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IMPRENDITORI del SUD/ Raffaele De Santis, una vita dedicata al turismo
  
di Valeria BRUNO

Era poco più che adolescente quando entrò la prima volta in collegio

Era poco più che adolescente quando entrò per la prima volta in collegio. Un Padre dal carattere rigido e fermo, le quattro sorelle – di lui rimasto orfano di madre all’età di due anni – sono stati il cuore pulsante della sua infanzia, il luogo emotivo di quello sviluppo che lo ha visto ragazzo prima e poi uomo, affermarsi con forza nella vita.

I due anni di collegio, lontano dalla sua Otranto - tranquilla e ancora contadina la terra idruntina che una sessantina d’anni fa diede i natali a Raffaele De Santis - gli aprirono la mente. Così dice di se stesso ‘Mimmo’, ricordando quel ragazzino affrontare il mondo per la prima volta da solo. “Ho ricevuto una educazione severa, di tipo patriarcale, il mio carattere era tranquillo e sereno”. Il padre – figura forte e dominante nella sua adolescenza – era un possidente agricolo, uomo duro della terra, rimasto vedovo in giovane età: voleva il meglio per il suo unico figlio maschio. Doveva laurearsi e prendere le redini dell’azienda agricola.

Dopo un primo anno a Bari proseguì i miei studi universitari - Economia e Commercio – a Perugia. Pur avendo, grazie alla mia famiglia, tutte le possibilità economiche, fin da allora sentivo il bisogno di guadagnarmi la vita. Ho fatto di tutto, anche il venditore di libri. Dopo la laurea ed il militare cominciai ad interessarmi all’azienda di papà”.

Quel ritorno nel Salento non era proprio il suo sogno. Amava la libera professione e non voleva legarsi all’amministrazione dell’attività paterna. “Fu duro convincere mio padre, ma dopo divenne il mio primo sostenitore”.

Nei primi anni ‘70 Mimmo De Santis aprì il suo studio di commercialista. Era un’epoca di rivoluzione: l’introduzione dell’Iva e le grandi imprese che cominciavano ad interessarsi alla bella Otranto. Era il tempo della costruzione dei primi importanti insediamenti turistici. Fu la Insud a realizzare i grandi villaggi come il Club Mediterranèe. Della Insud, il dott. De Santis divenne prima il commercialista, poi – nel 1977 – il presidente dello splendido villaggio turistico Serra degli Alimini, di cui ancora oggi è il Patron. “Così mi sono innamorato di questo settore, dedicandomi al turismo: fui un vero e proprio pioniere per Otranto in quegli anni”. Da lì prese avvio una lunga e operosa esperienza che lo ha portato a diventare punto di riferimento nel settore turistico pugliese.

Sarà per quei suoi occhi color del mare, per quel suo garbo signorile e quieto, per la sua gentilezza, ma Mimmo De Santis è un uomo che piace. “La disponibilità, l’accoglienza, la pazienza, il saper trovare sempre una soluzione con diplomazia cercando di venire incontro agli altri, forse sono queste le cose che di me vengono apprezzate. Dico sempre: chi ha la capacità dentro di sé di avere un dialogo sereno, di essere disponibile, di fare del bene agli altri, può realizzarsi meglio e circondarsi di persone che collaborano con fiducia e positività”.

I suoi successi proseguirono negli anni, prima guidando la Banca di Credito Cooperativo di Otranto, poi assurgendo al ruolo di Presidente della Federazione delle Banche di credito cooperativo di Puglia e Basilicata. “Volevo dare una organizzazione migliore a quella grande federazione. Nel periodo in cui cominciava a cambiare il mondo dell’economia, guidai la banca da me presieduta alla fusione nella Banca Popolare Pugliese. Fu un passo importante, durante il quale nessuno – dai soci ai dipendenti – fu lasciato indietro”. E la gratificazione venne anche per Raffaele De Santis, nominato Consigliere della BPP, incarico che continua ininterrottamente a mantenere.

