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Alla politica della moderazione non c'è alternativa |
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Che in una campagna elettorale si possa utilizzare ogni
espediente, purché non pregiudizievole, per far valere le proprie tesi, è più
che legittimo. Tuttavia, quando si afferma, da parte di qualche esponente della
sinistra, che l’on. Nichi Vendola è il candidato "cattolico che parla ai
moderati", si rischia di essere poco credibili o addirittura di cadere
nell’assurdo. È questo, nient’altro che un tentativo di esorcizzare la
debolezza delle proprie idee, soprattutto dopo il risultato delle primarie che
ha segnato la sconfitta del moderatismo. Risulta, quindi, singolare l'appello
che la sinistra rivolge ai moderati per avere il loro appoggio, dal momento che
il loro candidato li ha sempre avversati e combattuti. È evidente che la non prevista affermazione
dell'on.Vendola sull'economista F.Boccia ha creato un certo imbarazzo nello
schieramento di centro-sinistra e in modo particolare nella componente dei
cattolici-democratici e in quella dei socialisti di area riformista. È,
pertanto, di difficile comprensione la mediazione che questi soggetti politici
intendono sviluppare in quanto sono costretti con il loro sostegno a dare
legittimazione alla politica di ieri e di oggi del Partito della Rifondazione
Comunista e all'esperienza di Nichi Vendola, il quale non fa mistero della sua
collocazione nella sinistra radicale e antagonista. Disagio che non può attraversare i cosiddetti elettori
moderati, anche perché al Governatore Raffaele Fitto non c'è alternativa. È un
uomo che in questi cinque anni di legislatura ha ben operato, riuscendo a
portare a soluzione numerosi problemi,anche se è consapevole che diversi ne
rimangono da risolvere. Consentire a lui di dare continuità alla sua azione già
avviata sembra quanto mai opportuno, non solo perché ha consolidato una certa
esperienza amministrativa, ma soprattutto perché è un moderato, ovvero
appartenente a quella cultura che affonda le sue radici nella tradizione
cattolica-laica-riformista. La scelta, pertanto, del Presidente non può prescindere
dai riferimenti ai valori culturali di cui i due candidati sono espressione e
non può soltanto limitarsi ai programmi, anche se fondamentali. Di questo e di altri argomenti si deve alimentare il
confronto della campagna elettorale, anche perché i cittadini pugliesi, cui non
difetta l'intelligenza, sapranno valutare con serenità e obiettività la
situazione politica nel suo complesso. Certo, in noi moderati crea stupore il
vedere l'on.Vendola parlare agli imprenditori e tranquillizzarli che la lotta
di classe non ha più ragione d'essere e che la concertazione tra le parti è
fondamentale per lo sviluppo delle aziende e quindi dell'occupazione. Né ci
sorprende più il suo mutato atteggiamento a favore dell’unità europea, così
come non desterebbe più meraviglia se parlasse in favore della Nato e degli
Stati Uniti d'America, o della scelta occidentale dell’Italia all’indomani del
dopoguerra. La sua conversione, a distanza di anni, ad un modo diverso di
intendere la politica, determinata dall’idea di essere il Governatore della
regione Puglia, non può portare alla assoluzione degli errori politici suoi e
del suo partito. Sono state le grandi intuizioni e le scelte compiute dai
nostri uomini illuminati di Governo, come Alcide De Gasperi e Aldo Moro - per
citarne alcuni – che hanno consentito al nostro Paese di avviare prima la fase
della ricostruzione e successivamente il grande sviluppo economico e di
collocarsi nel consesso delle Nazioni libere e democratiche. Il rischio che maggiormente ci preoccupa, in questa competizione
elettorale, è che la demagogia e le facili strumentalizzazioni possano
offuscare i risultati conseguiti in tutti questi anni, non solo nella nostra
Regione ma in tutto il Paese, grazie alla politica della moderazione i cui
valori fondanti sono quelli della solidarietà, tolleranza e difesa della
persona. Colpevole sarebbe il silenzio di chi dovrebbe avere il dovere di non
far dimenticare.
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