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Cuore dalla lingua Grìca, paese delle notti tarantate
Melpignano, eccellenza nel Salento |
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Sindaco Blasi, cosa rappresenta
per Lei essere il Primo cittadino di Melpignano? Per me è un
grandissimo onore. Da sempre dico ai miei concittadini: “faccio il Sindaco
perché mi piace”. Molti miei colleghi si lamentano, vivendo questo impegno come
un sacrificio. Io lo faccio perché credo necessario avere un progetto di
governo per il proprio paese e perché sono as Quali sono le maggiori
difficoltà che deve affrontare nell’amministrazione quotidiana? Esse sono
legate alle difficoltà che ha complessivamente questo territorio, anche se in
questi ultimi anni sta assumendo funzioni nuove. Abbiamo vissuto per lungo
tempo una situazione di marginalità rispetto ai grandi flussi economici,
politici, culturali che accadevano nel resto d’Europa. Eravamo sostanzialmente
appendice di un Continente che veniva utilizzato per prendere braccia da
portare all’estero. La caduta del Muro di Berlino non ha cambiato solo la
Germania ma anche noi stessi, poiché ci ha ricollocati in una funzione nuova
sotto l’aspetto geo-politico. Oggi possiamo assolvere funzioni importanti,
facendo diventare questa terra cerniera, passaggio tra culture, uomini,
religioni, diversità che divengono ricchezza, non scontro. Nel contesto salentino quale
ruolo assume Melpignano e quanto è determinante la vicinanza di Maglie? Maglie è
politicamente un luogo molto importante. Ha espresso i natali ad Aldo Moro, al
presidente della Regione Salvatore Fitto, papà dell’attuale Governatore. Ha una
tradizione politica e culturale antichissima, pur insistendo in una delle parti
del Salento più povere. Ma Melpignano non ha mai vissuto in termini di
soggezione la sua vicinanza con Maglie. Anzi, ha cercato di dettare una propria
linea politica e sostenere attività culturali che fossero strategiche nel
governo della comunità. Lo abbiamo fatto spostando l’asse sul valore della
cultura come momento centrale, partendo dalla consapevolezza che è la
principale ricchezza di una comunità, elemento che caratterizza l’identità e la
capacità di relazionarsi con luoghi ed uomini. Se non fosse stato per questo
non avremmo ottenuto i risultati che abbiamo. Melpignano si sta affermando
sempre più come un modello sotto il profilo Amministrativo per proposte e
progettualità. Abbiamo il 60% della raccolta differenziata, sfatando così il
luogo comune che vede solo il Nord capace di ottenere questi risultati. Melpignano rappresenta una
eccezione rispetto alla realtà salentina. Si,
probabilmente è un’eccezione. Questo però non può essere motivo di vanto.
Dobbiamo lavorare affinché questa eccezione non sia quella che conferma la
regola, ma diventi epidemica, contagiosa. Quali sono i maggiori progetti
realizzati dalla Sua Amministrazione? La scuola che
abbiamo costruito è un esempio per tutto il Mezzogiorno d’Italia, pensata come
momento strategico di crescita e sviluppo del territorio. Ci siamo relazionati
per avviare questa esperienza con le strutture più qualificate d’Italia, come
quelle di Reggio Emilia, promovendo gemellaggi e protocolli d’intesa. La nostra
scuola per l’infanzia è strutturalmente all’avanguardia, con parquet nelle aule
e riscaldamento sotto i pavimenti. Abbiamo aperto laboratori multimediali per
offrire il meglio degli strumenti formativi; una Mediateca pensata per i
giovani e le famiglie di Melpignano; una Biblioteca non intesa in senso
tradizionale: accanto a libri e riviste, vi è materiale internet e postazioni
gratuite messe a disposizione del pubblico, laboratori con Pc e Mac per approfondire
anche materie di editing; musicassette, dvd, dischi, angolo musica, oggetti
culturali presi in prestito; corsi periodici di alfabetizzazione per l’uso dei
computer indirizzati solo ai genitori per farli relazionare con i figli. Ed
ancora, abbiamo pensato e realizzato un Servizio Civile della terza età, per
offrire un ruolo fondamentale ai nostri anziani, che si prodigano in piccoli
servizi resi alla comunità, come accompagnare i bimbi sullo scuolabus. Tutti queste iniziative hanno
avvicinato la comunità all’Amministrazione? Al di là del
giudizio in sede elettorale, credo che il rapporto tra i cittadini e il governo
locale sia molto buono. Attualmente qual è il suo
maggior impegno amministrativo? Quando sono
stato eletto Sindaco la Zona industriale era aperta campagna. È stato fatto
molto lavoro, approntando tutti i servizi necessari e predisponendo una serie
di incentivazioni per le imprese che vogliono investire sul nostro territorio.