Le sfide nella vita ha volute coglierle tutte. Anche quelle nel sociale. “Negli anni ‘80, quando Otranto ormai era diventata una cittadina turistica di buon livello, mi venne l’idea di realizzare un centro privato di dialisi per i turisti. Sono stato il primo nel Salento ed i risultati hanno dimostrato la bontà di quella intuizione, per la quale devo dire grazie anche ad un politico importante che ha sempre creduto in me e mi ha voluto bene, parlo di Totò Fitto che all’epoca era Presidente di Regione”.

Lui la testa non se l’è mai montata, per innata modestia. Il voler fare le cose – tante! – e volerle fare al meglio nasceva dal bisogno di dimostrare prima a se stesso e poi agli altri di essere capace di realizzarsi per proprio merito. Questa la spinta emotiva di quand’era giovane ed è questo che ancora oggi lo anima. Non smette mai di progettare. Mimmo De Santis ha nuove idee da mettere in cantiere, ma il primo obiettivo è creare un ‘polo turistico’, tale da potenziare innanzitutto l’aeroporto di Brindisi, dare più servizi – dai porti, ai campi da golf, alle strutture ricettive con sempre più alta qualità. “Siamo ancora indietro però. Spero che le istituzioni si muovano concretamente per realizzare questo ‘polo turistico’, che si può e si deve fare”.

Puglia Doc è la sua creatura. “Dopo una prima esperienza fatta da presidente del Cotup (consorzio regionale che raggruppa moltissimi operatori turistici), decisi di fare un consorzio che accogliesse al suo interno solo strutture di grande qualità, ‘doc’ appunto”. L’idea messa in atto da Mimmo De Santis è quella di una promozione legata al sistema pugliese nel suo complesso. Bellezze naturali, storia, cultura, gastronomia, prodotto tipico: “Ho cercato di creare un sistema di promozione che raggruppasse un po’ tutto, dalle migliori strutture ricettive alle più importanti aziende enogastronomiche”. E poi, sull’argomento ‘fiere’ la stoccata va ai politici. “Anziché spendere centinaia di migliaia di euro per partecipare alla BIT di Milano per esempio, che dura appena tre giorni e non ha mai dato un vero ritorno, con gli stessi importi si potrebbero aprire delle sedi permanenti di rappresentanza della Puglia nelle più importanti capitali europee”. De Santis lo ha fatto a Monaco di Baviera, luogo strategico di passaggio di turisti di tutto il mondo, vero fiore all’occhiello della promozione turistica firmata Puglia Doc. E ancora, gli educational tours: per De Santis la strategia vincente per muovere il turismo è portare nella nostra regione i più importanti giornalisti stranieri e i tour operator esteri. “La nostra non è terra di passaggio, dobbiamo convincere il mondo a venire da noi”. Tra le attività di Puglia Doc c’è anche il portale del consorzio ed un call-center attraverso il quale è possibile chiedere informazioni e prenotare nelle strutture associate. L’intenso impegno di De Santis nel settore è stato coronato dalla recente nomina a Presidente di Federalberghi della provincia di Lecce: la sua esperienza conterà parecchio, la sua instancabile voglia di fare e progettare sarà determinante nella promozione turistica della nostra provincia.

Sa mettersi sempre in discussione, Raffaele De Santis ha ancora voglia di imparare. Aspetta il ritorno della sua seconda figlia dall’America, dove svolge un Master alla New York University in Management turistico. “Forse noi qui siamo troppo legati ai vecchi modi di fare le cose. Voglio che al suo ritorno lei da sola vada avanti e che insegni a me qualcosa”. L’altra figlia ha già preso in mano un ramo delle sue attività, ma a mollare lui proprio non ci pensa. Il suo segreto è fare le cose con amore, con il gusto del bello, rimanendo sempre aperto e disponibile. “Se tu dai agli altri - alla famiglia, agli amici, ai collaboratori, a chi ti sta vicino – ti senti bene per aver fatto qualcosa per loro non solo per te stesso. È così che io mi sento appagato dentro”.

Sarà per quei suoi occhi color del mare, per quel suo essere garbato e gentile, ma Mimmo De Santis piace davvero molto alla gente.

 

 

 


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