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Un convegno, un video ed un opuscolo per il Giorno del Ricordo |
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Si è celebrato quest’anno, per
la prima volta, il giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe e
dell’esodo giuliano dalmata. La giornata, fortemente voluta da Alleanza
Nazionale, e sancita con una legge dello Stato approvata a larghissima
maggioranza dal Parlamento Italiano, si è svolta il 10 febbraio scorso, con
diverse iniziative su tutto il territorio nazionale. A Trieste, il Ministro per gli
Italiani nel Mondo, on. Mirko Tremaglia,
ha organizzato un convegno internazionale per rendere giustizia a tante storie
personali oscurate, trascurate e negate per troppi anni. La televisione
pubblica ha dedicato una fiction che, seppur con tutte le imprecisioni di un
prodotto televisivo, ha posto all’attenzione del grande pubblico una storia
ingiustamente taciuta. Ma il giorno del ricordo si è
celebrato anche a Galatina dove il locale circolo di Azione Giovani, il
movimento giovanile di Alleanza Nazionale, in collaborazione con l’Amministrazione
Comunale, ha dato vita ad un partecipatissimo convegno che si è aperto con la
proiezione di un video, realizzato dagli stessi ragazzi. Nel corso del
dibattito, è stato presentato l’opuscolo curato dal circolo di AG “Paolo Di
Nella” di Galatina che, dopo una breve introduzione sulla guerra civile che
negli anni 1943-45 sconvolse l’Italia settentrionale, ricostruisce gli episodi
legati alle foibe ed all’esodo, tentando anche di individuare le cause
scatenanti di tanto odio etnico nei confronti degli italiani, qualunque fosse
il loro colore politico. “Fu una pulizia etnica – affermava Montanelli – e
purtroppo vi hanno collaborato parecchi comunisti italiani.” E da questa
autorevole testimonianza, il dibattito ha mosso per individuare anche le cause
di tanto assordante silenzio su questa tragedia italiana: certo le
responsabilità della resistenza rossa non potevano non mettere in imbarazzo il
PCI nell’affrontare tale questione e certo l’allontanamento di Tito dall’Unione
Sovietica non poteva lasciare indifferenti i governi occidentali, anche a costo
di omettere le sue responsabilità negli episodi. Agli interventi di Pierantonio
De Matteis, Giacinto Giovanni Vergine, Andrea Schirinzi e Pierantonio Mengoli
(di Azione Giovani Galatina) sono seguiti quelli di Luigi Rossetti (assessore
alla Cultura del Comune di Galatina) e del Sindaco di Galatina, Giuseppe Garrisi che ha annunciato
l’avvenuta intitolazione di un’area attrezzata a verde pubblico, nel centro
della Città, alle vittime delle foibe. “Un segnale di attenzione – ha detto il
sindaco – di questa amministrazione a chi ha pagato con la vita per colpa di un
odio etnico anti-italiano e per tutti i loro parenti che hanno visto negato,
dalla storia ufficiale, il loro dolore.” E’ stato, infine, il consigliere
regionale Roberto Tundo a concludere
il dibattito sottolineando la difficoltà, negli anni che lo hanno visto
militante del Fronte della Gioventù, di continuare a tenere vivo il ricordo di
pagine di storia che non erano comprese nella “versione ufficiale” e che purtroppo,
nemmeno dopo l’intervento legislativo dello scorso anno, trovano lo giusto
spazio nei libri di testo delle scuole italiane. La serata è poi proseguita nella
splendida cornice della Chiesa della Madonna del Carmine con un Concerto di
canti sacri, a cura del Coro Polifonico Ars
Nova di Melendugno, diretto dal M. Dolores Bancarella, organizzata
dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Galatina per ricordare, in modo
degno, chi pagò con la vita la fedeltà ad una terra e chi pagò con la terra la
fedeltà ad una patria.
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