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Veglie commemora i suoi morti |
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Il 6 dicembre di quattro anni fa un commando di uomini armati
di kalashnikov e bombe assaltò due blindati portavalori della Velialpol. L’atto
criminoso fruttò un bottino di 1miliardo 800 milioni di lire, e portò la morte.
Fu un episodio tra i più cruenti della storia criminale salentina; nella strage
della Grottella Luigi Pulli, Rodolfo Patera e Raffaele Arnesano, tre guardie giurate Velialpol, persero la vita.
È di questi giorni la notizia che tre dei sei uomini colpevoli di
quell’efferato delitto sono stati condannati all’ergastolo. Il 6 dicembre
2003 Veglie ha commemorato i suoi Caduti. Alla solenne cerimonia hanno preso parte,
oltre naturalmente i parenti delle vittime e la cittadinanza, personalità
istituzionali quali il Prefetto di Lecce ed il Sindaco di Veglie Roberto Carlà e alte cariche del Corpo
dei Carabinieri, tra le quali il Generale di Divisione Domenico Cagnazzo. “Ogni
anno, da quattro anni, io sono qua a qualsiasi costo – ha dichiarato il
Gen. Cagnazzo - tralasciando qualsiasi
altro impegno pur d’essere presente, per onorare le vittime, per rinnovare la
mia solidarietà ai famigliari delle vittime. E a loro, idealmente, accomuno
anche tutti coloro che sono Caduti per mano mafiosa” … Io credo profondamente nei valori autentici, nei sentimenti profondi e
siamo venuti proprio in forza di questo sentire. I tre giovani che oggi
ricordiamo ancora con dolore si sono sacrificati, sono stati trucidati da mano
mafiosa e vanno rispettati per sempre”. Per la
Velialpol questa giornata rappresenta un momento di cordoglio e riflessione. I
suoi uomini sacrificati sono descritti dal loro comandante Giovanni Palma come forti e leali, amici prima che compagni, uomini
coragg Comandante Palma, come ha vissuto, a
quattro anni di distanza dal terribile accadimento, la cerimonia di
commemorazione dei suoi uomini Caduti? L’ho vissuta
con gioia. Con gioia e con rispettoso orgoglio. Erano uomini di grande
esperienza, posti nella condizione di non poter reagire: in caso diverso, se
avessero potuto difendersi, forse ci sarebbero state conseguenze peggiori. La
mia gioia, oggi, è nel ricordarli per la loro tenacia, per la loro forza, per
il loro rispetto, per tutto quanto hanno manifestato in ben 15 anni di lavoro
insieme a noi. Questa è per la Velialpol una giornata importante; importante
perché siamo molto vicini alle famiglie; importante perché il loro esempio ha rafforzato
in noi e nei nostri uomini la volontà di andare avanti. Quali sentimenti vivono in voi dopo questo
eccidio? Il sacrificio
dei tre uomini Caduti ha insegnato ai miei uomini che bisogna andare avanti
comunque. Fermarsi di fronte a questi atti, anche se sanguinari, criminali, non
descrivibili, vuol dire aver perduto. Quanti uomini conta oggi la Velialpol? Al mio seguito
ho 300 uomini. Per me sono uomini e non dipendenti; sono collaboratori ai quali
voglio molto bene; insieme siamo riusciti a portare l’azienda a 6 unità. Lei, Sig. Palma, quale ruolo ricopre
all’interno? Io sono il
titolare, amministratore unico, quindi anche direttore tecnico e Comandante
della Velialpol. Quando è nato l’Istituto? Nel 1966, per
iniziativa di mio padre, con il titolo provvisorio di “Istituto”, divenuto poi
definitivo nel ‘67. Le esigenze di
sicurezza manifestate dai clienti, dal cittadino in genere, ci hanno portati ad
adeguarci a questo crescente bisogno. Alla professionalità è stata aggiunta
anche la tecnologia, supporto validissimo, specialmente oggi. Anche nel
trasporto valori, un compito molto delicato e rischioso, oggi possiamo fornire
ulteriori sistemi di sicurezza, a salvaguardia dei beni materiali e a tutela
della incolumità dei nostri operatori. Sono sistemi molto sofisticati, quali ad
esempio il satellitare, che garantiscono una maggiore tranquillità nel
compimento del nostro difficile compito, quello di garantire, appunto,
sicurezza.
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