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Confindustria Lecce/ Piero Montinari è il nuovo Presidente |
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Sarà per
questo che gli industriali lo hanno eletto all’unanimità; sarà per questo che
lo hanno acclamato con convinzione, unità mai prima vista, prodromo di un’epoca
che cerca cambiamenti, li brama per necessità, per naturale storia. Sarà perché
a voler leggere tra le parole del suo discorso d’apertura, quelle che restano
agli atti, quelle che poi si torna a guardare alla fine degli eventi, il
termine che più si ripete, concetto che va moltiplicandosi restituendo quasi
auspicate forme di certezza, è “nuovo”. Quel “nuovo” che lui stesso
rappresenta, pur portando in sé l’eredità di altri esempi, un passato che vide
il padre prima di lui essere al comando. E se provate a chiedergli cosa gli
avrebbe detto se fosse stato lì, ebbene, lo vedreste evocare in sé la risposta,
immaginando forse le possibili parole. Di lui, padre e a lungo presidente di
Assindustria, ha letto i discorsi che pur datando vent’anni ne esaltano ancora
lo spirito grande, la capacità intuitiva, la lungimiranza dell’uomo che fu,
Donato Montinari. Il figlio Piero è il nuovo Presidente di Confindustria Lecce.
Ha elaborato una relazione per il suo insediamento che è analisi e prospetto,
attenzione seria verso i problemi, volontà di apportare contributi importanti.
Aleggia un concetto in quel suo lungo appassionato discorso che è come balsamo
dei tanti affanni (fiducia), balsamo delle tanto sostenute parole che molti
vanno ripetendo (abusando a volte) - cooperazione, associazionismo, unità,
collaborazione. Tutto questo, ricorda il giovane Montinari, ha bisogno di
“fiducia”; fiducia tra le persone “che vivono e lavorano insieme”, fiducia che
si basi su norme etiche comuni per raggiungere comuni obiettivi; fiducia in se
stessi, nel futuro, fiducia in questa terra salentina così ricca di risorse e
intelligenze. Sarà per
questo suo spirito ardito e fresco, forse non ancora smagato chissà, forse
invece reso già forte e saldo dalla vita, che gli industriali salentini lo
hanno voluto così fortemente loro guida. Con lui attraverseranno i prossimi
anni carichi di attese e paure: il mondo cambia in fretta, il Salento non può
arretrare (“un punto invisibile su una trottola che gira sempre più in fretta”
lo ha definito il Presidente uscente Salvatore De Riccardis); e non può
sottrarsi Confindustria dall’esigenza di cambiamento, aprendo i suoi
“tradizionali confini di rappresentanza a nuovi compiti e responsabilità”. Farà
sentire tutto il suo peso, l’associazione degli industriali della provincia di
Lecce. Conteranno i numeri e le idee, il confronto aperto e le sfide. Tutti
chiamati in causa: istituzioni, sindacati, associazioni di categoria, politici
e mondo civile, università e banche; tutti attori del futuro del Salento, tutti
responsabili dinanzi all’obbligo di imporsi scelte precise, al di là dei propri
limiti, delle proprie piccolezze. Centro del Mediterraneo, così occorrerà
ridisegnarsi e ricomporre la storia con i suoi porti e aeroporti, le
infrastrutture da integrare, l’internazionalizzazione da incentivare,
sviluppando i servizi, le reti innovative, le nuove specializzazioni, la
riconversione dei tradizionali settori produttivi, promuovendo qualità e
competenze, conoscenza formazione e sapienza. Strategie
di sviluppo e riposizione sui mercati, trasformazione e integrazione ai
meccanismi dell’economia mondiale: il futuro del Salento è in queste parole.
Che a volte sono vento vano, altre procelle che accompagnano i navigatori
coraggiosi. È l’attesa di un Salento nuovo. Salvatore De Riccardis lascia la guida di Assindustria Umanità. Lucidità di spirito e pensiero. Passione. “Da
dove cominciare? Da noi stessi!” L’esperienza e gli eventi dettano quesiti e
risposte. Così quattro anni di vita quattro anni di lavoro quattro anni di
rappresentanza sono un carico importante, che pesa e rende fieri, emoziona e
affligge, senza rimpianti forse senza sconti. Quattro anni di presidenza
dell’Associazione degli industriali della provincia di Lecce sono una eredità
importante, “meglio si conoscono uomini e cose”. Salvatore De Riccardis lascia
il timone del comando e da buon capitano nel saluto ha lo sguardo forte che
ripercorre eventi e tempi. Quelli di un Salento che era ed oggi è, con i suoi
mutamenti, i suoi umori, le sue genti, “diffidenti e dalla non esaltante indole
alle volte”, attenti a consumar discorsi vani, scranni e piccole (o troppo
grandi) poltrone. “Cominciamo a fare esercizio di apprezzamento, non di
denigrazione. Esercitiamo la virtù della pazienza, della tolleranza,
dell’ascolto, della riflessione” e della “collaborazione tra di noi e tra gli
altri e noi”. Parole, quelle di De Riccardis, che sanno essere dure e
taglienti; ma anche parole intense per gratitudine e amore verso quelle figure
storiche dell’Associazione, Nino Quarta e Donato Montinari, che “hanno trasfuso
capacità, entusiasmo, pazienza, tolleranza”; parole che esaltano il ricordo di
personalità di cui esser fieri, come “il Rettore Angelo Rizzo che ha dato
impulso notevole al rapporto tra l’Associazione e l’Università”. Salentini
caparbi, tenaci, suggello e guida di forza morale. Questo significa essere Presidente di Assindustria:
“valore e responsabilità del progresso economico e civile, del rispetto delle
regole, della dignità dell’uomo e del suo lavoro”. E ancora: “La vita
associativa non è semplice. Ma è libera scelta”. Salvatore De Riccardis lascia
la guida di Assindustria. Nella libertà di pensiero e parola, fino all’ultimo.
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