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Puglia ... perché il turismo … |
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Continua a tenere banco il discorso sul “turismo e
la Puglia” e soprattutto sul “turismo e la provincia di Lecce”, ultimo baluardo
verso l’oriente, capolinea di tutto, anche di chi viaggia senza essere dotato
di una buona imbarcazione. Potrebbe essere un insopportabile piagnisteo il
mio, continuo insistere sulle inadempienze dei nostri amministratori e dei
nostri operatori ma non lo è! La mia insistenza è relativa alla nostra
incapacità di vedere le cose, almeno in questo campo, con occhio clinico e con
sguardo complessivo, tenendo conto delle nostre condizioni geografiche e della
conoscenza che altri hanno della nostra terra ed della necessità di dotarci di
un buon volano che, all’insegna del contenimento della spesa, possa far
giungere l’immagine dei nostri luoghi oltre i confini della nostra provincia ed
anche della nostra regione. Mi è sembrata, perciò, alquanto strana la protesta
del consigliere regionale Maniglio ed il suo sdegnoso rifiuto di partecipare
alla manifestazione internazionale del “Premio Valentino”, quest’anno alla sua
27^ edizione. Peraltro, ha commesso l’errore di dare alla stampa il suo rifiuto
non sapendo che la nostra stampa, quotidianamente giunge sui banconi dei tour
operators di tutto il mondo, con le immaginabili conseguenze del caso. Il Premio Rodolfo Valentino, considerata anche la
tutt’ora viva attenzione del mondo dello spettacolo nei confronti del
personaggio sia pure defunto da tempo, è un importante veicolo di propaganda e
di attenzione universale. La manifestazione, a livello di richiamo, è superiore
a quella del Premio Barocco, a quella del The Bridge, a quella di Mediterranea
e ad altre perché è unica nel suo genere ed investe un modo, quello del cinema,
che è ancora il mondo dei sogni e della fantasia, il mondo della speranza e
della voluttà. La spesa (350.000,00 euro) è contenuta rispetto a manifestazioni
come quelle già citate che vanno oltre i 500.000,00 euro. Lo sforzo, che a mio avviso andrebbe fatto, sarebbe
quello di rendere la manifestazione stabile e farla finalmente decollare a
livello di premio Oscar, nei confronti del quale, se la manifestazione non si
riduce a quella delle ultime edizioni itineranti, nulla avrebbe da invidiare. Ma sul piano del richiamo delle attenzioni
turistiche nei confronti della terra di Puglia e soprattutto del Salento non ce
n’è di eguali al mondo. I soldi che nel mondo turistico si spendono per
broucheurs, pur necessarie per altri versi, sono sprecati rispetto a tale
manifestazione. Ho sentito personalmente Haltman dire da Los Angeles al mondo
intero: “quando mi sono fermato a Santa Maria di Leuca con la mia barca…..” ed
altri personaggi del cinema vantare da un palco alto, nel mondo delle
attenzioni mondiali, quanto in geografia è l’Evrest, la nostra regione e la
nostra terra. Di cosa parla, allora Maniglio? Come impiegherebbe
egli i denari destinati alla promozione turistica? Perché non lo dice e non si
confronta? Perché si ferma alla sterile protesta, tanto per protestare e per
farci apparire agli occhi degli estranei solo litigiosi ma incapaci di
esprimere una seria proposta promozionale? Come farà questa Regione e questa nostra provincia,
ritenendo il turismo il volano presente e futuro della nostra economia, a
lanciare la nostra immagine a livello internazionale? O il nostro, al solito, è il turismo dell’albero di
fico sotto il quale ci sdraiamo aprendo la bocca ed attendendo che il frutto
maturo cada in modo giusto per essere mangiato?
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