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Birdwatching Club |
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Birdwatching
Club – in difesa del mondo dei volatili “Birdwatching
Club”. Molte associazioni sparse per il mondo portano questo nome. E tutte
hanno un comune denominatore: il mondo dei volatili. Recentemente
ne è sorto un altro. Si tratta del “Birdwatching Club” fondato dagli alunni di
una scuola elementare inglese che, come gli altri, si prefigge di promuovere lo
studio e la conoscenza degli uccelli. Tuttavia la ragione che ha spinto questi
ragazzi a dar vita al club va ben oltre: la scuola confina con una vasta area
dove la caccia è consentita e praticata da numerosi appassionati. Di
conseguenza ogni giorno gli alunni sono testimoni dell’uccisione di uccelli che
spesso ritrovano morti nel cortile della scuola. Il club
nasce quindi per protestare contro questo sport e contro chi lo pratica. Nobile
protesta, questa, che vuole difendere la libertà e la vita di esseri indifesi
che nulla possono contro i fucili dei cacciatori, e che sottolinea, inoltre,
come sia sempre grande la sensibilità dei più piccoli. Questo è stato il mio
primo pensiero nell’apprendere la notizia, anche perché personalmente non
ritengo la caccia uno sport. Tuttavia a questo primo pensiero ha fatto seguito una
riflessione: sapranno questi alunni che il pollo che mangiano nella mensa della
loro scuola vive in media 3/4 mesi e
che mai vede la luce del sole, ma trascorre tutta la sua breve vita in una
gabbietta che gli impedisce di muoversi liberamente? Non è forse questo un
altro modo crudele di uccidere? E’ un ragionamento estremo, lo riconosco, ma in
un certo senso questi studenti hanno scelto di difendere la vita di un animale
e condannarne un’altra. Credo che i nostri occhi percepiscono in maniera
differente uno stesso concetto: quello di uccidere un animale. Chiarisco.
Mangiando quel pollo i nostri occhi percepiscono solo cibo, è un alimento come
tanti che mangiamo per sfamarci. Ma se pensiamo alla caccia allora i nostri
occhi percepiscono violenza e brutalità, per noi rappresenta un atto più feroce
rispetto a quello di torcere il collo al pollo. Eppure si tratta di due esseri
viventi in entrambi i casi. Questa
riflessione, se così la si può chiamare, non vuole essere una condanna alla
caccia né una difesa dei diritti degli animali, né tantomeno un invito a
diventare vegetariani. Semmai vuole indurre a essere più critici: chissà cosa
avrà preparato la mensa il giorno della fondazione del club. Pollo?
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