|
|
|
|
Il "fascismo" della censura |
|
|
Scriviamo con veemenza
raffrenata questo breve promemoria dei fatti che ci vedono coinvolti. Scriviamo
perché i lettori sappiano cosa talvolta possa celarsi dietro l’apparire
consueto dell’esprimere idee e parole. Perché il lettore sappia. Questo il
principio che anima un giornale. Dunque perché il lettore non sappia, è
necessario che il giornale non viva, non esista. Che il lettore sappia, allora,
che accade gli si neghi la possibilità di conoscere idee e pensiero che altri
non possono-vogliono in alcun modo accettare. Euromediterraneo è stato oggetto
di censura, boicottato e gettato via da quelli che sono i nostri consueti punti
di distribuzione (più testimonianza ahinoi ce lo confermano) perché non gradito
ad uno dei massimi rappresentanti delle Amministrazioni politiche locali. È
accaduto a Brindisi. Quando si verificano eventi tanto antidemocratici ed
illiberali un moto di indignazione dovrebbe muovere ogni libera coscienza. La
nostra richiesta di spiegazioni ai politici censuratori, chiara, diretta,
limpida è rimasta inappagata ma piegata e appiattita dai cosiddetti “eventi
inesistenti”. Il “sempre negare” è la regola d’oro delle spiacevoli occasioni.
Infine una accomodante telefonata ha assicurato che l’Ente in questione non ha
alcun problema (né mai lo avrebbe avuto a loro dire) nell’accettare il nostro
giornale. Che sappia, dunque, il nostro lettore come dietro il volto del democratico voto possa celarsi il mostro del potere che affoga animi e idee avverse, condannato all’ottusa bramosia del non essere contraddetto. Che sappia, il nostro lettore,
che il “fascismo” è di sinistra, il “fascismo” è di destra, che il “fascismo” è
la censura che i politici potenti non rinunciano ad esercitare. Ma si sappia che il nostro
giornale non cede alle lusinghe ed alle leggere pusillanimi false verità. Noi
guardiamo dritto negli occhi e parliamo dritto al cuore, e continuiamo ad
esserci.
|
|
|
|
|