elenco articoli 

Taranto e i tarantini
Nonostante il dissesto economico, il governo della città è diventato oltremodo appetibile   
di Enzo D'AMATO

Taranto e i Tarantini

Come ognuno sa, la città di Taranto vive una situazione di dissesto economico di portata inimmaginabile, ed è in uno stato di degrado, che diventa sempre più profondo con il passare dei giorni.

Il risanamento dei conti si appalesa difficile ed arduo ed ogni persona di buon senso giammai vorrebbe trovarsi a gestire un simile fardello.

Eppure a Taranto il governo della città è diventato oltremodo appetibile, tanto che partiti, partitini e movimenti vari si stanno scannando fra loro per gestire una situazione così pesante.

Già alle ultime elezioni si erano presentate una ventina di liste; ora quel record sembra debba essere abbondantemente superato. Anche i candidati sindaci, alle passate elezioni in numero di quattro, sembra ora debbano diventare almeno il doppio.

Che cosa sta succedendo? La città si sta svegliando finalmente dal torpore e dall'indifferenza che l'ha sino ad ora avviluppata? Si è svegliata la società civile proponendo finalmente persone capaci, rette e non ricattabili dai partiti?

Ahimè! Nulla di tutto questo.

La città continua a dormire ed i soliti noti, quelli che hanno contribuito, come attori o come spettatori, al progressivo degrado della città, sono sempre lì a pontificare, a fare i moralisti e a propinare personaggi, che certamente non posseggono le doti ritenute necessarie per svolgere un compito tanto arduo.

Essi ritengono di poter ancora una volta esercitare una funzione di indirizzo nei confronti dell'elettorato, ma quest'ultimo, per essere svegliato dall'apatia e dal torpore in cui attualmente trovasi, ha bisogno di ben altro, certamente di un miracolo, che i nostri politici presuntuosi non sono in grado di fare.

Risultato: alle prossime elezioni può succedere di tutto. Ma, quale che sia il risultato, coloro che saranno chiamati a governare la città dovranno tener conto del silenzio assordante degli elettori che o non sono andati a votare o hanno dato al voto un connotato di protesta.

La città tutta, invece, deve riflettere e  confessare la propria incapacità ad effettuare il necessario salto di qualità. L'apatia e l'indifferenza dei più non reca alcun giovamento e serve soltanto a consegnare la città a chi non merita. Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. “Imputet sibi” dicevano i latini.

 

 

 

 

 

 

 

 


elenco articoli