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Politica tricasina, nuovi colpi di scena |
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Scissione interna al
centrodestra, nasce il movimento “Alleanza per Tricase” In una politica in continuo
divenire che registra, ogni giorno, nuove nascite, metamorfosi e migrazioni, la
sfera cittadina non si esime dal presentare i suoi colpi di scena. Tra gli
episodi più rilevanti dell’ultimo periodo la nascita di un movimento “Alleanza
per Tricase” che fa capo a tre consiglieri comunali di maggioranza: Francesco
Cito, Rocco Piccinni ed Enzo De Rinaldis. Il primo, che nelle scorse
amministrative, era in lizza come candidato sindaco di AN, prima che tutto il
centro-destra convergesse su Musarò, ci parla di questo nuovo movimento e delle
ragioni che hanno portato alla sua creazione. “Alleanza per Tricase nasce da
una necessità forte: trasformare la politica del dire, che, anche nella nostra
amministrazione, ha preso il sopravvento nella politica del fare. Nostra
intenzione è quella di portare, in consiglio comunale, tutte le idee che
scaturiscono dalla discussione interna. Noi consiglieri vogliamo essere il
terminale di un gruppo di persone che lavora per una causa comune: il bene del
paese e dei cittadini. È, quindi, un movimento con un raggio d’azione
prevalentemente comunale, che ha l’esigenza di farsi sentire, di esserci, di
poter dire la sua su tutte le questioni presenti a livello cittadino. Le
persone che ne fanno parte, tra cui molti miei ex compagni di partito, rimasti
al mio fianco, sono stanche della vecchia classe politica dirigente. Ci ha
delusi profondamente. Noi ex AN viviamo un lutto che dura, ormai, da un anno.
Torpore dal quale dobbiamo, però, scuoterci perché per far politica bisogna
esserci. Nella situazione attuale, per quanto non ci piaccia, l’unico modo di
operare è collocarsi in uno dei due schieramenti. I nuovi movimenti
pseudo-identitari sorti solo sulla base
di forti personalismi, non sono credibili. Collocarvisi all’interno è inutile,
non è lì che, secondo me, affermi la tua diversità”. Francesco Cito, non più tardi di
un anno fa lei era candidato, alle politiche, per La Destra di Storace e
Santanchè: deluso anche da loro? Con Francesco Storace ho avuto
uno scontro fortissimo quando venne a Lecce, circa due mesi fa. Nella riunione
che facemmo cominciarono le epurazioni ed io obiettai che il momento richiedeva
piuttosto dialogo, confronto. Purtroppo i partiti di destra hanno un processo geneticamente impostato di
implosione, ad un certo punto si smembrano. Il vero problema sta nel fatto che
i leader che emergono nei nuovi partitini agiscono come se fossero alla guida
di grandi formazioni. Quando si è a capo di un piccolo partito non ci si può
comportare in questa maniera. Dove si colloca, allora, il suo
movimento? Noi facciamo parte del PDL,
fermo restando che, la nostra, resterà una casa aperta a tutti coloro che
vorranno sposare la causa, indipendentemente dalla loro appartenenza politica. Il candidato alla presidenza del
PDL è il dott. Antonio Gabellone si spenderà per lui? Senz’altro, lavorerò per il
dott. Gabellone anche perchè penso non sarà una battaglia facile. E a livello locale quale candidato appoggerete? Il dott. Ecclesia è veramente da
ammirare per il coraggio. Con la marea di candidati che ci sono nel collegio e
l’inevitabile frammentazione dell’elettorato, il rischio per tutti di fare flop
è concreto. Chi ci mette la faccia è da ammirare a maggior ragione se lo fa per
un simbolo importante dal quale tutti si aspettano un certo risultato. Tornando all’ambito locale cosa
chiedete all’attuale governo cittadino? Deve dare un forte senso di cambiamento di marcia. Deve girare ad altre velocità, non certamente quelle attuali. E poi c’è tanto bisogno e tanta voglia di destra in questa amministrazione, che, almeno sulla carta, era di centro-destra e come tale premiata dagli elettori. In questo momento, non ci serve un sindaco super partes. Ci aspettiamo, invece, una chiara presa di posizione da parte sua. Anzi, in vista delle provinciali, ci aspettiamo di vederlo sul palco a fianco dei candidati del PDL.
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