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L'epistolario di Cosimo De Giorgi

  
di Carlo STASI

L’EPISTOLARIO DI COSIMO DE GIORGI

È in libreria il volume Epistolario di Cosimo De Giorgi (regesti) (EpiPan, Galatina 2003, pagg. 417 compresi gli indici) curato da Lorella Ingrosso ed Ennio De Simone. Il volume raccoglie in ordine cronologico i regesti, cioè i sunti del contenuto, delle lettere ricevute dal 1868 al 1912 dallo scienziato salentino (Lizzanello 9.2.1842 - Lecce 2.12.1922) da amici ed uomini di scienza di tutta Italia ed Europa. Il carteggio di De Giorgi, conservato nel Fondo Manoscritti della Biblioteca Provinciale Nicola Bernardini di Lecce, è costituito di oltre mille lettere e documenti raccolti dallo stesso De Giorgi in 8 volumi. Sfogliando l’indice dei nomi degli interlocutori di De Giorgi scopriamo lettere di studiosi di varie branche della scienza, letterati o storici come i salentini Giacomo Arditi, Pietro Palumbo, Antonio Panzera, Achille De Lucrezi, Filippo Bacile di Castiglione, Pietro Cavoti, Giuseppe Candido, Pietro Siciliani, Giuseppe ed Achille Costa, Pietro e Luigi De Simone, Sigismondo Castromediano, Giuseppe Balsamo, Gioacchino e Salvatore Stampacchia, Gaetano Tanzarella, Gaetano Brunetti, Eugenio Maccagnani, Luigi e Pasquale Maggiulli, Liborio Salomi, Giuseppe Mangionello, Pietro Pellizzari, Alfredo Codacci Pisanelli, Michelangelo Schipa, Antonio Bortone, Antonio De Viti De Marco, Luigi Scorrano, Attilio Biasco, Francesco D’Elia, Paolo Emilio Stasi, ecc., i pugliesi Achille Bruni, Moisè Maldacea, Domenico Morea, Ludovico Pepe, ecc., gli italiani Luigi Pigorini, Ettore Regalia, Torquato Tamarelli, Filippo Pacini, Domenico Ragona, Michele Stefano De Rossi, Ferdinando Meucci, Pietro Tacchini, Timoteo Bertelli, Francesco Denza, Ulderico Botti, Ubaldo Barbieri, Leopoldo Franchetti, Giustino Fortunato, Angelo De Gubernatis, Quintino Quagliati, ecc., i tedeschi C. Zinchen di Lipsia, Gustave Helmann di Berlino, Charles Diehl di Strasburgo, Wolfgang Helbig di Dresda, Teobaldo Fischer di Marburgo, l’inglese Janet Ross, ecc.

Purtroppo mancano le lettere scritte da De Giorgi a costoro, ma dalle loro lettere di risposta e dagli svariati argomenti che trattano è facile capire la vastità degli interessi e dei contatti che in nostro scienziato ebbe. Ma chi era Cosimo (Arcangelo) De Giorgi? Scienziato dai molteplici interessi ed archeologo nacque a Lizzanello il 9 febbraio 1842. Laureato in medicina a Pisa (1865) e in chirurgia (1866) a Firenze, tornò a Lizzanello alla morte del padre, ed a Lecce iniziò la sua eccezionale (per un solo studioso) attività di ricerca sul territorio (la provincia di Lecce allora comprendente le attuali province di Brindisi e Taranto). Dal 1868 al 1872, si interessò di agricoltura, compì rilievi geologici, stratigrafici ed idrologici del Salento i cui dati sono raccolse per anni, fece anche le prime scoperte di stazioni preistoriche. Professore di storia naturale a Lecce, iniziò la raccolta sistematica (che durerà fino alla sua morte) di osservazioni meteorologiche, che fecero del Salento una delle poche zone d'Italia a poter disporre di un periodo così lungo di studio del proprio clima.

Realizzò la prima Carta geologica della provincia di Lecce (Roma 1879, aggiornata nel 1903), un attrezzatissimo osservatorio meteorologico, collocando i più moderni apparecchi di registrazione sul campanile della chiesa di S. Francesco con una rete di 5 osservatori meteorologici e 31 stazioni termo-pluviometriche sparse in tutto il Salento. Membro dell'Associazione meteorica italiana, meritò la medaglia d'oro all'Esposizione nazionale di Torino (1884). Nel 1883 inventò un sismografo (ora perduto) che collocò nell'osservatorio meteorologico di Lecce per studiare la sismologia della provincia. Trasferito (1885) all'Ist. Tecnico "Costa" di Lecce vi insegnò storia naturale e creò due ricchissimi gabinetti di storia naturale e di fisica tuttora esistenti.

Nel 1887 partecipò al I° Congresso geodinamico dell'Aquila compilando (con altri) un codice edilizio per i luoghi ad alto rischio sismico, che fu preso in considerazione e pubblicato solo nel 1909, dopo il catastrofico terremoto di Messina (28.12.1908). Membro dell'Accademia Pontificia dei Nuovi Lincei, della Società geografica italiana (che gli conferì la medaglia d'argento), della Regia Accademia di Urbino, fu Presidente della Regia Commissione conservatrice dei monumenti. Nel 1900, durante lavori nel centro storico di Lecce, individuò i resti dell'Anfiteatro romano, mettendone in luce un parte della cavea (1905-9). Morì a Lecce il 2 dicembre 1922. Al De Giorgi si devono il censimento dei monumenti megalitici (specchie, dolmen e menhir) della Provincia (1908-18), i primi sistematici studi geologici, morfologici, sismologici, idrografici, climatici, agricoli, archeologici, paleontologici, ecc. del Salento (e non solo), i cui risultati sono divulgati in oltre 300 tra saggi, libri, articoli e conferenze. Se la sua opera più nota è “La provincia di Lecce: Bozzetti di viaggio” (Lecce 1882-8; Galatina 1975), gli innumerevoli saggi pubblicati testimoniano della sua vastità degli interessi, dell'infaticabile attività di ricerca in tutti i settori, che gli hanno meritato l’inserimento nella Enciclopedia Treccani e nel Dizionario Biografico degli Italiani. A Lecce porta il suo nome il più prestigioso Liceo Scientifico della città.

 

 

 


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