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La musica che nasce dal cuore del Salento: HIC NIGER EST
La band originaria di Casarano

  
di Cesare PETTINATI

Rabbia e dolcezza, ritmi incalzanti e melodie suadenti, chitarre graffianti, scordature e rumori che creano armonie sonore uni

Rabbia e dolcezza, ritmi incalzanti e melodie suadenti, chitarre graffianti, scordature e rumori che creano armonie sonore uniche. E questo il noise degli Hic Niger Est, band salentina, originaria di Casarano, che dopo un primo lavoro discografico che ha ottenuto ottime recensioni e non pochi  riconoscimenti a livello nazionale, è attesa ora dal banco di prova del secondo disco.

Il loro percorso artistico inizia nel 2002 quando il gruppo comincia ad esibirsi nei locali, proponendo i loro brani. Partecipano a diversi concorsi, riscuotendo consensi da pubblico e giurie. Nel 2003 registrano un demo in un piccolo studio e pochi mesi dopo inizia la vera grande avventura: la registrazione del loro primo album omonimo Hic niger est, avvenuta ai Purerock studios di Brindisi insieme a Nanni Surace, il loro primo videoclip, tratto dalla canzone Sine die (scelto e pubblicato dal programma  di Rai Stereo uno, Demo zone) e il Fuoco Tour, che li vede impegnati per esibizioni in tutta Italia.

Nel 2005 sono i vincitori di Rock targato Italia per Puglia, Basilicata e Molise e delle selezioni provinciali di Arezzo Wawe e alcuni loro brani vengono scelti da varie etichette discografiche per ben sette compilation.

In questi giorni gli Hic Niger Est hanno iniziato la lavorazione del loro secondo album, a Ferrara nello studio Natural Head Quarter (studio della realtà indie che annovera lavori di gruppi quali Tre Allegri Ragazzi Morti, Red Worm’Farm, One Dimensional Man, Giorgio Canali, Bugo, il Piotta e tanti altri).

La produzione artistica è curata da Giorgio Canali (storico chitarrista di C.S.I. ora di P.G.R., ex voce di Politrio ora voce dei Rossofuoco), che, insieme al bassista Gianni Maroccolo (ex Litfiba, C.S.I., ora di P.G.R., Marlene Kuntz), suonerà in un brano del nuovo disco, la cui uscita è prevista per il mese di Maggio.

L'attuale formazione comprende Gianni Garofalo alla voce e alla chitarra, Mauro Corsano, chitarra, Nicola Arnesano al basso e Antonio Paolo alla Batteria. Li incontriamo alla vigilia di questa nuova sfida. Chi di voi e quando ha detto un giorno «Fondiamo un gruppo, lo chiamiamo Hic Niger Est»? “Dopo alcuni cambiamenti di formazione sono nati gli Hic niger est, nome che deriva dal titolo di una nostra canzone”.

Perché avete scelto il genere noise come forma di espressione e come descrivereste la vostra musica? “La nostra musica nasce dalla fusione dei nostri gusti, e questa fusione trova la massima espressione nel noise melodico”.

Cosa vuol dire fare musica indipendente oggi? “Vista la staticità della realtà discografica italiana, secondo noi è il modo più concreto e soddisfacente di fare musica”.

Quanto è importante per voi la dimensione live? E quanto è diverso lavorare in studio?

“Sono esperienze diverse: durante  il live lo scambio di  energia ed emozioni con il pubblico sono  diverse ogni volta. In studio, invece, si crea un tipo di feeling fra noi e i tecnici che va oltre il periodo della registrazione”. Come è nata la collaborazione con Giorgio Canali? “La collaborazione nasce dopo un concerto fatto insieme a Palmariggi, al termine del quale si parlava dell’idea di fare il nostro secondo album e Giorgio ci ha proposto di farlo insieme perché, come lui stesso ha detto - “folgorato dalla nostra esibizione”.

Quali sono i temi trattati nel prossimo lavoro? C’è già un titolo? In cosa si differenzierà rispetto al vostro primo disco? “I temi trattati riguardano aspetti della nostra quotidianità visionaria. Per il titolo c’è ancora un dubbio sulla scelta. Questo disco è l’evoluzione naturale di noi stessi, in più con  la sostituzione del bassista (Nicola Arnesano è subentrato ad Enzo Pazzo Isernia) è cambiato anche il sound: questo disco sarà  più aggressivo e  melodico del primo”.

Esiste una “vera” scena rock musicale salentina? Se si, quali sono i rapporti con gli altri gruppi musicali? “Secondo noi esiste e ne è stata presa coscienza, ma purtroppo resta ancora molto frammentata. Per quello che ci è possibile diamo una mano”.

Quali sono, secondo voi, le principali emergenze che musicisti e artisti salentini, devono  affrontare nel tentativo di affermarsi? “Dipende dagli obbiettivi che ogni band si pone e la mancanza di sacrifici economici. Purtroppo dal cielo non cade nulla. ”

Quali saranno i vostri prossimi impegni, dopo la registrazione del dico? “Una tournee in tutta Italia per far conoscere sempre di più la nostra musica”

 

 

 

 


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