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PET-TAC, una speranza nuova per il territorio brindisino |
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“Pet Tac” è un’espressione che risuona nelle teste dei
cittadini della Provincia di Brindisi a mo’ di rintocco o di inesorabile
richiamo. Per l’88% dei brindisini ammalati, il cancro è la prima causa di
morte; un’altissima incidenza territoriale che svetta come una mannaia nel
panorama regionale. I dati del Registro Tumori sono eloquenti, anzi allarmanti:
raccontano di un’emergenza eccezionale, pari soltanto a quella di Taranto, non
a caso unico altro polo industriale a forte impatto ambientale. La nascita spontanea di comitati cittadini – non
eterodiretti da lobbies, da interessi di natura privatistica o politica – per
rivendicare investimenti
nella diagnostica per immagini più sofisticata ha integrato quella che in
taluni casi è sembrata una mancanza di lucidità (o di lungimiranza) del
legislatore regionale. Il cosiddetto Comitato “Pet-Tac” autocostituitosi a
Brindisi per raccogliere fondi per l’acquisto di questa preziosa
apparecchiatura diagnostica, non invasiva e assai precisa per rintracciare le
più subdole avanguardie metastatiche, è riuscito nell’intento di premere sulla
volontà politica che non prevedeva il macchinario nella Ausl di Brindisi. A
completamento di un Piano Sanitario Regionale dai più considerato soddisfacente
– soprattutto dopo il disastro provocato dal famigerato piano di riordino
ospedaliero perseguito e realizzato da Fitto – giunge oggi notizia
dell’acquisto di una Pet-Tac destinata alla sanità pubblica brindisina. È lo
stesso Direttore Generale della Ausl BR/1 Guido Scoditti a darne notizia agli
organi di stampa, non nascondendo un soddisfatto compiacimento: “L’Assessore
Tedesco mi ha garantito che anche in provincia di Brindisi sarà presto
disponibile una Pet-Tac e questo ci consente di guardare al futuro con fiducia.
Nel ringraziare la Regione Puglia per quanto intende realizzare nella nostra
Azienda Sanitaria, colgo l’occasione per esprimere un plauso ai tanti cittadini
di Brindisi che sono impegnati da anni nella raccolta di fondi ed in una
capillare campagna di informazione sulla necessità di poter disporre di una
attrezzatura fondamentale per gli aspetti diagnostici e curativi come può
essere considerata la ‘Pet-tac.” Il potenziamento previsto ed attuato dei
reparti di Oncologia e di Medicina Nucleare affianca, in questa direzione,
un’inedita attenzione istituzionale al fenomeno tumorale del territorio, ed
alimenta la speranza di interventi più tempestivi ad un male che è inguaribile
ma non dovrà essere incurabile.
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