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Taranto e i tarantini |
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Come ognuno sa, la città di
Taranto vive una situazione di dissesto economico di portata inimmaginabile, ed
è in uno stato di degrado, che diventa sempre più profondo con il passare dei
giorni. Il risanamento dei conti si
appalesa difficile ed arduo ed ogni persona di buon senso giammai vorrebbe
trovarsi a gestire un simile fardello. Eppure a Taranto il governo
della città è diventato oltremodo appetibile, tanto che partiti, partitini e
movimenti vari si stanno scannando fra loro per gestire una situazione così
pesante. Già alle ultime elezioni si
erano presentate una ventina di liste; ora quel record sembra debba essere
abbondantemente superato. Anche i candidati sindaci, alle passate elezioni in
numero di quattro, sembra ora debbano diventare almeno il doppio. Che cosa sta succedendo? La
città si sta svegliando finalmente dal torpore e dall'indifferenza che l'ha
sino ad ora avviluppata? Si è svegliata la società civile proponendo finalmente
persone capaci, rette e non ricattabili dai partiti? Ahimè! Nulla di tutto questo. La città continua a dormire ed i
soliti noti, quelli che hanno contribuito, come attori o come spettatori, al
progressivo degrado della città, sono sempre lì a pontificare, a fare i
moralisti e a propinare personaggi, che certamente non posseggono le doti
ritenute necessarie per svolgere un compito tanto arduo. Essi ritengono di poter ancora
una volta esercitare una funzione di indirizzo nei confronti dell'elettorato,
ma quest'ultimo, per essere svegliato dall'apatia e dal torpore in cui
attualmente trovasi, ha bisogno di ben altro, certamente di un miracolo, che i
nostri politici presuntuosi non sono in grado di fare. Risultato: alle prossime
elezioni può succedere di tutto. Ma, quale che sia il risultato, coloro che
saranno chiamati a governare la città dovranno tener conto del silenzio
assordante degli elettori che o non sono andati a votare o hanno dato al voto
un connotato di protesta. La città tutta, invece, deve
riflettere e confessare la propria
incapacità ad effettuare il necessario salto di qualità. L'apatia e
l'indifferenza dei più non reca alcun giovamento e serve soltanto a consegnare
la città a chi non merita. Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
“Imputet sibi” dicevano i latini.
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