|
|
|
|
I partiti privilegino gli ideali della politica |
|
|
Lo scioglimento del Consiglio
Comunale di Campi Salentina, così come di tanti altri, prima della naturale
scadenza, pone in essere una serie di interrogativi ai quali, in assenza di
elementi di giudizio, è difficile dare delle risposte per poter individuare le
responsabilità politiche. Non è semplice, dunque, spiegare
il motivo per il quale una coalizione, dopo aver ottenuto la maggioranza dei
consensi per poter governare da parte degli elettori, non trova più le ragioni
per continuare ad assolvere al mandato ricevuto. Eppure, il sistema elettorale
maggioritario, tanto invocato, nel mentre avrebbe dovuto garantire la stabilità
amministrativa nei vari Enti locali, ha determinato, invece, una
ingovernabilità i cui effetti sono pagati dalle popolazioni le quali sono
costrette a non vedere risolti i loro problemi. Da ciò la convinzione che i
partiti non sono più nelle condizioni di esercitare il ruolo di controllo
dell’azione politica, se è vero che i loro candidati, una volta eletti, si
ritengono liberi da ogni vincolo di appartenenza e decidono di operare in modo
autonomo e del tutto personale. Che alcuni personaggi della
politica possano decidere il destino di una amministrazione in sfregio ad ogni
elementare regola non è tollerabile, soprattutto per quella serietà che è
d’obbligo nel momento in cui viene stipulato il patto con gli elettori sulla
base di un programma amministrativo. Pertanto, non possono essere i singoli ad
operare scelte le cui implicazioni investono altri soggetti, queste devono
appartenere alle forze politiche le sole deputate, dopo un’approfondita analisi
della situazione locale, a doversi assumere ogni responsabilità. Una comunità, laddove i partiti
non dovessero emettere un giudizio di condanna nei confronti di chi si è reso
responsabile della crisi amministrativa, si sentirebbe tradita nelle sue
aspettative. Purtroppo, molto spesso, ciò non si verifica anzi certi
comportamenti servono per far acquisire ad alcuni titolo di merito, al punto che
diverse formazioni politiche sono disposte ad accoglierli e a premiarli. E’ chiaro che tutto questo non
può che generare sfiducia nella politica e quindi un ulteriore distacco dei
cittadini nei confronti dei partiti e delle istituzioni. L’amarezza è nel dover
constatare che non c’è sufficiente cultura politica, avendo questa lasciato il
posto ad ogni forma di qualunquismo. L’improvvisazione è divenuta costume, così
come risulta arrogante la pretesa di qualcuno di considerarsi amministratore di
professione. La politica, che nel recente
passato è stata impegno, partecipazione, lotta, oggi, per molti è solo
carrierismo. E’ giunto il momento che i partiti si facciano carico del forte
malessere presente nell’opinione pubblica e si riapproprino del loro ruolo, dettando
nuove regole e definendo percorsi validi per far crescere una classe dirigente
responsabile. I mestieranti della politica non
possono trovare né ospitalità, né possono risultare credibili; il cambio di
casacca, pratica diffusa in quest’ultimo periodo, deve essere messo al bando
per non consentire a questi personaggi di rimanere impuniti e di riproporsi in
altre occasioni. La crisi al comune di Campi
Salentina, per colpa dei consiglieri di maggioranza, deve servire ai partiti a
riconsiderare la loro funzione e soprattutto ad individuare, in occasione delle
consultazioni elettorali, uomini preparati, onesti intellettualmente, in grado
di rappresentare gli ideali del partito di appartenenza e gli interessi della
collettività. Solo la qualità delle idee e delle persone può restituire
alla politica la sua vera funzione che, coniugata con i valori della
trasparenza e lealtà, deve essere sempre al servizio del cittadino.
|
|
|
|
|