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Il ritorno di Rudy Marra |
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È uscito da poco l’album “Sono un genio ma non lo dimostro”, nuovo
CD di Rudy Marra, uno dei cantautori più amati dalla critica musicale, un
artista che ha sempre ricusato etichette e banalità. Rudy nasce a Galatina ma
vive da qualche tempo a Modena; al suo attivo ha già tre CD: “Come eravamo
stupidi” del ’91 (album che contiene “Gaetano”, brano che gli valse il Premio
della Critica al Festival di Sanremo), “Sopa d’Amour” del ‘95 e “Le parole
d’amore” del 2001, pubblicato solo in Francia. Rudy si può considerare un vero
anticonformista della musica italiana, sempre pronto a sperimentare nuove
strade, sconvolgere stili, curare e mescolare generi musicali tra i più disparati.
Lo spazio in cui il nostro cantautore si muove è italiano, spagnolo, inglese,
gitano ma lui rimescola il tutto e lo fa suo marchiandolo della sua sensibilità
musicale. “Padre spirituale del genere sopa”, come lui stesso si definisce,
Rudy tocca tutti i linguaggi musicali; artista raffinato e sofferto, capace di
mettere a nudo, sotto la scorza ruvida di poeta maledetto, un cuore che pulsa,
che non si vergogna della propria umanità, che non si vergogna di soffrire, di
provare dolore, di aver paura, della difficoltà del vivere e del morire. Il suo
è un album che esprime opinioni chiare, radicate, che sfiora concetti di sociologia, che ha come oggetto l'uomo nelle sue relazioni
con i suoi simili e la sua condotta come prodotto della vita del gruppo di
appartenenza. Vari sono i contenuti di queste
nuove canzoni di Rudy che ironizza e gioca con la follia di Van Gogh, ponendo
il suo volto sulla copertina del CD come il celebre autoritratto. Uno dei brani
cardine dell’intero lavoro è “Trompe l’oeil”, un rap dove piovono una marea di
visioni sull’attualità più sconcertante che dimostrano che l’uomo ha sempre
bisogno di fingere e gli è sufficiente limitare lo sguardo verso qualcosa che
sembra reale e poco importa se non vede la differenza tra una soubrette della tv
e una “bella di notte” (volendo usare un eufemismo), cioè, dice Rudy, se
mostrarsi svestita in tv o su un calendario è diverso che farlo sulla strada.
Il nostro cantautore salentino fa uso di un linguaggio quotidiano e non si
nasconde dietro a frasi fatte o giri di parole. Il CD lascia poi spazio a
canzoni d’amore, come “Il morso”, “Amore di contrabbando”, “Di viaggi naufragi
e salvataggi”. Altro brano fondamentale
è quello che dà il titolo all’intero album “Sono un genio ma non lo dimostro”,
dove Rudy si professa inventore di parafulmini che funzionano senza temporale,
inventore di automobili che non inquinano e di improbabili progetti capaci di
risanare l’economia ma siccome è considerato un “pazzo”, tanto vale non
dimostrarla questa sua genialità. Il CD si conclude con il bellissimo brano “Ognuno pensi per sé”. Un disco, questo, dedicato a tutti quegli uomini liberi che non accettano di far parte del “branco”, che ci fa riflettere, che ci fa provare a coltivare i nostri pensieri, al di là delle razze, degli stereotipi, delle convenzioni. Un album ben scritto, ben suonato, ben cantato, ben arrangiato, un disco veramente bello che non ha deluso le aspettative di coloro che lo hanno atteso con impazienza tutti questi anni.
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