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L’uomo che catturò Totò Riina |
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Domenico
Cagnazzo, Generale di Divisione ed Ispettore Regionale dell’Associazione
nazionale Carabinieri della Regione Campania, è stato per lunghi anni il
Comandante dell’Arma della Regione Puglia. La sua regione. Originario di
Sanarica, in provincia di Lecce, il Generale è assai conosciuto per le sue
numerose, importanti e spesso pericolose imprese. Una fra tutte, la cattura di
Totò Riina. Uomo poliedrico, dall’immediata e sagace empatia, lo abbiamo
incontrato nel corso della celebrazione commemorativa dei Caduti della
Grottella a Veglie. Parte di quella intervista pubblicata nella precedente edizione di Euromediterraneo. Proponiamo
ai nostri lettori la prosecuzione di quella breve e stimolante conversazione. Generale Cagnazzo, come ricorda la sua esperienza qui in Puglia? La mia vita militare è iniziata
proprio in questa regione. Superai le visite mediche nella allora “Legione
Carabinieri di Bari”, e lì feci la “gavetta”. Quelle sale mi videro, ventenne
appena, allievo carabiniere e poi allievo sottufficiale. Vinsi il concorso e
andai in Accademia. Nel 1956 partii, appunto, da questa grande regione. Ho la
Puglia nel cuore; io sono salentino, questa è la mia terra! Nel 1996 quegli stessi locali della Legione Carabinieri
che mi videro giovincello, allievo carabiniere, mi hanno avuto come Comandante.
Ricoprire questo incarico nella mia regione è stata una esperienza
meravigliosa, ricca di grandi soddisfazioni, e lo dico con enorme orgoglio. Lei ha compiuto delle missioni difficili; vuole dircene qualcuna? Mah! È bene non dirle tutte quante, neanche accennarle, ….
non ne parlo mai! Mi hanno chiesto più volte di scrivere qualche articolo,
qualche libro sulle mie memorie, le mie gesta. … Gliene dico solo una, così ma
… sono migliaia. Lei pensi che quando comandavo il reparto operativo di Roma,
gestivo con i miei uomini meravigliosi, perché sono gli uomini che fanno grande
un Comandante!, ben otto sequestri di persona a scopo di estorsione. Le dico
che la più grande soddisfazione della mia vita, è stata quella di aver ideato
una squadra di 10-15 uomini davvero eccezionali e di aver loro promesso che se
mi avessero seguito, se mi avessero aiutato come io volevo, entro 5 mesi avremmo
arrestato il “capo dei capi”, colui che da ben 23 anni latitava: Totò Riina.
Bene, mancavano appena 10 giorni allo scadere di quei 5 mesi quando, con una
operazione di polizia tecnicamente superba, e senza l’aiuto di nessuno dei
cosiddetti pentiti, abbiamo arrestato, senza colpo ferire, Totò Riina. L’Italia dovrebbe esserle grata. No! Io ho fatto, e continuo a
fare, solo il mio dovere, quello d’essere al servizio della gente. Generale, cos’è il comando, cosa significa “comandare”? Non mi provochi su questa
parola, su questo simbolo, su questo titolo … chiamiamolo come lei vuole…
Comando … il Comandante… Purtroppo molta gente in Italia adotta il titolo di
Comandante perché è scritto sul timbretto che si appone a tergo di ogni lettera
che firma, di ogni ordine che impartisce.
Molti sono Comandanti solo perché lo dice il timbro…. ma Comandanti si
nasce, non si diventa. Bisogna avere delle caratteristiche particolari, bisogna
parlare agli uomini con lo sguardo, con gli occhi, senza muovere le labbra:
quello è un Comandante. Possedere carisma! Il carisma non si compra, non si
acquista, si conquista se lo si ha dentro e lo si esterna al momento giusto.
Comandante è un grande titolo. Comandare è una cosa grandiosa, e non è da
tutti!
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