Ho fatto il pendolare per i primi due anni del mio mandato andando in giro
presso le Associazioni Industriali lombarde, venete, emiliane: ora stanno
arrivando i primi risultati. È in fase di costruzione l’impianto di una azienda
specializzata nel tessile, leader in Europa, che da Como doveva andare in
Romania e che ho convinto a venire qui.
Operazioni come questa portano occupazione e ricchezza anche grazie
all’indotto. Occorrono fantasia ed impegno. Attraverso lo Sportello Unico per
le Imprese il Comune è in grado di rilasciare entro trenta giorni dal momento
della domanda le concessioni edilizie necessarie. Sindaco Blasi, come
descriverebbe la gente di Melpignano? Generosa,
ospitale, intraprendente, con una grande eredità da custodire. Melpignano ha
espresso grandissime personalità che hanno dato lustro a tutto il territorio,
non solo provinciale. Penso a Vito Fazzi, al quale è stato intitolato
l’Ospedale di Lecce, a Niccolò Majorano per venti anni bibliotecario della
Biblioteca Vaticana nei primi del ‘600. Oggi stiamo cercando di proporre, dopo
una fase di decadimento, una idea forte di sud, che deve essere soggetto del
pensiero e non essere interpretato da altri, attraverso la capacità di
elaborazione originale. L’appartenenza alla Greca
salentina quale valore imprime a questo paese? Quella della
Grecìa, che c’è sempre stata, è una felice intuizione che ha avuto grande
visibilità solo negli ultimi 10 anni. Un gruppo di giovani amministratori ha
pensato che quella marginalità vissuta come una condanna., quella peculiarità
che era stata motivo anche di sofferenza, di vergogna, di emarginazione, cioè l’essere ellenofoni,
bilingue, oggi è il nostro maggior valore, la nostra stessa identità da offrire
quale nostra ricchezza al pari del sole e del mare. Abbiamo arte, storia, una tradizione
enogastronomica straordinaria: al Salento intero oggi, con l’Europa a 25, si
prospetta una grande opportunità. Ad un passo da un nuovo mondo, da nuovi
mercati, ci siamo noi: dobbiamo lavorare affinché il ruolo svolto dal Nord est
negli anni passati lo si svolga noi in questa nuova fase storica. Melpignano è conosciuta a
livello internazionale grazie alla Notte della Taranta, evento musicale di
grande spessore. Come nasce questo progetto? La felice
intuizione nasce proprio qui a Melpignano, da una mia idea all’inizio molto
criticata. La nostra musica legata al rito del tarantismo, descritto dal De
Martino, rappresenta un patrimonio storico fortissimo. La Pizzica si trova solo
qui , ed è talmente forte da poter immaginare operazioni importanti. Se si dice
“Flamenco” o “Tango” l’associazione ad una precisa area geografica è immediata.
Se diciamo “Pizzica” perché non pensare subito al Salento? Questa è la finalità
di una operazione che mette a confronto la nostra musica con il linguaggio
della musica moderna. L’anno scorso uno dei più grandi musicisti rock a livello
mondiale, batterista dei Police, è venuto qui e si è confrontato con la nostra
musica, ottenendo risultati importanti. Il 1 maggio questo connubio si è
felicemente ripetuto al grande concerto della Festa del Lavoro. Nel prossimo appuntamento
della Notte della Taranta “rispariglieremo”, proponendo in maniera prorompente
un approccio tradizionale, filologico della nostra musica. È una operazione economica molto
impegnativa. Come riesce Melpignano a supportarla? L’operazione
è frutto di un protocollo di Intesa tra l’Unione dei Comuni della Grecìa
salentina, l’Istituto Carpitella di Ricerca e documentazione sulla tradizione
del Salento, di cui fanno parte alcuni comuni salentini e la Provincia di
Lecce. Sindaco Blasi, la si può
definire un politico “illuminato”? Assolutamente
no. Possiamo definirmi un politico che è un riformista, che crede che il
riformismo non sia una mediazione al ribasso ma espressione radicale, che opera
grandi cambiamenti. Sono fortemente ancorato a questa idea, che è una grande
ipotesi per la società del III Millennio. Da questo punto di vista credo di
fare solo il mio dovere.
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