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Cittadini per l'Europa |
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Unione Europea
La Commissione europea sostiene
le azioni di gemellaggio tra città e comuni dell’UE attraverso una linea
d’azione, chiamata TownTwinning, inserita all’interno del “Programma per la
promozione della cittadinanza europea attiva”. Le attività di gemellaggio
svolgono un ruolo importante all’interno di tale programma, dato che assorbono
circa il 40% del budget totale. Il programma TownTwinning a sua
volta si divide in due azioni: da un lato gli incontri con i cittadini (cioè i
gemellaggi veri e propri) che costituiscono circa il 90% dei progetti
presentati, e dall’altro le conferenze tematiche e i seminari di formazione
destinati ai funzionari comunali che si occupano dei gemellaggi. Il programma TownTwinning ha
avuto negli ultimi anni un grande successo: ogni anno vengono presentate alla
Commissione più di 2000 proposte, di cui circa il 60/70% vengono approvate. L’Italia in particolare si trova
al terzo posto tra i Paesi europei che partecipano al programma. È interessante notare inoltre
che dall’aprile 2005 anche la Romania può partecipare a pieno titolo a queste
attività, mentre per l’accesso della Bulgaria al programma bisognerà attendere
la fine del 2005. Novità per gli inviti a presentare proposte del
2005
Rispetto agli anni precedenti,
ci sono alcune novità nella gestione del programma. Si è innanzitutto cercato
di semplificare le procedure e in particolare: - il pagamento del
co-finanziamento comunitario sarà versato solo al comune che ospiterà l’evento,
il quale dovrà poi distribuire le quote agli altri partner; - la pagina web del programma è
stata migliorata e i risultati delle selezioni sono pubblicati on-line. Ciò significa che i vincitori
non saranno più avvisati tramite l’invio di lettere ufficiali; - la casella di posta generale
del programma è stata chiusa. Al suo posto è stato avviato un servizio
telefonico. Un’altra novità è che quest’anno
saranno pubblicati due inviti a presentare proposte separate, uno per gli incontri
tra cittadini e l’altro per le conferenze e i seminari di formazione. Questa
decisione è legata al fatto che le due attività richiedono tempi di
preparazione diversi. Infine è stata creata un’Agenzia
esecutiva per l’Istruzione, gli audiovisivi e la Cultura (EACEA) che sarà
incaricata della gestione del programma. Già nella seconda fase del 2005 quindi
le proposte progettuali dovranno essere inviate a questa agenzia e non più alla
DG Istruzione e Cultura. Le prospettive per il periodo 2007-2013
È attualmente in fase di
approvazione al Parlamento europeo la proposta della Commissione per un nuovo
programma per il periodo 2007-2013. Il programma, per cui è stato proposto un
raddoppio del budget, si chiamerà “Cittadini per l’Europa” e avrà tre obiettivi
principali: - dare ai cittadini
l’opportunità di partecipare alla costruzione dell’UE; - forgiare un’identità europea
basata su una storia, una cultura e dei valori comuni; - rafforzare la comprensione reciproca tra i cittadini europei. Questi obiettivi saranno
realizzati attraverso tre azioni: 1. Le azioni di gemellaggio; 2. Il sostegno alle
organizzazioni della società civile; 3. Un’azione nominata “Insieme
per l’Europa” che sosterrà eventi di grande visibilità, studi e sondaggi
d’opinione, e azioni di diffusione dell’informazione sul programma. Per quanto riguarda la prima
azione, è importante sottolineare che ci sarà un tentativo da parte della
Commissione di rendere più strutturate queste attività, sviluppando soprattutto
progetti di lunga durata. Saranno quindi incentivati degli accordi pluriennali
che coinvolgano un buon numero di partner di Paesi diversi. Il problema infatti
dell’attuale programma è che i finanziamenti sono piccoli e di breve durata e
quindi generano progetti fini a se stessi, senza un seguito. In futuro i
progetti di gemellaggio dovranno quindi essere più ambiziosi e innovativi. A questo proposito la
Commissione intende già nel 2006 finanziare alcuni progetti pilota pluriennali.
