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Tralicci? No, grazie!
  
di Valentina CARROZZO

FRANCAVILLA

Siamo o no nel Terzo Millennio? Viviamo o no in una società perlopiù altamente tecnologizzata? Domande retoriche. Ci ritroviamo nell’era dei telefonini multifunzione, dei videofonini, della tecnologia digitale… Molto di tutto questo dipende dall’energia elettrica.

Spesso ci si lamenta per il posizionamento di antenne di qualche compagnia telefonica nei pressi della propria abitazione o comunque nel proprio luogo di residenza. A buon diritto. Poi però si possiede un cellulare all’ultimo grido e ci si lamenta ugualmente qualora non lo si possa utilizzare perché “non c’è campo”. Da qualcuna di quelle antipaticissime antennine o ripetitori dovrà pur riceverlo il segnale quel gingillo elettronico!

Capita poi di lamentarsi di inconvenienti ferroviari, magari di guasti tecnici, di malfunzionamenti della rete elettrica, della segnaletica luminosa, degli scambi…che possono poi causare incidenti più o meno gravi se non vere tragedie. Se però l’Enel cerca di potenziare la rete elettrica ferroviaria scatta l’allarme elettrosmog…

Si tratta di quanto avviene in questo periodo a Francavilla, ove è in corso un contenzioso tra la compagnia fornitrice dell’energia elettrica e gli inferociti proprietari di residenze estive e fondi agricoli. I “malcapitati” cittadini contestano, a loro avviso, l’eccessiva presenza dei suddetti tralicci districati tra le campagne del francavillese. Reclami che appaiono più che giustificabili, legittimi, ma, a complicare la situazione vi è un provvedimento amministrativo già esecutivo, che autorizza l’Enel a costituire le servitù di elettrodotto, indicando peraltro anche l’indennizzo destinato a chi, forse tardivamente, si lamenta. Ed invece a questo punto sembra trovarsi dinanzi ad un legittimo provvedimento di esproprio per ragioni di pubblica utilità, cui i cittadini sono per legge tenuti a sottostare, sempre nei limiti della legittimità di esso stesso.

In ogni caso la questione è ancora aperta, data tra le altre cose la pregnante rilevanza che in questa era tecnologica ha, per contro, assunto la tutela ambientale e della salute assieme con le relative associazioni di prevenzione e controllo. Infatti sarà con ogni probabilità l’ A.R.P.A., istituzione deputata alla valutazione dell’impatto ambientale, dell’esito della cui perizia si è in attesa, ad incidere risolutivamente sulla delicata vicenda.

Ritornando alle considerazioni iniziali, occorre ritenere che la tecnologia, al giorno d’oggi croce e delizia della società, laddove si renda utile ad una vivibilità migliore, vada accettata nel suo complesso, con i suoi pro e contro, con coerenza e responsabilità, evitando pertanto eccessive esasperazioni polemiche. Lungi dall’essere a loro volta polemiche o parziali, le su esposte considerazioni mirano fondamentalmente e nel loro piccolo, s’intende, ad incitare ad una maggiore riflessività, guidata da coerenza e maturità, nella proposizione di contestazioni altrimenti potenzialmente lesive della nostra stessa quotidianità.

                                                                                                          

 

 

 


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