per il quale, nel 1966, è stata avviata la pratica di beatificazione.

 

 


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