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CINEMA - La Notte degli Oscar
Million dollar baby di Clint Eastwood batte il favorito The Aviator di Martin Scorsese

  
di Massimo DE LUCA

Cinema

Martin Scorsese – Clint Eastwood: 5 a 4.

La 77esima Notte degli Oscar, svoltasi al Kodak Theatre di Los Angeles, la vince però Clint. Il suo film Million Dollar Baby si è aggiudicato le 4 statuette più prestigiose: miglior regia, miglior film, miglior attrice protagonista (Hilary Swank) e miglior attore non protagonista (Morgan Freeman). La pellicola racconta la storia di una campionessa di pugilato (Hilary Swank, già premio Oscar per Boys dont’ t cry) costretta all’immobilità dopo un colpo proibito ricevuto sul ring. Nei panni del suo allenatore Clint Eastwood in una delle sue interpretazioni più toccanti. Il film è stato molto criticato dai conservatori americani, perché affronta il delicato tema dell’eutanasia.

Anche questa volta dunque il grande regista italoamericano Martin Scorsese, col suo The Aviator, si è visto soffiare gli Oscar più importanti da sotto il naso (nonostante le sue 11 nomination), vincendone però 5: miglior attrice non protagonista (Cate Blanchett), miglior fotografia, migliori costumi, miglior montaggio, e infine, l’Oscar tutto italiano per la scenografia, vinto, dopo ben otto candidature, da Dante Ferretti, che l’intera Hollywood ci invidia, in coppia con la moglie Francesca Lo Schiavo.

The Aviator è stato, fino alla vigilia, il favorito agli Oscar. Racconta gli anni d’oro di Hollywood e dell’eccentrico miliardario Howard Hughes (Leonardo Di Caprio), industriale, produttore, regista, progettista e aviatore. Ma ancora più celebre per i suoi amori con le dive più belle e famose, come Katharine Hepburn (Cate Blanchett) e Ava Gardner (Kate Beckinsale), e per le sue fobie maniacali, come la paura dei microbi, ereditata da sua madre, che lo condusse al completo isolamento, fino alla morte nel 1976, a 71 anni.

Era da tempo che Leonardo Di Caprio desiderava raccontare la straordinaria storia del primo miliardario d’America. C’è riuscito tornando a lavorare con Martin Scorsese, subito dopo il chiacchierato Gangs of New York. Un kolossal costato 120 milioni di dollari.

Proseguendo, abbiamo l’Oscar come miglior attore protagonista consegnato all’afroamericano Jamie Foxx in Ray. Il film (che si è aggiudicato anche l’Oscar per il miglior suono) ripercorre passo passo la vita, pubblica e privata, di The Genius, Ray Charles, un vero “sogno americano”: nato in Georgia nel 1930, il futuro interprete di Georgia on my mind, all’età di 7 anni, perde la vista. Sua madre, per dargli coraggio, gli compra una tastiera su cui sfogare tutto il suo talento per la musica. Il resto è storia: anni segnati dalla precoce morte del fratello e della madre, dall’ assunzione di droghe e vari problemi con la legge, ma anche dai successi mondiali di una musica che mescola gospel, country e jazz, e che lo ha reso ricco e famoso. Jamie Foxx lo ha conosciuto e “studiato” per il film poco prima della sua morte, avvenuta lo scorso giugno, all’ età di 73 anni.

Gli altri premi: miglior sceneggiatura originale a Se mi lasci ti cancello, miglior sceneggiatura non originale a Sideways, miglior film straniero a Mare dentro, miglior documentario a Born into Brothels, miglior colonna sonora a Neverland, miglior canzone a I diari della motocicletta, migliori effetti speciali a Spiderman 2, miglior corto a Wasp, miglior corto d’ animazione a Ryan.

Infine l’Oscar come miglior film d’ animazione e miglior missaggio è andato a Gli Incredibili, che ha battuto Shark Tale, in questi giorni nelle sale. 

 

 


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