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Istanbul ed Europa, fra diplomazia e cultura
"Turchia - 7000 anni di storia", una mostra al Quirinale per ritrovare le radici comuni di civiltà millenarie

  
di Elio CASTELLANA

Lo scandalo non è la bestemmia ma la tv spazzatura

Dopo l’entrata in Europa di Bulgaria e Romania, avamposti orientali del vecchio continente, l’ipotesi dell’ingresso della Turchia, da sempre terra di congiunzione fra due continenti e due culture, diventa meno remota. Le persecuzioni dei Curdi e degli Armeni, e un generale atteggiamento d’intolleranza verso le diversità, che rasenta spesso la violenza, sono certo delle gravissime pecche per un Paese che vuole uniformarsi agli standard europei di società civile, ma i politici turchi, fin dai tempi di Ataturk, fondatore della Repubblica, hanno sempre dimostrato sensibilità e intelligenza nella gestione del processo di occidentalizzazione del Paese, come testimoniò, nel 2002, la scelta di abolire la pena di morte. Le operazioni di avvicinamento all’Europa, comunque lunghe e controverse, non si giocano, però, solo sul piano politico ma seguono anche i percorsi della diplomazia e della cultura. La visita in Italia del premier turco Tayyip Erdogan, nel settembre scorso e quella di fine gennaio del Presidente del Consiglio italiano Romano Prodi in Turchia, in occasione della quale si è inaugurato il tunnel lungo l'autostrada tra Istanbul e Ankara, realizzato dall'azienda italiana Astaldi, sono un chiaro segnale del dialogo in atto.
Una delle cose più belle quando due nazioni si avvicinano è la volontà di riscoprire le radici comuni che nel corso dei millenni hanno sicuramente avuto modo d’intrecciarsi: “
Forti sono le antiche radici dell'unità europea; non meno forti sono le sue nuove ragioni” ha ricordato il presidente Giorgio Napolitano durante la sua lectio magistralis in occasione della cerimonia di conferimento della Laurea honoris causa dell'Università Complutense di Madrid. E in questa direzione di riscoperta di un passato condiviso si muove la bella mostra in corso presso le Sale delle Bandiere del Palazzo del Quirinale di Roma, “Turchia, 7000 anni di storia” che conquisterà appassionati di archeologia e non. L’esposizione ripercorre con gusto filologico la millenaria storia del territorio anatolico, dall’insediamento urbano di Çatal Höyük, la più grande ed antica città del periodo Neolitico mai ritrovata, alla fine dell’Impero Ottomano (1919-23), accogliendo 43 opere di grande valore che provengono dal Museo del Palazzo di Topkapi di Istanbul, dal Museo delle Civiltà Anatoliche di Ankara, dal Museo Archeologico e dal Museo delle Arti Turche e Islamiche di Istanbul.

Accanto alla statua della Dea Madre in atto di partorire rinvenuta a Catal Höyük e chiaro simbolo della madre-terra, la grande divinità adorata da tutti i popoli che hanno imparato a lavorare la terra e a addomesticare gli animali, si potranno ammirare gioielli della civiltà del bronzo, statuine di divinità adorate in Anatolia nel III e nel II millennio a.c., i primi scritti lasciati dai commercianti assiri e ittiti, le testimonianze greche e romane in Turchia, reperti dell’Impero Bizantino di Giustiniano e i tesori e i gioielli del Topkapi, simbolo dell’Impero Ottomano.  

Dal lunedì al sabato 9.30-13.30 e 15.30 –19.00 (domenica 8.30 –12.00) in concomitanza con l’apertura al pubblico delle sale di rappresentanza. Fino al 31 marzo.

 

 

 


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