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Ancora polemiche sulle "Notti bianche". Brindisi, una città in crisi economica |
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In un
periodo di crisi l’organizzazione e lo sperpero del pubblico denaro, attuato
dalla Regione Puglia con le “Notti Bianche”, dal dubbio ritorno di immagine,
non fa altro che aggravare la situazione economica e aumenta il dissenso dei
cittadini, già spremuti pesantemente da tasse e balzelli e preoccupati del futuro non certamente roseo. In
questi giorni freddi e uggiosi, all’ingresso di un supermercato, una signora,
dall’aspetto dimesso ma dignitoso, chiede l’elemosina con un cartello al collo,
in cui spiega le ragioni del suo stato di miseria, aggravato dalla malattia del
marito, malato di cuore. Siamo
tutti abituati a fare l’elemosina a chi la chiede, ma quando la richiesta viene
fatta con umiltà e quasi vergogna, da gente dall’aspetto dignitoso, allora si
prova disagio. Significa che è in atto una crisi economica che mette a nudo la
fragilità della nostra Società, la sconfitta dello stato sociale e la nostra
impotenza di fronte alla miseria e povertà dilaganti. Con
costernazione si osserva l’atteggiamento dei cittadini sfiduciati e prostrati
da una rassegnazione borbonica. Eppure Brindisi è la città dei grandi progetti,
delle grandi opere, dei grandi appalti, delle grandi potenzialità, ricca di
edifici al servizio della cultura, “baciata” dall’allegria delle “Notti
Bianche”. I nostri Amministratori ed i nostri politici entrano nelle nostre
case con le tv private e ce lo ricordano con le “parabole” imbonitrici serali. Ma
ricordiamoci che Brindisi è sempre agli ultimi posti in tutte le classifiche e
graduatorie nazionali e, nella più recente sulla qualità della vita, è
sprofondata di ben 16 posizioni in un anno. E sempre in un anno sono aumentati
del 13% i pignoramenti. Di
conseguenza, è accettabile che nessun responsabile, nessun amministratore,
nessun politico venga sfiorato dal dubbio amletico sulla bontà del proprio
operato, sulla necessaria governabilità della città, sulla urgenza di dare
risposte alle domande dei cittadini, dei lavoratori in cassa integrazione, dei
disoccupati, dei giovani?
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