Probabilmente uscirà un invito a presentare proposte per questi progetti entro
la prima metà del 2006. Per maggiori informazioni: Sito
ufficiale del programma TownTwinning: http:// europa.eu.int/comm/towntwinning/index_ en.html Hotline del programma (Martedì-
Giovedì, 9.30-12.30): +3222952685 Testo della proposta della
Commissione sul nuovo programma “Cittadini per l’Europa”: http://eurpa.eu.int/eur-lex/lex/LexUriServ/site/it/com/2005/com2005_0116it01.pdf A Cura dell’Unipax
ONU NEWS
Combattere le disuguaglianze per
lo sradicamento della povertà Riflessioni nella giornata mondiale ONU
La povertà devasta famiglie,
comunità e nazioni, causa instabilità e fermenti politici, e alimenta i
conflitti. Oggi circa 800 milioni di persone sono cronicamente affamate e
malnutrite. Ogni giorno 30 mila bambini muoiono per cause direttamente
imputabili alla povertà. Questi dati conferiscono alla Giornata internazionale
per lo sradicamento della povertà (17 ottobre) particolare urgenza al tema
“Raggiungere gli obiettivi del millennio: risollevare i più poveri tra i
poveri”. Questo tema sottolinea il fatto
che la povertà può essere ridotta solo rivolgendosi ai più poveri tra i poveri,
compresi quelli spesso esclusi dal processo di sviluppo. Solo collaborando con
loro e seguendo i passi necessari per combattere le disuguaglianze, potremo
sradicare la povertà in tutte le sue forme. La dichiarazione e gli obiettivi
del millennio, adottati da 189 capi di Stato e di governo nel 2000, rappresentano
un accordo tra Paesi ricchi e poveri per combattere l’assoluta povertà e
raggiungere concreti e valutabili miglioramenti nelle vite di milioni di
uomini, donne e bambini nel mondo intero. Gli obiettivi formano l’ossatura
centrale per lo sviluppo umano, dall’educazione primaria per ogni bambino alla
diminuzione della mortalità infantile e per parto; dalla lotta contro
l’HIV/AIDS e altre malattie gravi alla drastica riduzione del numero di persone
che vivono in condizioni di estrema povertà e fame, entro il 2015. I governanti mondiali che si
sono incontrati nel settembre scorso all’ONU, hanno deciso di adottare, entro
il 2006 determinate strategie. I Paesi industrializzati hanno accettato di
sostenere gli sforzi dei Paesi in via di sviluppo attraverso l’incremento di
assistenza, accordi di sostegno per cancellare il debito di alcuni Paesi più
poveri e misure che assicurino un effettivo ruolo del commercio nella
promozione della crescita economica, nell’occupazione e nello sviluppo per
tutti. Questo impegno rappresenta una
svolta nella lotta contro la povertà, promesse a cui dobbiamo tutti dedicarci
perché siano tradotte in atti concreti, specialmente per i più poveri del
mondo. La Giornata internazionale per
lo sradicamento della povertà invita a lavorare in collaborazione tra ricchi e
poveri per migliorare le opportunità di ogni essere umano al fine di
raggiungere una vita migliore. I 60 anni delle Nazioni Unite L’ONU di fronte alle sfide della nuova era
In occasione del sessantesimo
anniversario della Giornata mondiale delle Nazioni Unite, che si è celebrato il
24 ottobre, il Segretario generale dell’ONU, Kofi Annan, in un suo messaggio ha
osservato innanzitutto che bisogna riconoscere che il mondo di oggi è molto
diverso da quello dei fondatori dell’Organizzazione, perché ben diverse sono le
sfide. Le Nazioni Unite devono essere
lo specchio di questa nuova era ed affrontare le sfide che essa propone. La
prima e la più importante di esse consiste nella consapevolezza che centinaia
di milioni di persone sono lasciate senza difese contro la fame, le malattie e
il degrado ambientale, nonostante il mondo abbia a disposizione i mezzi per
salvarli. Il mese scorso, i governanti mondiali si sono riuniti a New York per
trovare una risposta comune a queste sfide. I leader dei Paesi poveri e di
quelli ricchi hanno assunto impegni specifici che, se pienamente perseguiti,
potrebbero ridurre la fame e la povertà del 50 per cento nei prossimi dieci
anni. Essi hanno tra l’altro deciso di
creare nuove strutture ONU per tutelare i diritti umani e portare una pace
durevole nei Paesi dilaniati dalla guerra. Hanno inoltre promesso di combattere
il terrorismo in tutte le sue forme e di intraprendere azioni collettive,
quando necessario, per proteggere le popolazioni da genocidi e altri crimini
atroci. È stato anche deciso di avviare
importanti riforme all’interno del Segretariato delle Nazioni Unite, ma sul
cambiamento climatico e sulla riforma del Consiglio di Sicurezza – osserva Kofi
Annan- hanno solo prodotto deboli dichiarazioni. E sulla proliferazione
nucleare ed il disarmo non hanno trovato alcun accordo. Dunque – conclude
Annan- ci hanno lasciato ancora “molto lavoro da fare e nel giorno in cui la
nostra indispensabile istituzione compie sessant’anni, prometto che farò la mia
parte. E sono convinto che voi, cittadini del mondo. farete la vostra”. Nuovo Direttore del RUNIC di
Bruxelles Il Segretario generale dell’ONU,
Kofi Annan, ha nominato la signora Afsane Bassir-Pour Lavollay direttore del
RUNIC, il centro regionale di informazione delle Nazioni Unite di Bruxelles. È
entrata in carica il 25 ottobre ed è succeduta a Hassan Fodha, che ha concluso
il suo mandato per raggiunti limiti d’età. Cittadina francese, laureata in
letteratura inglese all’Università di Teheran, la Signora Bassir-Pour è stata
capo d’ufficio e corrispondente internazionale dalla Svizzera per il quotidiano
francese Le Monde a partire dal 2002.
In precedenza aveva creato e diretto, per tredici anni, il primo ufficio
permanente dello stesso quotidiano in qualità di corrispondente diplomatico dal
quartier generale dell’ONU a New York. Ha contribuito a creare il programma
della CNN Diplomatic License del
quale è stata anche opinionista. Già collaboratrice di Voice of America, British
Broadcasting Corporation e Radio France Internationale, ha
ricoperto il ruolo di vicepresidente dell’Associazione dei corrispondenti delle
Nazioni Unite. Moderatrice dell’ultimo Forum
economico mondiale di Davos, è stata anche coinvolta a diversi livelli in
questioni sul multilateralismo e sul ruolo delle Nazioni Unite. Ha anche
partecipato come formatore a corsi in materia di comunicazione e informazione
organizzati dal Programma di sviluppo dell’ONU.
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