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E' già ora di programmazione turistica
  
di Carlo SAVINI

È già ora di programmazione turistica

Siamo soltanto a marzo, ma per gli operatori turistici pubblici e privati, per gli Enti locali in vario modo interessati all’uso turistico del loro territorio, è già tempo di preparazione all’accoglienza e alla predisposizione di spazi, strutture e iniziative adeguate alle sempre maggiori esigenze degli ospiti italiani, europei e di aree più lontane, se prudentemente ed opportunamente non hanno pensato a provvedere ai problemi e miglioramenti che si pongono per una nuova stagione turistica fruttuosa di molteplici interessi economici, sociali ed occupazionali che non investono soltanto il settore specifico, ma tutto un vasto indotto di approvvigionamenti, ammodernamenti, commerci e servizi di ogni tipo, luoghi e mezzi di trasporto, di attività sportive e di divertimento, valorizzazione e fruizione dei beni culturali, migliorie del decoro urbano, tipicizzazione tradizionale dei luoghi, iniziative promozionali di richiamo. È un discorso che già abbiamo affrontato in anni precedenti sulle pagine di questo giornale, ma che è sempre bene ripetere perché non sia sottovalutato. L’offerta turistica non è mai frutto di improvvisazione se la si vuole consolidare e se si vuole che sia concorrenziale, se si vuole accrescere la domanda di visita e soggiorno.

Ma questo reiterare le considerazioni di merito è determinato anche dal richiamo rinnovato, insieme alla cura della identità dei territori e dei singoli luoghi, alla attenzione particolare della tutela e del recupero, ove necessario, della qualità ambientale e paesaggistica che, con quella della ristorazione, della ospitalità e di una oculata politica dei prezzi, è fondamentale quale elemento di attrattiva. Né va dimenticato il fattore delle tendenze crescenti della domanda turistica verso le formule dell’agriturismo che non sostituiscono, ma integrano la ricettività tradizionale così come la richiesta di una enogastronomia tipica e preferibilmente garantita in termini di genuinità biologica.

Su tali aspetti merita attenzione quanto scritto e analizzato nel testi di una tesi di laurea di un giovane romano che, peraltro, in linea materna, ha origini leccesi ed è nipote di un noto pittore figlio di questa terra, il Maestro Ugo Boscaino di cui si è scritto recentemente su Euromediterraneo.

Il neolaureato cui accenniamo è Emanuele Ruggiero la cui tesi è intitolata “Percezione dell’ambiente – gli agriturismo biologici e il turismo sostenibile” nella quale affronta, fra l’altro, il tema delle stagionalità. A tale proposito vi invitiamo a leggere, in altra parte del giornale, un suo breve articolo dal titolo “Sostenibilità del turismo” dove sintetizza i suoi concetti sull’argomento. Il richiamo a questa sua tesi ed al suo articolo è fatto anche per stimolare tanti giovani universitari meridionali, pugliesi, salentini che intendono avviarsi a professionalità ed operatività nel campo turistico delle loro terre, ad approfondire e formulare proposte e programmi di valorizzazione di un settore, quello turistico, che è una delle maggiori vocazioni di uso socio-economico nazionale e dell’estremo Sud in particolare, una attività – quella dell’offerta turistica – in continua espansione e con sicura redditività. La politica nazionale, da sempre ed ancor oggi purtroppo, dedica a questo settore produttivo che rappresenta la maggiore industria italiana, scarsa attenzione anche se ne ricava grandi profitti, così come da parte della politica creditizia bancaria. Speriamo che prima o poi se ne rendano conto.

 

 


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