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I partiti privilegino gli ideali della politica
  
di Luigi De Leo

Lo scioglimento di un consiglio comunale, prima della scadenza del mandato, pone in essere una serie di interrogativi ai quali

Lo scioglimento del Consiglio Comunale di Campi Salentina, così come di tanti altri, prima della naturale scadenza, pone in essere una serie di interrogativi ai quali, in assenza di elementi di giudizio, è difficile dare delle risposte per poter individuare le responsabilità politiche.

Non è semplice, dunque, spiegare il motivo per il quale una coalizione, dopo aver ottenuto la maggioranza dei consensi per poter governare da parte degli elettori, non trova più le ragioni per continuare ad assolvere al mandato ricevuto.

Eppure, il sistema elettorale maggioritario, tanto invocato, nel mentre avrebbe dovuto garantire la stabilità amministrativa nei vari Enti locali, ha determinato, invece, una ingovernabilità i cui effetti sono pagati dalle popolazioni le quali sono costrette a non vedere risolti i loro problemi.

Da ciò la convinzione che i partiti non sono più nelle condizioni di esercitare il ruolo di controllo dell’azione politica, se è vero che i loro candidati, una volta eletti, si ritengono liberi da ogni vincolo di appartenenza e decidono di operare in modo autonomo e del tutto personale.

Che alcuni personaggi della politica possano decidere il destino di una amministrazione in sfregio ad ogni elementare regola non è tollerabile, soprattutto per quella serietà che è d’obbligo nel momento in cui viene stipulato il patto con gli elettori sulla base di un programma amministrativo. Pertanto, non possono essere i singoli ad operare scelte le cui implicazioni investono altri soggetti, queste devono appartenere alle forze politiche le sole deputate, dopo un’approfondita analisi della situazione locale, a doversi assumere ogni responsabilità.

Una comunità, laddove i partiti non dovessero emettere un giudizio di condanna nei confronti di chi si è reso responsabile della crisi amministrativa, si sentirebbe tradita nelle sue aspettative. Purtroppo, molto spesso, ciò non si verifica anzi certi comportamenti servono per far acquisire ad alcuni titolo di merito, al punto che diverse formazioni politiche sono disposte ad accoglierli e a premiarli.

E’ chiaro che tutto questo non può che generare sfiducia nella politica e quindi un ulteriore distacco dei cittadini nei confronti dei partiti e delle istituzioni. L’amarezza è nel dover constatare che non c’è sufficiente cultura politica, avendo questa lasciato il posto ad ogni forma di qualunquismo. L’improvvisazione è divenuta costume, così come risulta arrogante la pretesa di qualcuno di considerarsi amministratore di professione.

La politica, che nel recente passato è stata impegno, partecipazione, lotta, oggi, per molti è solo carrierismo. E’ giunto il momento che i partiti si facciano carico del forte malessere presente nell’opinione pubblica e si riapproprino del loro ruolo, dettando nuove regole e definendo percorsi validi per far crescere una classe dirigente responsabile.

I mestieranti della politica non possono trovare né ospitalità, né possono risultare credibili; il cambio di casacca, pratica diffusa in quest’ultimo periodo, deve essere messo al bando per non consentire a questi personaggi di rimanere impuniti e di riproporsi in altre occasioni.

La crisi al comune di Campi Salentina, per colpa dei consiglieri di maggioranza, deve servire ai partiti a riconsiderare la loro funzione e soprattutto ad individuare, in occasione delle consultazioni elettorali, uomini preparati, onesti intellettualmente, in grado di rappresentare gli ideali del partito di appartenenza e gli interessi della collettività.

Solo la qualità delle idee e delle persone può restituire alla politica la sua vera funzione che, coniugata con i valori della trasparenza e lealtà, deve essere sempre al servizio del cittadino.

 

 


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