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Decreto legge Urbani, tra fantasia e realtà |
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Il decreto legge Urbani, la
proposta di legge antipirateria che, a detta di molti sarebbe potuta essere
l'arma definitiva per stroncare i circuiti "peer to peer", quei
sistemi per i quali, utenti collegati in rete hanno la possibilità di
scambiarsi files tra cui musica, video o films non è stato varato; ancora una
volta il legislatore si è dimostrato non stare al passo con la rete per la
gioia degli utenti della rete internet. Il decreto avrebbe consentito un
controllo legale da parte dei provider italiani, i gestori dei servizi internet
appunto, i quali avrebbero dovuto funzionare da censura, per arginare il
problema sempre più evidente e dilagante della pirateria informatica relativa
al diritto d'autore, trasformando il controllo della rete in un vero e proprio
"stato di polizia". Il decreto legge Urbani
antipirateria ha un fondamento valido, seppur a mio avviso sbagliato, giusto
nel concetto ma improponibile... e questo perchè Internet ha potenzialità
troppo grandi per essere frenate da un decretino (allusione voluta) che non
riuscirebbe a fermare in alcun modo la pirateria della rete. Già vedo qualche capro
espiatorio martoriato dai media...il classico ragazzino di 16 anni bloccato
dalla polizia postale mentre scarica l'ultima di Masini e si fa una compilation
su un cd...ma li immaginate i titoli sul giornale? Svelato il vero volto della
pirateria romana....giovane hacker nel traffico della pirateria
multimediale...e magari si becca una denuncia anche da Masini ....ridicolo... e
qualcuno dirà..ecco, finalmente con la legge Urbani abbiamo assestato un duro
colpo alla pirateria .....assurdo...e il povero ragazzino paga per tutta la
collettività. Che le informazioni viaggino libere nella rete, forse troppo, è
un dato di fatto, così come è un dato di fatto che gli artisti debbano avere un
riconoscimento economico per le proprie creazioni...ed allora perchè non
normalizzare il p2p? Perché non dargli una forma giuridico-legale? A mio avviso
sarebbe più semplice, la pirateria sarebbe sensibilmente ridotta e tutti
sarebbero più contenti e meno provati, da un sistema, quello odierno appunto,
che ha tutte le potenzialità per abbattere in maniera significativa la
categoria dei musicisti.
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