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Emergenza bullismo: ascoltiamo i disagi dei giovani |
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Nello scorso numero di Euromediterraneo
ci siamo occupati del vandalismo da strada, quello che porta frotte di ragazzi
in giro per la nostra città a imbrattare e danneggiare decine e decine di
palazzi storici e monumenti. In questo numero vogliamo
trattare del dilagante fenomeno del bullismo nelle scuole italiane. L’ultimo episodio è accaduto a
Porto Ercole, in provincia di Grosseto dove la testa di un ragazzo è finita,
forzatamente è ovvio, nel water dei bagni della scuola. Chissà quale reato infamante
avrà commesso questo giovane, ci si potrebbe chiedere. Ebbene questo gesto
mortificante è stato commesso nei confronti del più bravo di una classe solo
per il fatto di non aver passato il compito agli altri ragazzi qualche giorno
prima. Ma la cosa più grave è che allo
squallido spettacolo prendevano parte altri studenti, colpevoli (stavolta per
davvero) di non aver chiamato un insegnante o un ausiliario per porre fine al
fatto. Dopo una breve indagine interna
alla scuola sono stati individuati i tre bulli e gli è stata comminata la
“pesantissima” pena di tre giorni di sospensione e l’obbligo di fare ricerche
in classe sul bullismo. Tutto questo conferma quanto
scritto nel precedente articolo circa il clima di eccessiva e immeritata
tolleranza verso questi delinquenti che si sentono liberi di agire come peggio
credono. Bullismo sulle persone, ma anche tanti episodi di danneggiamenti nelle
scuole: da Milano a Lecce passando per Roma e Napoli le scuole vengono
devastate con estintori, distrutti gli impianti elettrici, le lavagne e le
porte. Danni che nella sola città di
Roma sono stati quantificati in 750 mila euro e che ovviamente paghiamo noi
cittadini, anche perchè tutti i fondi statali per i miglioramenti strutturali
destinati alle scuole vengono attualmente spesi per coprire i danni dei
vandali. Il filosofo e psicologo
Galimberti parla di comportamenti dovuti al nichilismo come riflesso del
profondo nichilismo degli adulti. Una tesi che sicuramente
sentiamo di condividere perchè se i giovani hanno dei comportamenti così
violenti è sicuramente anche e soprattutto responsabilità dei genitori e degli
adulti in generale. A tal proposito è interessante
segnalare un progetto prediposto dall’Assessore alla Sicurezza e alla Qualità
Sociale della Provincia di Lecce, Avv. Loredana Capone sul “Servizio Sociale
Professionale nella scuola secondaria superiore” quale servizio essenziale per
favorire la promozione del benessere della popolazione scolastica. Il Servizio si propone, tra gli
altri, di prevenire stati di disagio e di bisogno (agevolandone il
superamento), di valorizzare le energie proprie dell’età adolescenziale, di
sviluppare le potenzialità degli studenti nella comunicazione e nella
socializzazione favorendo adeguati stili di vita, di potenziare l’esercizio
della responsabilità personale e sociale e di porsi come raccordo tra scuola e
famiglia e tra scuola e territorio. L’attività delle assistenti
sociali di Alba Service (Società di Servizi della Provincia di Lecce)
consisterà in interventi di informazione e sensibilizzazione, di orientamento
sociale alla partecipazione e alla solidarietà, di ascolto, di raccordo tra le
varie istituzioni e di integrazione extrascolastica. A detta di psicologi e
sociologi, una delle principali cause del bullismo è la totale assenza di
dialogo tra i giovani e gli adulti; per questo motivo, l’assistente sociale,
attraverso i colloqui nelle scuole, potrà ascoltare le richieste dei ragazzi,
favorendo l’espressione di difficoltà e disagi. E per capire la vastità di questi fenomeni sono stati presentati, a livello nazionale, i dati relativi ai primi dieci mesi di attività del telefono antibullismo (il numero verde, per chi avesse bisogno, è 800669696): 12.874 sono state le telefonate per denunciare violenze verbali e fisiche su minori, a chiamare sono stati i genitori (36,1%) seguiti dagli insegnanti (21%) e dagli studenti (13%).
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