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PET-TAC, una speranza nuova per il territorio brindisino
  
di Giuseppe FLORIO

“Pet Tac”: ovvero una speranza nuova

“Pet Tac” è un’espressione che risuona nelle teste dei cittadini della Provincia di Brindisi a mo’ di rintocco o di inesorabile richiamo. Per l’88% dei brindisini ammalati, il cancro è la prima causa di morte; un’altissima incidenza territoriale che svetta come una mannaia nel panorama regionale. I dati del Registro Tumori sono eloquenti, anzi allarmanti: raccontano di un’emergenza eccezionale, pari soltanto a quella di Taranto, non a caso unico altro polo industriale a forte impatto ambientale.

La nascita spontanea di comitati cittadini – non eterodiretti da lobbies, da interessi di natura privatistica o politica – per rivendicare investimenti nella diagnostica per immagini più sofisticata ha integrato quella che in taluni casi è sembrata una mancanza di lucidità (o di lungimiranza) del legislatore regionale. Il cosiddetto Comitato “Pet-Tac” autocostituitosi a Brindisi per raccogliere fondi per l’acquisto di questa preziosa apparecchiatura diagnostica, non invasiva e assai precisa per rintracciare le più subdole avanguardie metastatiche, è riuscito nell’intento di premere sulla volontà politica che non prevedeva il macchinario nella Ausl di Brindisi. A completamento di un Piano Sanitario Regionale dai più considerato soddisfacente – soprattutto dopo il disastro provocato dal famigerato piano di riordino ospedaliero perseguito e realizzato da Fitto – giunge oggi notizia dell’acquisto di una Pet-Tac destinata alla sanità pubblica brindisina. È lo stesso Direttore Generale della Ausl BR/1 Guido Scoditti a darne notizia agli organi di stampa, non nascondendo un soddisfatto compiacimento: “L’Assessore Tedesco mi ha garantito che anche in provincia di Brindisi sarà presto disponibile una Pet-Tac e questo ci consente di guardare al futuro con fiducia. Nel ringraziare la Regione Puglia per quanto intende realizzare nella nostra Azienda Sanitaria, colgo l’occasione per esprimere un plauso ai tanti cittadini di Brindisi che sono impegnati da anni nella raccolta di fondi ed in una capillare campagna di informazione sulla necessità di poter disporre di una attrezzatura fondamentale per gli aspetti diagnostici e curativi come può essere considerata la ‘Pet-tac.” Il potenziamento previsto ed attuato dei reparti di Oncologia e di Medicina Nucleare affianca, in questa direzione, un’inedita attenzione istituzionale al fenomeno tumorale del territorio, ed alimenta la speranza di interventi più tempestivi ad un male che è inguaribile ma non dovrà essere incurabile.

 

 

 


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