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Cuore dalla lingua Grìca, paese delle notti tarantate Melpignano, eccellenza nel Salento
Intervista al Sindaco di Melpignano Sergio Blasi   
di Valeria BRUNO

Periodico indipendente di cultura, informazione e politica

Sindaco Blasi, cosa rappresenta per Lei essere il Primo cittadino di Melpignano?

Per me è un grandissimo onore. Da sempre dico ai miei concittadini: “faccio il Sindaco perché mi piace”. Molti miei colleghi si lamentano, vivendo questo impegno come un sacrificio. Io lo faccio perché credo necessario avere un progetto di governo per il proprio paese e perché sono assolutamente innamorato della mia comunità.

Quali sono le maggiori difficoltà che deve affrontare nell’amministrazione quotidiana?

Esse sono legate alle difficoltà che ha complessivamente questo territorio, anche se in questi ultimi anni sta assumendo funzioni nuove. Abbiamo vissuto per lungo tempo una situazione di marginalità rispetto ai grandi flussi economici, politici, culturali che accadevano nel resto d’Europa. Eravamo sostanzialmente appendice di un Continente che veniva utilizzato per prendere braccia da portare all’estero. La caduta del Muro di Berlino non ha cambiato solo la Germania ma anche noi stessi, poiché ci ha ricollocati in una funzione nuova sotto l’aspetto geo-politico. Oggi possiamo assolvere funzioni importanti, facendo diventare questa terra cerniera, passaggio tra culture, uomini, religioni, diversità che divengono ricchezza, non scontro.

Nel contesto salentino quale ruolo assume Melpignano e quanto è determinante la vicinanza di Maglie?

Maglie è politicamente un luogo molto importante. Ha espresso i natali ad Aldo Moro, al presidente della Regione Salvatore Fitto, papà dell’attuale Governatore. Ha una tradizione politica e culturale antichissima, pur insistendo in una delle parti del Salento più povere. Ma Melpignano non ha mai vissuto in termini di soggezione la sua vicinanza con Maglie. Anzi, ha cercato di dettare una propria linea politica e sostenere attività culturali che fossero strategiche nel governo della comunità. Lo abbiamo fatto spostando l’asse sul valore della cultura come momento centrale, partendo dalla consapevolezza che è la principale ricchezza di una comunità, elemento che caratterizza l’identità e la capacità di relazionarsi con luoghi ed uomini. Se non fosse stato per questo non avremmo ottenuto i risultati che abbiamo. Melpignano si sta affermando sempre più come un modello sotto il profilo Amministrativo per proposte e progettualità. Abbiamo il 60% della raccolta differenziata, sfatando così il luogo comune che vede solo il Nord capace di ottenere questi risultati.

Melpignano rappresenta una eccezione rispetto alla realtà salentina.

Si, probabilmente è un’eccezione. Questo però non può essere motivo di vanto. Dobbiamo lavorare affinché questa eccezione non sia quella che conferma la regola, ma diventi epidemica, contagiosa.

Quali sono i maggiori progetti realizzati dalla Sua Amministrazione?

La scuola che abbiamo costruito è un esempio per tutto il Mezzogiorno d’Italia, pensata come momento strategico di crescita e sviluppo del territorio. Ci siamo relazionati per avviare questa esperienza con le strutture più qualificate d’Italia, come quelle di Reggio Emilia, promovendo gemellaggi e protocolli d’intesa. La nostra scuola per l’infanzia è strutturalmente all’avanguardia, con parquet nelle aule e riscaldamento sotto i pavimenti. Abbiamo aperto laboratori multimediali per offrire il meglio degli strumenti formativi; una Mediateca pensata per i giovani e le famiglie di Melpignano; una Biblioteca non intesa in senso tradizionale: accanto a libri e riviste, vi è materiale internet e postazioni gratuite messe a disposizione del pubblico, laboratori con Pc e Mac per approfondire anche materie di editing; musicassette, dvd, dischi, angolo musica, oggetti culturali presi in prestito; corsi periodici di alfabetizzazione per l’uso dei computer indirizzati solo ai genitori per farli relazionare con i figli. Ed ancora, abbiamo pensato e realizzato un Servizio Civile della terza età, per offrire un ruolo fondamentale ai nostri anziani, che si prodigano in piccoli servizi resi alla comunità, come accompagnare i bimbi sullo scuolabus.

Tutti queste iniziative hanno avvicinato la comunità all’Amministrazione?

Al di là del giudizio in sede elettorale, credo che il rapporto tra i cittadini e il governo locale sia molto buono.

