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Pellicole nella storia
Conan il Barbaro - un dramma epico

  
di Luigi LEVANTE

CONAN IL BARBARO- UN DRAMMA EPICO

Puntiamo i riflettori su di una pellicola che ha avuto e possiede tutt’ora il giusto merito di aver celebrato alla perfezione il vero senso dell’epico e del fantasy, un connubio inscindibile in cui l’uno si nutre dell’altro, e di aver reso possibile l’omaggio ad uno dei più grandi autori di letteratura fantastica, anche se forse non da tutti conosciuto. Mi riferisco, per chi fosse curioso, a quel genio di nome Robert Ervin Howard, vissuto nella prima metà dello scorso secolo.

L’eccelso lavoro su celluloide in questione è Conan il barbaro, avventura d’altri tempi e capolavoro unico e mai più eguagliato di un genere, l’epico-fantastico, che, per quanto ci riguarda, non ha mai smesso di insegnare all’uomo l’importanza delle proprie qualità, reperibili tramite una ricerca interiore dettata dal bisogno di rapportarsi alla vita con tutto ciò che essa ci pone dinanzi durante il viaggio dell’esistenza.

Ma partiamo dal principio. La pellicola viene realizzata nel 1981, per la regia di un ispiratissimo John Milius e di un altrettanto in forma Basil Poledouris che si occupa delle musiche, colonne portanti di questo lodevole progetto. Interprete Arnold Schwarzenegger, che incarna a meraviglia Conan, il possente e laconico gigante dalla lunga e corvina capigliatura creato dal noto scrittore americano di cui sopra. La produzione è tutta stelle e strisce, con la partecipazione dei nostri Dino e Raffaella De Laurentiis, mentre i magnifici scenari presenti nel film sono il frutto di soppesate e azzeccatissime locations girate in Spagna e in Messico. Partiamo esaminando i luoghi che fanno da cornice alle avventure di Conan.

Man mano che la pellicola scorre, assistiamo ad una diversificazione del mondo hyboriano in cui si svolge la storia del personaggio. Si parte con una sequenza bellissima, durante la quale lo spettatore rimane ipnotizzato da titaniche montagne innevate, adorne di minacciose e austere nubi, che coadiuvate dall’insegnamento che il padre impartisce a Conan sull’importanza, le origini e il segreto dell’acciaio, richiamano echi di pura mitologia, conferendo grandezza e fascino alla storia del popoli nordeuropei.

Passiamo poi al villaggio nei boschi ammantati di neve, dove il nostro guerriero, ancora fanciullo, vive con i genitori, per poi essere scaraventati nelle ventose e solitarie plaghe che sono le immense steppe hyboriane. Proseguendo il cammino col corrucciato eroe howardiano, veniamo via via catturati da città caotiche e primitive, da deserti sterminati bagnati dal mare e di nuovo da minacciosi monti, questa volta scevri e privi del suggestivo biancore nevoso.

Passando in rassegna i paesaggi del mondo di Conan, ci si rende immediatamente conto quanto essi siano protagonisti importanti dell’epica saga del barbaro guerriero. Proprio come le preziose e fondamentali musiche, oltre che riuscitissime, di quel grande musicista che il mondo ha conosciuto col nome di Basil Poledouris, alle prese con un progetto difficile da realizzare, in quanto nuovo a qualsiasi canone e riferimento musicale, essendo le avventure del glorioso cimmero inventate e sublimate in un fittizio quanto riuscito e credibile tessuto storico.

Ed è appunto la sentita colonna sonora ad accompagnare Conan nella sua avventura, un dramma epico incentrato sulla vendetta per l’assassinio del propri genitori, sottolineandone con gusto, forza, epicità e calore i vari momenti presenti nelle due ore del film. Una colonna sonora che rafforza, integra e completa il coraggioso progetto, mai realizzato prima, di portare sul grande schermo un prodotto senza dubbio prorompente, con pochi dialoghi e tanta enfasi, a partire dai titoli di testa che riportano una significativa frase di W.F.Nietzsche: “Quello che non ci uccide ci rende più forti”, forse il sunto finale del suo superomismo.

Nulla si può quindi  togliere a quest’opera che da tutti i punti di vista, siano essi tecnici o espressivi, esplica una grande padronanza e una forte passione, in cui colonna sonora, fotografia e direzione del film, suscitano un qualcosa che rimarrà indubbiamente nella memoria di chi i film non solo li fa, ma da semplice spettatore li ama anche soltanto per il gusto sottile di stare comodamente seduto per viaggiare con la fantasia. 

 

 

 


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