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Il CaLIBRO
Teodoro Pellegrino e l'Università di Lecce

  
di Carlo STASI

Pellegrino, Teodoro (Brindisi 10

È dedicato a Teodoro Pellegrino  l’ultimo pregevole lavoro di Valentino De Luca, già autore del prezioso Stampa ed editoria leccese 1960-94 (Catalogo) (Lecce 1997). Il titolo del volume, edito da Congedo di Galatina e corredato da varie fotografie, è “Teodoro Pellegrino (1908-1985) Un intellettuale per l’Università di Lecce” (Congedo, Galatina 2006)

Il De Luca, bibliotecario presso la Biblioteca Interfacoltà, intitolata appunto a “T. Pellegrino”, dopo una dettagliata nota biografica, presenta un’accurata Bibliografia degli Scritti, elencando tutte le opere (libri, saggi, articoli, ecc.) dal 1930 alla morte avvenuta a Lecce il 10 aprile 1985. Segue la Rassegna stampa sul Pellegrino, quindi l’intervento del Prof. Donato Valli in occasione dell’intitolazione della Biblioteca Interfacoltà l’11 maggio 2001, ed infine una selezione dei principali articoli riguardanti i suoi interventi a favore dell’istituenda università a Lecce, nella sezione “L’impegno per l’Università”. Dal libro emerge quindi l’importante ruolo svolto da Teodoro Pellegrino per la diffusione della cultura nel Salento e per l’istituzione dell’Università.

Il Pellegrino, che era nato a Brindisi il 10 settembre 1908 da padre novolese e madre campiota, visse sempre a Lecce, e dopo il diploma al Liceo Palmieri si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza all’Università di Bari (laureandosi nel 1931), e nel 1929 fu assunto all’Archivio di Stato di Lecce e da allora iniziò la sua attività di ricerca che lo portò a scoprire, appena nominato Direttore della Biblioteca Provinciale "N. Bernardini" nel 1935 (lo sarà per 38 anni fino al 1973), un incunabolo di Giovanni Boccaccio del 1481 destinato al macero. Durante gli anni della sua direzione la Biblioteca fu arricchita da donazioni di collezioni private, dall’acquisizione di fondi di studiosi salentini illustri (Luigi Giuseppe De Simone, Gaetano Tanzarella, ecc.), organizzò le Celebrazioni Salentine (1-31 ottobre 1952 e 4 -31 ottobre 1953) con l'obbiettivo di preparare il terreno per l'istituzione di una Università a Lecce, come in effetti poi avvenne, grazie all'intervento dell'Amministrazione Provinciale, con la creazione del Consorzio Provinciale Universitario Salentino (9 settembre 1955) che istituì la libera Università di Lecce (inaugurata con l'A.A. 1955/56, riconosciuta col D.P.R. 22.10.1959 e statalizzata nel 1966/67). Collaborò, con lo pseudonimo di Verberator o di TOPO (TeodorO PellegrinO), alla Gazzetta del Mezzogiorno, L'Ora del Salento, Il Popolo del Salento, Rosso di Sera, diresse La Frusta Repubblicana, fondò il mensile Informazioni Archivistiche e Bibliografiche del Salento (1957). Organizzò la Mostra d'Arte Sacra (1956) e chiese l’istituzione di una Pinacoteca Provinciale (1962), riattivò il Premio Salento (1953) dopo l'effimero tentativo di Corrado Indraccolo nel 1948, sollecitò la creazione dell'Accademia di Belle Arti (1960), il restauro del Teatro Paisiello, della Torre di Belloluogo, ecc. Il suo interesse per il cinema è dimostrato sia per la realizzazione del primo "Cineforum" (1954) che per la scrittura di alcune sceneggiature per film, organizzò il "Libraforum" (1965) e, prendendo spunto dalle “circulating libraries” nell’Inghilterra del ‘700, il "Bibliobus Provinciale" (1965), un bus che girando per i paesi della provincia potesse fornire libri in prestito a chi non poteva recarsi a Lecce per fruirne. Oltre ad articoli e saggi scrisse tra l’altro Nel primo centenario della morte di Michele Arditi (Lecce 1939), curò il Dizionario biografico e bibliografico dei più noti artisti nati nella provincia di Lecce per il Nuovo Annuario di Terra d'Otranto (Galatina 1957), gli Atti delle Celebrazioni Salentine I ciclo (Lecce 1952) e II ciclo (2 voll., 1953), il Catalogo della Mostra d'Arte Sacra (Galatina 1956), i volumi Il Salento nell'epopea risorgimentale (ivi 1961), L'Abbazia di S. M. a Cerrate (Bari 1977), Piazza Duomo (ivi 1972), L'antica città di Lecce - Guida al centro storico (ivi 1972; 1975). Un plauso va al lavoro di Valentino De Luca per averci restituito in maniera assolutamente scientifica e documentata la vicenda umana di un salentino da non dimenticare.

 

 

 


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