Attualmente qual è il suo maggior impegno amministrativo?

Quando sono stato eletto Sindaco la Zona industriale era aperta campagna. È stato fatto molto lavoro, approntando tutti i servizi necessari e predisponendo una serie di incentivazioni per le imprese che vogliono investire sul nostro territorio. Ho fatto il pendolare per i primi due anni del mio mandato andando in giro presso le Associazioni Industriali lombarde, venete, emiliane: ora stanno arrivando i primi risultati. È in fase di costruzione l’impianto di una azienda specializzata nel tessile, leader in Europa, che da Como doveva andare in Romania e che ho convinto a venire qui.  Operazioni come questa portano occupazione e ricchezza anche grazie all’indotto. Occorrono fantasia ed impegno. Attraverso lo Sportello Unico per le Imprese il Comune è in grado di rilasciare entro trenta giorni dal momento della domanda le concessioni edilizie necessarie.

Sindaco Blasi, come descriverebbe la gente di Melpignano?

Generosa, ospitale, intraprendente, con una grande eredità da custodire. Melpignano ha espresso grandissime personalità che hanno dato lustro a tutto il territorio, non solo provinciale. Penso a Vito Fazzi, al quale è stato intitolato l’Ospedale di Lecce, a Niccolò Majorano per venti anni bibliotecario della Biblioteca Vaticana nei primi del ‘600. Oggi stiamo cercando di proporre, dopo una fase di decadimento, una idea forte di sud, che deve essere soggetto del pensiero e non essere interpretato da altri, attraverso la capacità di elaborazione originale.

L’appartenenza alla Greca salentina quale valore imprime a questo paese?

Quella della Grecìa, che c’è sempre stata, è una felice intuizione che ha avuto grande visibilità solo negli ultimi 10 anni. Un gruppo di giovani amministratori ha pensato che quella marginalità vissuta come una condanna., quella peculiarità che era stata motivo anche di sofferenza, di vergogna,  di emarginazione, cioè l’essere ellenofoni, bilingue, oggi è il nostro maggior valore, la nostra stessa identità da offrire quale nostra ricchezza al pari del sole e del mare. Abbiamo arte, storia, una tradizione enogastronomica straordinaria: al Salento intero oggi, con l’Europa a 25, si prospetta una grande opportunità. Ad un passo da un nuovo mondo, da nuovi mercati, ci siamo noi: dobbiamo lavorare affinché il ruolo svolto dal Nord est negli anni passati lo si svolga noi in questa nuova fase storica.

Melpignano è conosciuta a livello internazionale grazie alla Notte della Taranta, evento musicale di grande spessore. Come nasce questo progetto?

La felice intuizione nasce proprio qui a Melpignano, da una mia idea all’inizio molto criticata. La nostra musica legata al rito del tarantismo, descritto dal De Martino, rappresenta un patrimonio storico fortissimo. La Pizzica si trova solo qui , ed è talmente forte da poter immaginare operazioni importanti. Se si dice “Flamenco” o “Tango” l’associazione ad una precisa area geografica è immediata. Se diciamo “Pizzica” perché non pensare subito al Salento? Questa è la finalità di una operazione che mette a confronto la nostra musica con il linguaggio della musica moderna. L’anno scorso uno dei più grandi musicisti rock a livello mondiale, batterista dei Police, è venuto qui e si è confrontato con la nostra musica, ottenendo risultati importanti. Il 1 maggio questo connubio si è felicemente ripetuto al grande concerto della Festa del Lavoro. Nel prossimo appuntamento della Notte della Taranta “rispariglieremo”, proponendo in maniera prorompente un approccio tradizionale, filologico della nostra musica.

È una operazione economica molto impegnativa. Come riesce Melpignano a supportarla?

L’operazione è frutto di un protocollo di Intesa tra l’Unione dei Comuni della Grecìa salentina, l’Istituto Carpitella di Ricerca e documentazione sulla tradizione del Salento, di cui fanno parte alcuni comuni salentini e la Provincia di Lecce.

Sindaco Blasi, la si può definire un politico “illuminato”?

Assolutamente no. Possiamo definirmi un politico che è un riformista, che crede che il riformismo non sia una mediazione al ribasso ma espressione radicale, che opera grandi cambiamenti. Sono fortemente ancorato a questa idea, che è una grande ipotesi per la società del III Millennio. Da questo punto di vista credo di fare solo il mio dovere.

 

 

                                                                                                                                                  

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