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Giancarlo De Cataldo si confessa ai suoi lettori |
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“Devo ancora parlare di Romanzo
criminale? Basta!” Così Giancarlo De Cataldo,
autore di “Romanzo criminale”, accoglie i suoi lettori nella libreria “Minimum
fax” in piazza santa Maria in Trastevere a Roma, il 16 gennaio. Il libro sulla banda della
Magliana, uscito nel 2002, aveva venduto ben 60.000 copie, oggi raddoppiate a
seguito della sua trasposizione cinematografica. Se negli anni ‘70 era stato uno
dei magistrati del processo della banda più spietata di quegli anni, da
scrittore risponde alle domande e si confessa nella piccola e accogliente
libreria romana. Parla di sé, delle difficoltà che un libro a cavallo tra vero
e verosimile richieda, del duro e lungo lavoro che per anni ha sostenuto per
realizzarlo. Davanti a lui 20.000 pagine di
atti processuali da ricostruire, non solo nei fatti. Era necessario disegnare
le psicologie dei protagonisti con le loro realtà private. Ed è qui che
subentra il ruolo che un vero scrittore deve svolgere. I personaggi sono
descritti dal loro punto di vista sviluppando empatia in chi legga di loro. Ma
sono degli assassini e per questo si è contenti della loro fine. Insomma, riprendendo le parole
dell’editor di Einaudi Stile Libero, Severino Cesari, De Cataldo “ha avuto il
coraggio di tentare questo gesto etico, di mettersi davanti a un materiale così
spurio, ma di grande bellezza, perché vita”. Del resto è un romanzo che
rappresenta una parte di quella società spaccata e ferita in cui persino chi è
dalla parte della giustizia finisce con l’essere malato. Questo elemento distruttivo,
e di mancato ripristino dell’ordine, richiama il genere del Noir, a cui
l’autore si è ispirato, molto diverso dal Giallo in cui si ritorna all’ordine
attraverso il detective, che scopre e punisce il colpevole, e crea serenità nel
lettore appagando il suo senso della giustizia. Nel noir, e in tutte le sue
variegate sfumature, non c’è riscatto. De Cataldo discute di generi
letterari, di religione e mitologia, con l’entusiasmo di un grande oratore e
l’umiltà e la semplicità di un grande uomo. Saluta brindando con i suoi
spettatori-lettori e sottolinea come uno degli elementi di successo del libro
sia stata la collaborazione con la casa editrice e il lavoro di squadra.
“D’altronde, venendo dal sud, mi porto dietro un profondo senso della
famiglia!”.
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