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Il dovere di pretendere di più |
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Confidavamo che questa
legislatura potesse concludersi in modo diverso da tante altre lette e
condannate in resoconti giornalistici che sembravano lontani da Mesagne. Quegli
articoli raccontavano come ogni regime – nel senso di Governo vigente – prova a
perpetuarsi, a sopravvivere a se stesso, a doppiare i segnati cicli di vita,
annullando le scadenze, rimandandole. E raccontavano come spesso, in una logica
da fine dell’Impero, prima di esalare l’ultimo (o il penultimo) respiro, il
Governo insedi propri fedelissimi in posti chiave, o distribuisca infine
prebende. Accade così di assistere all’uso promiscuo di mezzi e occasioni che,
anche se corretti sul piano delle procedure e perfettamente legali, sono spesso
eticamente discutibili. Credevamo che l’Armata rossa del
centrosinistra mesagnese, vigoroso e chiaramente avviato a facile vittoria
dinanzi al mediocre schieramento delle destre, non avesse bisogno di ricorrere
a strumenti rimproverati di volta in volta a Fitto, al Governo Berlusconi o ad
altri che meschinamente avevano profittato della distrazione dei cittadini, o
della confusione che ha origine alla fine di un ciclo, o dell’ultimo momento
utile per sbrigare le faccende rimaste irrisolte. Ritenevamo che il tempo residuo
potesse essere impiegato più proficuamente da questo centrosinistra già in
debito di realizzazioni con la Città, in debito di spessore qualitativo con il
proprio felice passato, in debito di ossigeno con la parte di elettorato più
attenta ed esigente. E’ per queste ponderate ragioni che balzano agli occhi i
due ultimi episodi minimi che segnalano concorsi per assunzioni che potevano
benissimo tenersi quattro anni addietro oppure tra un anno, con l’insediamento
di un nuovo Sindaco e con criteri maggiormente lineari; e l’assegnazione
decennale di Villa Cavaliere alla Cooperativa Alba, la quale svolge mirabile
attività (come poche altre realtà cooperative locali) ma che andava valorizzata
in un contesto ordinato e perequato, e non nel più completo caos regolamentare,
ancora alla fine della legislatura e con un’imbarazzante appendice in Consiglio
comunale. Noi che vogliamo bene alle sorti del centrosinistra perché
indissolubili dal destino della Città di Mesagne abbiamo il dovere morale di
pretendere di più: dai dirigenti politici e da coloro che si candidano a
diventarlo.
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