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Alla politica della moderazione non c'è alternativa
  
di Luigi DE LEO

Le argomentazioni con le quali alcuni uomini politici di sinistra sostengono l'on

Che in una campagna elettorale si possa utilizzare ogni espediente, purché non pregiudizievole, per far valere le proprie tesi, è più che legittimo. Tuttavia, quando si afferma, da parte di qualche esponente della sinistra, che l’on. Nichi Vendola è il candidato "cattolico che parla ai moderati", si rischia di essere poco credibili o addirittura di cadere nell’assurdo. È questo, nient’altro che un tentativo di esorcizzare la debolezza delle proprie idee, soprattutto dopo il risultato delle primarie che ha segnato la sconfitta del moderatismo. Risulta, quindi, singolare l'appello che la sinistra rivolge ai moderati per avere il loro appoggio, dal momento che il loro candidato li ha sempre avversati e combattuti.

È evidente che la non prevista affermazione dell'on.Vendola sull'economista F.Boccia ha creato un certo imbarazzo nello schieramento di centro-sinistra e in modo particolare nella componente dei cattolici-democratici e in quella dei socialisti di area riformista. È, pertanto, di difficile comprensione la mediazione che questi soggetti politici intendono sviluppare in quanto sono costretti con il loro sostegno a dare legittimazione alla politica di ieri e di oggi del Partito della Rifondazione Comunista e all'esperienza di Nichi Vendola, il quale non fa mistero della sua collocazione nella sinistra radicale e antagonista.

Disagio che non può attraversare i cosiddetti elettori moderati, anche perché al Governatore Raffaele Fitto non c'è alternativa. È un uomo che in questi cinque anni di legislatura ha ben operato, riuscendo a portare a soluzione numerosi problemi,anche se è consapevole che diversi ne rimangono da risolvere. Consentire a lui di dare continuità alla sua azione già avviata sembra quanto mai opportuno, non solo perché ha consolidato una certa esperienza amministrativa, ma soprattutto perché è un moderato, ovvero appartenente a quella cultura che affonda le sue radici nella tradizione cattolica-laica-riformista. La scelta, pertanto, del Presidente non può prescindere dai riferimenti ai valori culturali di cui i due candidati sono espressione e non può soltanto limitarsi ai programmi, anche se fondamentali.

Di questo e di altri argomenti si deve alimentare il confronto della campagna elettorale, anche perché i cittadini pugliesi, cui non difetta l'intelligenza, sapranno valutare con serenità e obiettività la situazione politica nel suo complesso. Certo, in noi moderati crea stupore il vedere l'on.Vendola parlare agli imprenditori e tranquillizzarli che la lotta di classe non ha più ragione d'essere e che la concertazione tra le parti è fondamentale per lo sviluppo delle aziende e quindi dell'occupazione. Né ci sorprende più il suo mutato atteggiamento a favore dell’unità europea, così come non desterebbe più meraviglia se parlasse in favore della Nato e degli Stati Uniti d'America, o della scelta occidentale dell’Italia all’indomani del dopoguerra. La sua conversione, a distanza di anni, ad un modo diverso di intendere la politica, determinata dall’idea di essere il Governatore della regione Puglia, non può portare alla assoluzione degli errori politici suoi e del suo partito.

Sono state le grandi intuizioni e le scelte compiute dai nostri uomini illuminati di Governo, come Alcide De Gasperi e Aldo Moro - per citarne alcuni – che hanno consentito al nostro Paese di avviare prima la fase della ricostruzione e successivamente il grande sviluppo economico e di collocarsi nel consesso delle Nazioni libere e democratiche.

Il rischio che maggiormente ci preoccupa, in questa competizione elettorale, è che la demagogia e le facili strumentalizzazioni possano offuscare i risultati conseguiti in tutti questi anni, non solo nella nostra Regione ma in tutto il Paese, grazie alla politica della moderazione i cui valori fondanti sono quelli della solidarietà, tolleranza e difesa della persona. Colpevole sarebbe il silenzio di chi dovrebbe avere il dovere di non far dimenticare.

 

 

 


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