elenco articoli 

Il Cavaliere alla guida del suo "Popolo delle libertà"
  
di Mery ALBERTINI

Il Cavaliere alla guida del suo “Popolo delle libertà”

Silvio Berlusconi ha annunciato, in questi giorni, il nuovo nome del partito che sorgerà sulle ceneri di Forza Italia: “Popolo delle libertà” è la denominazione scelta da quanti, iscritti al partito o semplici simpatizzanti, hanno partecipato al referendum per decidere il nome da attribuire al futuro soggetto politico.

Sia l’opzione indicata dallo stesso Berlusconi (la scelta tra Popolo o Partito delle libertà), sia la volontà di coinvolgere direttamente i cittadini in una delle fasi iniziali, ma al tempo stesso caratterizzanti, del rinnovato organismo politico, appaiono come il tentativo di ricucire lo strappo tra corpo elettorale ed eletti denunciato soprattutto da Beppe Grillo.

Sebbene Berlusconi rappresenti solo una parte, pur significativa, dell’elettorato italiano, osservando le reazioni e i sentimenti di coloro che, in queste settimane, hanno preso parte alle iniziative per la costituzione del Popolo delle libertà, si è potuto notare come questi cittadini fossero animati da un sincero entusiasmo e da una fiducia incondizionata nel loro leader, nonché da una volontà di contribuire attivamente ad un’iniziativa che essi ritengono utile alla rinascita del Paese.

Probabilmente questi sentimenti, questo desiderio di rimboccarsi le maniche per un futuro migliore per sé, per la propria famiglia e per il Paese, non sono recenti e connessi alla novità politica posta in essere da Berlusconi, ma albergavano nel cuore di questa parte della società italiana, in attesa che la politica se ne facesse interprete e iniziasse a fare qualcosa che non fossero solo analisi pessimiste della situazione sociale ed economica.

Il Cavaliere, attraverso l’idea del Popolo delle libertà, non ha fatto altro che guidare questa porzione della società, niente affatto trascurabile, mettendo da parte ciò che stava rischiando di allontanare i cittadini dalla politica e dai politici, come, per fare solo alcuni esempi, l’aumento della pressione fiscale e la diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie.

Potrebbe trattarsi del principio di un’inversione di tendenza all’interno della nostra società, descritta in un recente articolo del prestigioso quotidiano americano New York Times come una società gravemente depressa, pessimista e sfiduciata.

Al momento ogni giudizio preventivo su tale operazione, che alcuni analisti polemicamente hanno definito di “restyling politico”, mentre la satira ha definito di “lifting politico” (scherzando sulla presunta abitudine dell’ex premier di sottoporsi a tali trattamenti estetici per apparire più giovane), sembra essere del tutto prematuro, sebbene occorra riconoscere al Cavaliere il merito di stare guidando un’operazione assolutamente inedita, la cui efficacia, almeno in questa prima fase, si è manifestata in un’iniezione di ottimismo nei confronti di un elettorato rassegnato e inerte e in una dimostrazione, specie nei confronti degli alleati del centrodestra, della forza della propria leadership.

 

 


elenco articoli