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Girolamo Comi, il poeta Maestro |
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Il ricordo del grande intellettuale salentino nella lectio magistralis del prof. Valli Una
“lectio magistralis” scandita dalla
testimonianza in video e dalle parole del Prof. Donato Valli, quella a cui si è
assistito lunedì 8 dicembre 2008 nella Sala del Trono di Palazzo Gallone, a
Tricase. Un importante tributo ad un figlio illustre di questa terra: il poeta
Girolamo Comi. “Chiamami Maestro” questo il titolo del film documentario di
Elio Scarciglia interamente prodotto nel Palazzo Comi di Lucugnano, oggi
proprietà della Provincia di Lecce e sede dell’omonima biblioteca; un’opera che
attraverso scritti, documenti, testimonianze racconta l’uomo e il poeta
Girolamo Comi, le sue debolezze e le sue virtù. Un percorso di vita ricostruito attraverso le parole di
chi, come il Prof. Alessandro Laporta, direttore della Biblioteca Provinciale
di Lecce, lo ha studiato da vicino e da quelle di chi, come il Prof. Donato Valli ha, invece, avuto la
fortuna di conoscerlo, stargli accanto e formarsi alla sua “corte”. Giovane
scapestrato poco incline allo studio, amante del gioco e delle donne quello
degli anni a spasso per l’Europa. Uomo
pacato di grande spessore culturale e
umano quello che nel dopoguerra rientra a Lucugnano, nella casa paterna, ed ivi
trascorre il resto della sua vita. In questi anni il Barone, titolo di cui, per
la verità, non amava fregiarsi preferendo l’appellativo di maestro, spende
tutte le sue energie e le sue ricchezze nel tentativo di dare un forte impulso
alla vita culturale ed economica del suo Paese. Apre la sua biblioteca, fonda
l’Accademia Salentina che porta a Lucugnano i più grandi letterati dell’epoca
dando vita alla rivista L’Albero che ne raccoglie i contributi. Nello sforzo di
dare una valida prospettiva economica alla sua terra fonda l’opificio “Oleifici
Salentini”, iniziativa che gli costerà tutte le sue ricchezze e quelle delle
due sorelle ma che, purtroppo, si rivelerà essere una cattedrale nel deserto. Venuto a
conoscenza, dalle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno, della media brillante
ottenuta dal giovane Donato Valli, suo concittadino di umili origini, al
Palmieri di Lecce, lo fa cercare e portare nella sua casa, dove lo aiuta a
formarsi legandosi a lui profondamente e affidandogli la cura della rivista
L’Albero. Ed è proprio il Prof. Valli, che attraverso racconti ed aneddoti di
vita vissuta, narra Girolamo Comi, l’influenza e l’importanza che questa figura
ha assurto nella sua vita personale ed in quella dell’intera comunità
salentina. Un uomo
nobile ma umile, dotto, generoso che amò profondamente i suoi concittadini, a
sua volta rispettato e amato oltremisura, anche e soprattutto negli anni
difficili della miseria. Un grande poeta, purtroppo, poco conosciuto dalle
nuove generazioni, che ha dato lustro a Tricase e al Salento. Morì povero ma
ricco del bene più prezioso: l’amore della sua gente.
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